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Oggetti del Consiglio

Dal 1/1/2013 gli allegati dei resoconti sono reperibili nel link "Iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2184 del 25 gennaio 2012 - Resoconto

OGGETTO N. 2184/XIII - Interpellanza: "Mantenimento degli standard di qualità nel Reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale Beauregard".

Interpellanza

Avendo appreso che per l'attività della Sala parto presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia della sede Beauregard dell'Ospedale Umberto Parini di Aosta è stata sostituita la figura dell'infermiera generica con quella dell'OSS;

Preso atto che tale decisione comporta una rimodulazione complessiva dell'attività svolta nella Sala parto, che in parte confligge con l'efficiente organizzazione in essere;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

l'Assessore competente per sapere se intenda spiegare come si conciliano tali decisioni con le affermazioni della Giunta regionale e della Direzione USL su tutti i media locali, volte a rassicurare sul mantenimento degli standard di qualità nella Sanità valdostana.

F.to: Donzel

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Egregio Presidente, cari colleghi, avendo avuto informazione che, per organizzare l'attività della sala parto presso il Reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale Beauregard, al posto delle sei infermiere generiche che andavano in pensione, si è deciso di utilizzare la figura delle OSS, anziché seguire l'indicazione che veniva dalle ostetriche del reparto, che chiedevano di integrare le infermiere generiche, figura che non esiste più, con altre ostetriche…perché ci siamo preoccupati di tale questione? Perché intanto bisogna tornare indietro di qualche anno, quando nell'ottobre 2010 il Beauregard ha ricevuto lo straordinario riconoscimento di "Ospedale amico del bambino". In quella occasione siamo stati oggetto di attenzione della cronaca anche nazionale, perché è un traguardo straordinario raggiunto dal nostro ospedale e lo stesso Assessore nell'ottobre 2010 diceva: "avere a che fare con i neonati richiede un'attenzione maggiore rispetto a tutti gli altri settori della medicina e dell'assistenza sanitaria e devo ringraziare tutto il personale che ha dimostrato una grande qualità, di volere in qualche modo mettersi in discussione, perché seguire i diversi protocolli vuol dire anche rendersi conto che quello che si faceva prima non era sempre corretto. Il personale di tutto il Dipartimento materno-infantile sta portando avanti il progetto anche con sacrificio, perché adeguarsi a nuovi protocolli vuol dire rivedere la propria organizzazione del lavoro". Noi allora abbiamo raggiunto l'eccellenza nel 2010 e si presuppone che questo personale che ha contribuito a raggiungere questa eccellenza, elogiato da lei stesso in primis, abbia qualche titolo ad esprimere le sue ragioni rispetto all'organizzazione del lavoro della sala parto. In tale senso va tenuto conto anche della particolare organizzazione che ha il Beauregard, dove i neonati si trovano ad un piano superiore, ben lontano dalla zona della sala parto, quindi le ostetriche sono costrette a fare un percorso abbastanza lungo per raggiungere il luogo dove poi nascono i bimbi. Non sempre quindi è facile coordinarsi all'interno di una struttura, che non risponde in modo adeguato ad una razionalizzazione maggiore di questo servizio; struttura che poi nelle settimane prossime andremo a verificare meglio, perché sappiamo che ha degli inquilini come le faine che non sono proprio tipici di un ospedale.

