|
OGGETTO N. 1689/XII - PRESENTAZIONE DI UNA PROPOSTA DI
VALORIZZAZIONE ENERGETICA DEI RIFIUTI. (Approvazione di mozione e
reiezione di altra mozione)
Il Presidente PERRON dichiara aperta la discussione congiunta
sulla mozione indicata in oggetto, presentata dai Consiglieri
CESAL, SANDRI, Marco VIÉRIN e SALZONE iscritta al punto 35
dell'ordine del giorno dell'adunanza, nonché sulla mozione
"Attivazione di provvedimenti per il raggiungimento della
percentuale dell'80% di raccolta differenziata di rifiuti"
presentata dai Consiglieri RICCARAND, CURTAZ e Secondina SQUARZINO
e iscritta al punto 36 dell'ordine del giorno dell'adunanza.
Illustrano i Consiglieri CESAL, RICCARAND e Marco VIÉRIN.
Intervengono i Consiglieri BORRE, SANDRI, CURTAZ, SALZONE, Marco
VIÉRIN, CESAL (che presenta un emendamento alla mozione oggetto n.
35 con i Consiglieri Marco VIÉRIN, SALZONE e SANDRI) e Secondina
SQUARZINO.
Replicano l'Assessore al Territorio, Ambiente e Opere pubbliche
CERISE ed il Consigliere RICCARAND.
Il Presidente pone in votazione la mozione di cui all'oggetto n.
35.
IL CONSIGLIO
- con l'emendamento presentato dal Consigliere CESAL;
- con voti favorevoli: ventisette e voti contrari: tre (presenti
e votanti: trenta);
APPROVA
la sottoriportata
MOZIONE
RICORDATO che il Piano regionale di gestione dei rifiuti
approvato con la deliberazione del Consiglio regionale n. 3188/XI
del 15 aprile 2003 ha stabilito, in coerenza con le direttive
comunitarie in materia, che lo smaltimento dei rifiuti deve
rappresentare una modalità residuale di gestione e che il recupero,
attraverso il riutilizzo, il riciclaggio ed il recupero energetico,
deve costituire un obiettivo prioritario nella corretta gestione
dei rifiuti stessi, prevedendo la realizzazione di un sistema
coordinato di impianti per il recupero e lo smaltimento dei
rifiuti;
CONSIDERATO che è in corso di attuazione da parte dei Comuni,
organizzati in ambiti territoriali ottimali, la riorganizzazione
del sistema di raccolta e di gestione dei rifiuti, sulla base degli
indirizzi fissati dal Piano regionale dei rifiuti e in attuazione
di quanto stabilito dall'articolo 83 della legge regionale 7
dicembre 1998, n. 54;
RICORDATO quanto disposto dal decreto legislativo 13 gennaio
2003, n. 36 (attuazione delle direttive comunitarie sulle
discariche di rifiuti) nel quale è stabilito che la discarica non
può più essere intesa come impianto di smaltimento diretto dei
rifiuti, ma come impianto finale in cui smaltire i soli rifiuti che
residuano da attività di trattamento, e che stabilisce l'obbligo di
riduzione dei rifiuti di natura organica da smaltire in discarica,
fissando gli obiettivi quantitativi e le tempistiche per il
raggiungimento degli stessi;
EVIDENZIATO che le disposizioni di cui al decreto legislativo n.
