Consiglio Regionale della Valle d'Aosta
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Lo streaming è la trasmissione in tempo (quasi) reale, da una sorgente a uno o più destinatari, di file audio e video attraverso una rete IP, come Internet, grazie a software che permettono di riprodurli sul proprio computer prima che siano scaricati interamente.

Tipi di streaming
Sostanzialmente esistono due tipologie di streaming:
1 Erogazione contenuti in diretta (Streaming live)
Simile alla tradizionale trasmissione radio o video in broadcast, i dati sono trasmessi utilizzando opportune compressioni per alleggerire il più possibile il carico sulla rete. La compressione dei contenuti introduce nel flusso un ritardo di circa dieci secondi. Con lo streaming live, di solito, questo ritardo non costituisce un problema.
2 Erogazione contenuti in differita (Streaming on demand)
I contenuti audio e video sono inizialmente compressi e memorizzati come file su un server a cui un utente può richiederne l’invio. Non è necessario scaricarli per intero sul PC per poterli riprodurre: i dati ricevuti vengono decompressi e riprodotti pochi secondi dopo l'inizio della ricezione. Questo ritardo serve a creare un polmone per rimediare a brevi interruzioni della trasmissione. Di questo tipo sono i flussi streaming dei più diffusi player.

Protocolli di streaming e di distribuzione dei dati
Generalmente la trasmissione in streaming avviene utilizzando il protocollo RTP a livello di applicazione e il protocollo UDP a livello di trasporto.
La distribuzione dei dati di streaming può essere di tipo:
- Multicast: trasmissione simultanea a più utenti che ricevono lo stesso contenuto nello stesso tempo. Ottimale per la distribuzione su reti Intranet , in quanto non aumenta l’utilizzo della banda in relazione al numero di utenti. Raramente utilizzabile nell’utilizzo su Internet
- Unicast: E’ il normale metodo di distribuzione dei contenuti su Internet in cui ogni Client apre una sessione
- HTTP: protocollo usato come tunnelling dei protocolli di streaming per faciltare il passaggio attraverso Firewall

I Formati
L’evoluzione dei formati di streaming ha portato alla caratterizzazione di due insiemi predominanti, i formati standard, descritti dagli enti di standardizzazione ed aperti, ed i formati proprietari che si sono imposti attraverso la diffusione dei player, quali per esempio Microsoft con Windows Media Format.

L'MPEG (Moving Picture Experts Group) è una famiglia di formati dedicati alla compressione di dati multimediali. L'obiettivo dei creatori dello standard MPEG era la realizzazione di un formato standard per la codifica dei flussi video e audio.
· MPEG-1: utilizzato nei Video CD è un formato a bassa qualità (analoga al sistema VHS);
· MPEG-2: utilizzato nelle trasmissioni satellitari digitali, del digitale terrestre, dell’ IPTV, nei DVD, ecc., ha una qualità superiore ma richiede per contro una maggior quantità di risorse dell'MPEG-1;
· MPEG-3: inizialmente sviluppato per HDTV, in seguito sostituito con l'MPEG-2 che è risultato sufficiente per l'HDTV ed infine abbandonato;
· MPEG-4: estensione dell'MPEG-1 in grado di gestire flussi audio/video eterogenei, contenuti 3D, flussi video a basso bitrate e in grado di gestire i diritti digitali. Per la codifica video supporta anche un nuovo codec molto efficiente chiamato H.264, destinato a soppiantare l’MPEG-2.
· MPEG-7: un sistema formale utilizzato per descrivere i contenuti multimediali;
· MPEG-21: gruppo nato per sviluppare una piattaforma comune per le future applicazioni multimediali.



Il Consiglio Regionale fornisce uno streaming live trasmettendo in Internet le sedute consiliari e uno streaming on demand trasmettendo in Internet le registrazioni delle stesse e/o di altri contributi audio/video.
1. Streaming live
distribuisce il contenuto video della diretta ed i servizi in differita al più alto numero possibile di fruitori connessi ad Internet (compatibilità con il più alto numero di player sul mercato, disponibilità di connettività adeguata)

2. Streaming on Demand
realizza una banca dati multimediale con funzionalità avanzate di ricerca al fine di rendere facilmente reperibili e fruibili i contenuti registrati. (utilizzo dell’indicizzazione tramite metadati e riconoscimento del parlato)

Per costituire la base dati utilizzata dal servizio “Video on demand” è necessario registrare gli interventi pronunciati nell’aula consiliare corredandoli con le informazioni di dettaglio concernenti la seduta e l'oratore (metadati) e con l'indice costruito con il riconoscimento del parlato (speach to text) e relativa indicizzazione, in modo da creare un archivio che permetta di rintracciare rapidamente gli interventi sulla base di chiavi di ricerca restrittive che facilitano la focalizzazione dei risultati, riducendo od eliminando risposte non pertinenti.