Consiglio Regionale della Valle d'Aosta
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Aosta, 1° luglio 2008 – Sono grato ai Colleghi che mi hanno eletto Presidente dell'Assemblea. Grato a chi mi ha indicato per svolgere questo delicato ruolo e grato comunque a tutti i colleghi Consiglieri che da questo momento voglio e debbo rappresentare unitariamente.

In questo momento cosi particolare, permettetemi di rivolgere un pensiero alla mia famiglia e soprattutto a mia moglie che, per anni, con dedizione e con quel grande amore che nutriva per questa nostra valle, mi ha seguito consigliato e appoggiato in ogni istante.

Credo che il Consiglio regionaie della Valle d’Aosta, dopo 60 anni, cominci ad avere una storia non trascurabile che ci offre un racconto interessante. Il racconto di una democrazia nel territorio, per il territorio, dove le parti operano scelte che incidono – ogni anno di più – nella vita delle comunità locali. Un racconto è tradizione, ma nella tradizione ci sono realtà da capire e problemi, ovvero problemi non del tutto risolti, ugualmente da capire cercando tuttavia di non renderli perpetui.

Riusciremo nel nostro compito, nel nostro mandato elettivo, soprattutto se sapremo innovare rispetto ad alcuni nodi che il sistema legislativo regionale presenta. Efficacia, qualità, capacità propositiva, aderenza ai problemi concreti dello sviluppo e dei bisogni della società. Ma anche costante attenzione al cambiamento necessario in un quadro di riforme istituzionali che negli ultimi anni - pur essendo stato scosso - non ha ancora prodotto il suo tragitto fisiologico. Verso quel modello di autonomia che oggi segna la distinzione tra chi esprime una cultura attiva della costruzione della democrazia e chi pensa che sia un obolo, una donazione, una concessione. Insomma, un privilegio.

Vorrei rivolgere un cordiale saluto, in questa occasione, al mio predecessore Ego Perron, che ha guidato l'Assemblea e l'avvio della riorganizzazione delle strutture amministrative consiliari, con attenzione anche alla collocazione di questa istituzione nel sistema interregionale italiano e internazionale.

Oggi ogni Legislatura chiede di più. Attraverso il nostro operato ordinario, attraverso l'importante riesame delle regole fondamentali che guidano il lavoro dell'Assemblea - statuto e regolamento - attraverso un'attenzione costante alla distinzione dei ruoli e delle competenze, nella comune dignità istituzionale, tra Consiglio e Giunta regionale. Cercheremo di mantenere vivissima l'attenzione sulla nostra Regione, sulla sua gente, sulle sue istituzioni, sul suo sistema di impresa e lavoro, su chi ne rappresenta anche altrove interessi e valori. Lo faremo con gli strumenti propri di una istituzione legislativa e come fonte politico — istituzionale: l'attività di ricerca e monitoraggio, le audizioni nel nostro sistema di Commissioni, l'interattività facilitata dal sistema mediatico e dalle nuove tecnologie dell'informazione. Senza trascurare il modo proprio della politica di fare legittimo ascolto e di trasferire nel quadro istituzionale e con le più corrette mediazioni le attese e le aspettative della società civile.

Voglio ora formalmente congratularmi con il Presidente nominato, Augusto Rollandin, per il consenso ottenuto nella consultazione popolare, e sottolineare l'importanza della fiducia attribuita alle parti politiche alleate. Al Presidente uscente Luciano Caveri il mio Grazie per avermi date la possibilità di lavorare in un Assessorato complesso nella più piena autonomia.

Tra poco il Presidente Rollandin ci elencherà le linee programmatiche di legislatura che il governo regionale sta per adottare. Quel quadro di operatività ci interessa, ci riguarda, ci coinvolge. Ma non avvolge l'intera nostra problematica. Sul terreno della nostra specificità - che a differenza della dimensione locale ha qui uno spessore legislativo - compiremo tutti i percorsi per assumere un'identità e un ruolo costituzionalmente ineludibili e all'altezza del mandato assegnatoci dai cittadini - elettori. Voglio ricordare a me stesse in queste momento l'esperienza di assessore. Lo dico perché credo alla centralità dei rapporti inter istituzionali nel quadro del nostro sistema. Comuni e Comunità Montane debbono vedere i loro rappresentanti e tutti gli amministratori, attraverso una corsia privilegiata nel dialogo con il Consiglio regionale.