Per tornare a noi, c'era un sistema che funzionava molto bene e che ha fatto acquisire anche dei titoli all'ospedale, il personale sta operando e addirittura in una serata che abbiamo condiviso ieri con l'Assessore abbiamo visto che un'ostetrica in particolare si è fatta promotrice di un'ulteriore crescita di qualità dell'Ospedale Beauregard, perché oggi, grazie allo straordinario impegno di questo personale, è possibile la donazione del cordone. Grazie ad un'iniziativa della Consulta femminile della Valle d'Aosta, abbiamo avuto l'opportunità di conoscere lo straordinario lavoro e l'importanza che questo ha, ma abbiamo anche appreso quanto tali pratiche siano complesse, difficili da esercitare, quindi non abbiamo nulla contro la figura delle OSS, che sono persone che fanno al meglio il loro lavoro, ma in questi protocolli complessi che vengono messi in campo nelle sale parto il Ministero prevede che certe funzioni non siano di competenza delle OSS, quindi ci chiediamo cosa ci stiano a fare se poi il Ministero dice che certe attività non le possono fare. Vorremmo che in quei luoghi ci fossero persone che fossero il più possibile in grado di intervenire nelle situazioni di emergenza, perché ha ragione lei a dire che è molto delicato l'aspetto della natalità, che più di ogni altra cosa suscita delle sensibilità incredibili e noi oggi, grazie alla competenza di tutto il personale medico e amministrativo del Beauregard, possiamo dire che sono rarissimi gli incidenti e che abbiamo una situazione ottimale; allora la nostra preoccupazione è che questa situazione ottimale rimanga. Se ci viene detto negli incontri che si sono tenuti con le organizzazioni sindacali che la ragione di questo cambio infermiera generica con OSS non è neanche legata a ragioni economiche per l'Amministrazione, ci chiediamo il perché di certe scelte in un punto di alta qualità dell'ospedale che continua a produrre qualità, che si sta ulteriormente attivando per fare sempre meglio. Il fatto che un'infermiera che si trova al piano sopra a seguire i bimbi possa scendere sotto quindi è anche questo in contrasto con quell'operazione che è stata fatta per ottenere questo straordinario risultato del Beauregard "Ospedale amico del bambino".

Quello che chiediamo allora è che tale percorso che si è cercato di costruire in passato e che ha dato dei risultati non venga messo in crisi da nuovi sistemi organizzativi in cui la figura dell'OSS poco ha a che vedere in una sala parto. Sappiamo poi che ci sono altre realtà che utilizzano questi meccanismi, ma - ripeto - noi avevamo un livello di altissima qualità, non vorrei che andassimo nell'ordine di far venire meno questo o di chiedere al personale, che lì ha sempre dato, come dice lei con grande sacrificio, ulteriori sacrifici, soprattutto in un periodo come questo dove, essendo chiuso il reparto ad Ivrea, abbiamo un carico aggiuntivo di lavoro e quindi ancor più questo personale è messo sotto pressione. Non approfittiamo del fatto che le persone sono brave e competenti per chiedere sempre di più, proviamo anche, visto che in passato hanno risposto alla chiamata, ad ascoltare la loro richiesta, che non penso sia vuota di significato, se viene da quel personale che tanto ha saputo dare all'Ospedale Beauregard.

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Albert Lanièce.

Lanièce A. - Grazie Presidente.

L'Azienda USL, in linea con quanto sta accadendo presso altre aziende sanitarie nazionali, è da tempo impegnata nella ricerca di nuovi modelli organizzativi, che consentano un impiego razionale delle risorse tenendo conto dei diversi profili professionali. Relativamente a questa tematica, le indicazioni ai servizi infermieristici sono sancite dalla legge n. 251/2000, la quale stabilisce che al responsabile di tali servizi spetta: 1) la revisione dell'organizzazione del lavoro incentivando modelli di assistenza personalizzata; 2) l'adozione di linee organizzative per l'utilizzo del personale di supporto. L'inserimento delle OSS come figura di supporto, diventa, un'importante opportunità per raggiungere quanto sopra richiesto, creando presupposti fondamentali quali, nello specifico la sala parto. L'attribuzione all'OSS, in linea con quanto accade a livello nazionale, di attività tradizionalmente assegnate agli infermieri e alle ostetriche, anche quando eseguibili da altre figure, al fine di far recuperare a questi ultimi del tempo/lavoro da dedicare allo sviluppo di competenze che, seppur richieste dallo specifico ruolo professionale, spesso non trovano lo spazio per essere esercitate dal professionista laureato, inoltre l'adozione di forme organizzative dell'assistenza basata sulla responsabilità del professionista laureato e sulla sua capacità di avvalersi dell'operatore di supporto. Al fine di ottemperare a quanto previsto dalla legge n. 251/2000 e di realizzare i presupposti sopracitati, negli ultimi anni l'azienda ha organizzato, in collaborazione con l'Assessorato, corsi di riqualificazione del personale OSS e del personale di supporto OTA e ADEST, nonché corsi di base OSS, con l'obiettivo di inserire presso le strutture sanitarie e le microcomunità del territorio valdostano figure professionali competenti, in possesso della qualifica prevista a livello nazionale e sancita dall'Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2011.

