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Renato Callisto Arnod (1921-2003) – biografia e memorie di un protagonista della cultura musicale valdostana
Renato Callisto Arnod Uscendo in concomitanza con la pubblicazione di tutte le opere musicali di Renato Callisto Arnod, questo libro rappresenta un omaggio alla memoria di un illustre valdostano, uno dei più importanti musicisti che la nostra Regione abbia avuto negli ultimi settant’anni: la prima parte del volume, incentrata sull’aspetto biografico, è stata curata dalla moglie Anna Bajno, cui vanno ad aggiungersi i ricordi della figlia Graziella e di alcuni fra i suoi allievi più assidui e affezionati; due brevi saggi finali completano e approfondiscono invece l’analisi della figura del maestro Arnod, che ha rappresentato un fondamentale punto di riferimento per tanti professionisti o semplici appassionati in un periodo in cui la musica in Valle d’Aosta ha compiuto un passo in avanti senza precedenti.
Stefano Lapo Sarti- Vallée d'Aoste nel colore
Vallee d'Aoste nel colore Questo libro ci accompagna nella scoperta della Valle d'Aosta dei colori con continui richiami all'arte visiva. Grazie alle fotografie dell'autore, un ruscello diventa così un mosaico bizantino, cortecce scolpite omaggiano l'Arcimboldo, una nuvola sul Monte Bianco evoca il surrealismo di Magritte e i gerani di uno chalet ci immergono nel mondo di Paul Signac.
Umberto Pelazza e Marica Forcellini- Chissà perché si chiama così. A spasso nel vocabolario dei monti valdostani-
Chissà perchè si chiama così Il libro – composto di 150 pagine e corredato da un centinaio di fotografie – nell’arduo tentativo di chiarire l’origine di alcuni oronimi valdostani, pur avvalendosi del sostegno di numerosi testi autorevoli sull’argomento, non vuole presentarsi come fondamentale o esaustivo, ma intende soprattutto stimolare nel lettore curiosità e interesse per le nostre montagne e per la loro storia.
In passato, tutti i toponimi avevano un loro significato ben determinato, ma per molti questo si è perso nella notte dei tempi e oggi è difficile, talvolta impossibile, ricostruirne l’origine.
Eppure proprio la conoscenza del significato degli oronimi può aiutare a comprendere meglio la storia di un insediamento, la geografia di un territorio, a far luce sulle antiche vie di comunicazione e sui culti religiosi.
Margherita Barsimi, Alessandro Celi e Fulvio Vergnani- Segni e simboli. Storia e attualità dell’associazionismo in Valle d’Aosta
Segni e simboli L’opera è il frutto di una lunga ricerca, effettuata presso enti, istituzioni, archivi e biblioteche, oltre che su numerosi organi di informazione, grazie alla quale è stato possibile ricostruire il ricchissimo panorama dell’associazionismo valdostano, prendendo poi in considerazione le associazioni caratterizzate da un logo, capace di renderle uniche fra tante.
Nel volume, le associazioni sono state suddivise in gruppi omogenei di finalità e modalità di impegno, creando classificazioni quali le organizzazioni d’arma, quelle culturali, quelle connesse al mondo del lavoro o dello sport, quelle che si occupano di promozione sociale e di volontariato.
Un capitolo dall’approccio prettamente storico presenta poi l’associazionismo in Valle d’Aosta, spiegando l’evoluzione dalle prime confraternite medioevali, passando per le Opere pie e le Società di mutuo soccorso ottocentesche, per arrivare alle contemporanee Onlus che non si limitano ad operare nei confini regionali.

Marie-Rose Colliard et Daria Pulz- La Valpelline e la diga di Place-Moulin
La Valpelline e la diga di Place-Moulin Il y a 50 ans, la construction du barrage a modifié non seulement le paysage de la Valpelline, mais aussi la vie de sa communauté. Pour ce fait, l’œuvre mis en évidence le côté humain de la réalisation du barrage, au désavantage des aspects les plus techniques et productifs. C’est pourquoi, une fois la réalité économique et sociale de la vallée dans la première partie du XX siècle reconstruite, dans le livre on trouve les témoignages et les interviews aux gens, en utilisant une approche historique qui de fond dans une optique sociologique, afin d’étudier les transformations culturelles et socio-économiques de la Valpelline.

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