Dialogo su regole, su problemi, sul rapporto tipico di una realtà di integrazione tra normative (che sono anche quelle nazionali ed europee) e servizi, al di là della naturale e consueta concertazione amministrativa che certamente la Giunta regionale presiederà con la necessaria attenzione. Un dialogo soprattutto sulle identità della Valle d’Aosta che, credo, sia consapevolezza comune, ci impegnerà nella ricerca, nella tutela e nella valorizzazione della nostra Regione.

Il nostro punto di riferimento sarà dunque la gente, i lavoratori, gli imprenditori, il territorio. I nostri strumenti che dovranno essere valorizzati nel profilo organizzativo interno saranno: l'Aula che sarà chiamata costantemente ad efficienza e a dignità, anche dei luoghi e dei servizi; le Commissioni che potranno e dovranno esprimere grande forza propositiva; i Gruppi la cui autonomia sarà certamente rispettata nel convincimento di quanto essi siano importanti per il buon andamento generale; le Nostre strutture amministrative che sono sempre più responsabilizzate dai Colleghi dell'Ufficio di Presidenza.

Fare leggi ed esercitare controllo: una duplice natura parlamentare che dovremo contestualizzare in una Valle d’Aosta complessa e in un processo di adeguamento delle istituzioni. Un controllo che vogliamo intendere come un'attività che non si può ridurre a mera censura fiscale o alla frapposizione di ostacoli, ma come un contributo serio, preciso, impegnativo che il Consiglio dovrà esercitare nell'interesse a vantaggio dei cittadini.

Voglio sottolineare che il Consiglio dovrà svolgere il proprio compito con assoluta autonomia dalla Giunta ma per il fine comune del raggiungimento degli obiettivi che sono stati sottoscritti in sede programmatica. Credo che un Consiglio forte, autonomo e propositivo debba rappresentare uno stimolo ed un aiuto alla Giunta stessa nello svolgimento del proprio compito amministrativo. Ognuno dei due Organi dovrà, nell'ambito delle rispettive potestà istituzionali, adoperarsi e collaborare per tale fine comune. La nostra Regione, dotata di vera autonomia e con maggiori poteri, necessita la presenza di un organo legislativo assolutamente funzionante e autonomo.

Credo che i cinque anni della vigente Legislatura saranno di grande importanza per la nostra Regione, ma anche per il nostro Paese, e di grandissimo impegno per tutti noi. In questo periodo dovranno essere affrontati e risolti tutti quegli argomenti che sono stati alla base del programma elettorale della coalizione che ha vinto le elezioni. Vittoria che é risultata di tali dimensioni da togliere ogni dubbio circa l'assoluta, certa ed inequivocabile volontà dei cittadini valdostani. In questa direzione dobbiamo muoverci con la massima determinazione ed impegno. Credo che la coalizione di governo sia tutta determinata in questo senso perché e cosciente della necessità di dare una risposta positiva e seria al proprio elettorato. La credibilità di una forza politica la si deve dimostrare nella capacita di affrontare i problemi che si era assunta l'onere di risolvere in sede programmatica. I lavori che vedranno protagonista questa aula non siano sentite come operazioni "di palazzo", ma espressione della comune coscienza civica dei nostri concittadini.

Chiederò la collaborazione di tutte le forze politiche pur nell'ambito dei rispettivi compiti e necessarie diversità. Cercherò di applicare il regolamento rispettando le norme pur senza cadere in un formalismo esasperato sempre che tale atteggiamento non sia di ostacolo al funzionamento del Consiglio. Vorrei infine dire che mi considero e mi considererò Presidente di tutti i Consiglieri eletti e quindi una "porta aperta" nel personale interscambio che considero premessa di un arricchimento umano e civile. Credo, per concludere, che il Consiglio della Regione Valle d’Aosta, che è il Parlamento del Popolo Valdostano, debba essere cosciente dell'importante ruolo che dovrà rivestire in questa legislatura. Quale punto di riferimento per tutte le Regioni che vorranno impegnarsi per cambiare il nostro paese. Saremo, spero, un parametro della identità e del nostro lavoro come legislatori.