Per quanto riguarda le tematiche richiamate nell'interpellanza, le infermiere generiche che prestavano servizio presso la sala parto con un contratto interinale stipulato a seguito di pensionamento, hanno cessato la loro attività il 31 dicembre 2011 a seguito di una scelta aziendale che ha privilegiato l'assunzione di operatori in attesa di impiego, piuttosto che il mantenimento in servizio di professionisti già collocati in quiescenza. Tale decisione, assunta dalla Direzione strategica aziendale e comunicata nel mese di agosto 2011 dagli uffici competenti alle infermiere generiche interessate e ai Coordinatori del Dipartimento materno-infantile, ha, peraltro accolto una mozione avanzata dalle organizzazioni sindacali che, con motivazioni analoghe a quelle aziendali, chiedevano da lungo tempo la sospensione dei contratti di operatori già in quiescenza.

A partire dall'agosto 2011 hanno avuto luogo diversi incontri tra SITRA e il Coordinatore ostetrico, con l'obiettivo di rilevare le attività svolte dalle infermiere generiche della sala parto e valutare l'eventualità di attribuzione delle stesse ad altri profili professionali. Dal lavoro di analisi è emersa la possibilità di affidare agli OSS la quasi totalità delle attività svolte dall'infermiere generico (a titolo esemplificativo, supporto all'ostetrica e ad altro personale sanitario passando il materiale sterile necessario, rilevazione e trascrizione della temperatura corporea, ripristino della sala parto fra un parto e l'altro, controllo scadenze di farmaci, materiale sterile, lavaggio e invio dei ferri chirurgici in centrale di sterilizzazione, ad eccezione della terapia di somministrazione intramuscolare che, non rientrando tra le competenze dell'OSS di supporto e che deve essere praticata da un professionista laureato ostetrico. Il progetto è stato preceduto da un'indagine presso alcune realtà sanitarie nazionali, prevalentemente nel nord Italia, dove la figura dell'OSS in sala parto è stata inserita già da anni. A titolo esemplificativo l'OSS opera in collaborazione con l'ostetrica presso l'Azienda Ospedaliera di Legnano (dove sono presenti due blocchi in sala parto) e presso l'OIRM Sant'Anna di Torino. Nello specifico, presso le aziende contattate, oltre a svolgere mansioni alberghiere e di assistenza primaria alla persona, le OSS hanno incaricato di accogliere, posizionare la gestante, preparare la sala parto con tutto l'occorrente per l'evento. È presente durante la fase del travaglio per monitorare lo stato del paziente, durante il parto per la rilevazione dei parametri vitali, collabora attivamente con l'ostetrica durante il parto e alla fine si occupa della pulizia e sanitarizzazione della sala e di tutto il materiale impiegato. Tutte le attività sono standardizzate ed oggetto di procedure o specifiche e istruzioni operative. Relativamente agli OSS da collocare presso la sala parto, la scelta è volutamente ricaduta sugli operatori assegnati al Dipartimento materno-infantile al fine di garantire l'inserimento di personale già in possesso di competenze necessarie ad assistere la diade mamma-bambino. La fase di formazione e affiancamento prevista dal SITRA per gli OSS nei mesi antecedenti all'inserimento in sala parto si è svolta nei mesi di novembre/dicembre 2011. L'osservazione finora condotta dal SITRA consente di affermare che l'inserimento delle OSS e la conseguente riorganizzazione della sala parto non hanno comportato alcuna modifica quali-quantitativa delle prestazioni sanitarie erogate presso tale settore e la formazione degli OSS, seguita anche da SITRA, prosegue correttamente e celermente.

Si precisa, ancora che, a decorrere da ottobre 2011, la dotazione organica delle ostetriche è stata incrementata di quattro unità, allo scopo di consentire il miglioramento dell'assistenza nel puerperio e fare, inoltre, fronte all'incremento di parti avvenuto a seguito della chiusura del punto nascita di Ivrea, attraverso la costante presenza di tre ostetriche nelle 24 ore (prima ce n'erano due).

A conclusione di quanto sopra riportato, si può asserire che la riorganizzazione attuata presso la sala parto con l'inserimento delle OSS in sostituzione dell'infermiera generica ha tenuto conto di quanto descritto in premessa ed è avvenuto nel massimo rispetto delle competenze previste dai ruoli professionali rispettivi dell'ostetrica e dell'OSS. Si fa altresì presente che l'evento nascita coinvolge presso la sala parto gli operatori sanitari, quali il ginecologo, il pediatra, l'infermiera pediatrica e, all'occorrenza, l'anestesista, i quali intervengono durante il parto per la sicurezza della mamma e del bambino. Sicuramente è possibile affermare che la riorganizzazione della sala parto è avvenuta con l'intento di mantenere e migliorare gli standard di qualità presenti presso questo delicato settore.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - La ringrazio per questa risposta estremamente burocratica, che mi permette di fare alcune considerazioni: la prima è che una volta tanto, per riorganizzare la sala parto, si è partiti da un ragionamento sindacale: non date più il lavoro ai pensionati, datelo a chi non ha un lavoro e allora si decide che, per migliorare la qualità di un servizio, si ragiona in termini di pensione, non pensione, ossia è auspicabile che dei lavoratori pensionati come le infermiere generiche cedano il passo ad altri. Spero però non sia stata questa una molla sindacale, quella che ha portato alla riorganizzazione della sala parto; mi immaginavo che ci fosse un ragionamento che veniva da ben altri orizzonti, ossia vogliamo fare come al Sant'Anna, io invece pensavo che era il Sant'Anna che doveva imitare noi. Mi sono sbagliato completamente! Siamo stati noi, "l'Ospedale del bambino", un ospedale simbolo a livello internazionale, a copiare il modello di Sant'Anna. Avevo un'errata percezione della realtà delle cose che avvenivano in sala parto. Comunque una volta tanto posso dire che se sono d'accordo con il sindacato che bisogna dare posti di lavoro a chi non ce li ha, quindi chi è pensionato si faccia da parte, la richiesta era: sostituiamo non le infermiere generiche con delle OSS, ma sostituiamole con delle ostetriche.

Lei ha fatto tutto un ragionamento, ha detto: "ma noi le OSS le abbiamo riformate, riqualificate…", l'OSS si può riqualificare all'infinito, tant'è che ho detto che questo personale ce l'ho in grandissima stima, ma non potrà mai diventare un'infermiera. Lei stesso mi risponde che l'OSS fa la quasi totalità delle mansioni che faceva prima l'infermiera; la "quasi totalità" tradotto vuol dire che non fa le stesse mansioni dell'infermiera, ovvero, per mantenere il protocollo, è l'ostetrica che deve fare qualcosa in più. Benissimo, funziona lo stesso, non vogliamo creare allarmismi, ma non è la stessa organizzazione di prima, quella che ci ha fatto prendere la qualifica; vuol dire che siamo intervenuti in peius, aumentando il carico di lavoro di chi lavorava già bene. Perché o prima le ostetriche non facevano tutto quello che dovevano fare, oppure noi gli abbiamo dato delle mansioni aggiuntive, abbiamo coinvolto di più il medico, mettiamo sotto pressione, quando invece è stato fatto tutto un percorso di demedicalizzazione. Non sono pienamente soddisfatto di questa risposta, perché lei mi ha detto: "ha ragione, in questo momento arrivano più bambini da Ivrea, allora abbiamo aggiunto delle ostetriche". Così lei dà ragione al ragionamento che stiamo facendo noi, non è che avete aggiunto delle OSS…ma in una situazione in cui arrivano più bambini bisogna aggiungere più ostetriche. Una delle ragioni per cui le ostetriche vengono impiegate però è che sono state utilizzate nella fase del puerperio, una fase importantissima perché, da quando sono le ostetriche a seguirla, è migliorato moltissimo il rapporto di allattamento naturale, che dà dei risultati molto migliori per la salute dei bambini nei primi anni. Vuol dire quindi che non è che sono lì in più, ma sono lì a dare risposte di qualità che potevano essere meglio garantite se - questa rimane la nostra impressione alla fine di tale interpellanza - non avessimo inserito delle OSS…poi andrò a verificare se sono state assunte a tempo indeterminato, o se siamo entrati nel giro che si dice: "via i pensionati…", ma rientriamo nella logica…purtroppo questa informazione non ce l'ho…o se è di nuovo del personale precario, quindi in un luogo dove dovremmo avere massima qualifica, eccetera, vi è di nuovo un turnover di personale precario (e lo andrò a verificare, ci sentiremo ancora). Rimango dell'avviso che, proprio perché eravamo un'eccellenza, non capisco perché andare a prendere il modello del Sant'Anna, anziché perseguire un modello originale nostro, come ad esempio in altre realtà come Reggio Emilia, dove con due ostetriche si va a fare il parto a casa. Sono dei modelli che vanno verso un'eccellenza, che dovrebbe essere quello l'obiettivo di un ospedale che ha preso la qualifica "amico del bambino".