36/2003, nell'ottica della maggior protezione ambientale ed in
coerenza con gli obiettivi di riduzione dei rifiuti da smaltire in
impianti di discarica, fissa modalità tecniche di ubicazione,
realizzazione e di esercizio delle discariche che rende
difficoltosa l'individuazione di ulteriori siti che risultino
idonei a tale scopo;
RILEVATO il disagio ambientale che presenta la discarica
regionale posta proprio a ridosso del casello autostradale di
Aosta;
EVIDENZIATO che la vita residua della discarica annessa al
Centro regionale di trattamento dei rifiuti di Brissogne, con la
realizzazione del quarto lotto, è prevista in soli 7 anni;
PRESO ATTO che il Piano regionale dei rifiuti prevedeva la
possibilità della valorizzazione energetica della quota di rifiuti
(CDR) derivante dal processo di vagliatura meccanica presso un
impianto da individuare;
CONSIDERATO che la Lomellina Energia s.r.l. ha manifestato la
propria disponibilità a negoziare un contratto di conferimento di
CDR presso il Proprio impianto di Parona Lomellina (Pv) e che la
Provincia di Torino ha richiesto alla Regione di assumere una
determinazione rispetto alla possibilità di realizzare
congiuntamente il secondo impianto di termovalorizzazione dei
rifiuti previsto in territorio canavesano dal Piano regionale dei
rifiuti piemontese che la provincia di Biella intende realizzare un
termovalorizzatore a Cavaglià;
CONSIDERATO che il Consiglio degli enti locali in sede di
espressione del parere di competenza relativamente al Piano
regionale di gestione dei rifiuti ha segnalato, con nota in data 20
aprile 2001, prot. n. 668/2001/CE, la necessità di valutare la
possibilità di realizzare anche un inceneritore o
termovalorizzatore in regione, parere confermato con la nota in
data 28 febbraio 2003, prot. n. 696/2003;
RIBADITA l'esigenza ormai impellente di assumere una decisione
definitiva in merito alla destinazione finale dei rifiuti, tenuto
conto dei tempi e della saturazione della discarica, pur
confermando l'impegno nel potenziamento delle raccolte
differenziate;
IL CONSIGLIO REGIONALE
IMPEGNA LA GIUNTA
a presentare entro due mesi, prima in III Commissione consiliare
permanente e successivamente in aula, una valutazione tecnica,
economica ed ambientale delle diverse possibilità di valorizzazione
energetica dei rifiuti valdostani compresi eventuali accordi con
impianti ubicati fuori dal territorio regionale, oppure attraverso
l'ipotesi di realizzazione in Valle d'Aosta di un impianto di
termovalorizzazione ad uso esclusivo dei rifiuti termovalorizzabili
prodotti e/o già stoccati in Valle d'Aosta, comprendendo la
valutazione di percorsi amministrativi per attuare le diverse
soluzioni.
---
Il Presidente pone quindi in votazione la mozione iscritta al
punto 36 dell'ordine del giorno.
IL CONSIGLIO
- con voti favorevoli: tre (presenti: trenta; votanti: tre;
astenuti: ventisette, i Consiglieri BORRE, CAVERI, CERISE, CESAL,
Teresa CHARLES, COMÉ, FERRARIS, FEY, FIOU, FOSSON, ISABELLON,
LANIÈCE, LAVOYER, MARGUERETTAZ, NICCO, PASTORET, PERRIN, PERRON,
PRADUROUX, RINI, SALZONE, SANDRI, STACCHETTI, VICQUÉRY, Adriana
VIÉRIN, Laurent VIÉRIN e Marco VIÉRIN);
NON APPROVA
la sottoriportata
MOZIONE
RICORDATO che, nella gestione dei rifiuti, lo smaltimento in
discarica deve rappresentare una modalità residuale, mentre il
recupero ed il riciclo devono costituire l'obiettivo
prioritario;
EVIDENZIATO che le direttive comunitarie prevedono le discariche
come impianti in cui smaltire i soli rifiuti che residuano da
attività di recupero e di trattamento, e che esse stabiliscono
l'obbligo di riduzione dei rifiuti di natura organica da smaltire
in discarica;
RICORDATO che la vita residua della discarica annessa al Centro
regionale di trattamento dei rifiuti di Brissogne, con la
realizzazione del quarto lotto, è prevista, se proseguissero con i
volumi attuali di smaltimento, in soli sette anni;
RILEVATO che nel corso di pochi anni numerosi Comuni, Province e
Regioni, soprattutto nel Nord Italia, hanno triplicato le
percentuali di raccolta differenziata e recupero dei rifiuti,
riducendo significativamente gli smaltimenti in discarica;
PRESO ATTO che, purtroppo, attualmente la Valle d'Aosta ha la
più bassa percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti fra
tutte le Regioni dell'arco alpino;
CONSTATATO che, come ormai dimostrato dalla realtà di centinaia
di Comuni e di comprensori ancor più vasti di quelli dell'intera
Valle d'Aosta, è oggi agevolmente possibile differenziare,
recuperare e riciclare l'80% dei rifiuti;
EVIDENZIATO che la Valle d'Aosta, grazie alle caratteristiche
del suo territorio, alle sue dimensioni ed alla presenza di
un'articolata rete di Enti locali, può facilmente raggiungere una
posizione di assoluta eccellenza nella raccolta differenziata dei
rifiuti;
il Consiglio regionale
IMPEGNA
la Giunta regionale:
1) ad attivare le iniziative ed i provvedimenti necessari in
modo da perseguire l'obiettivo di raggiungere, in tre anni, una
percentuale dell'80% di raccolta differenziata dei rifiuti;
2) ad istituire, con legge regionale, una tariffa regionale sui
rifiuti congegnata in modo tale da premiare i cittadini che
conferiscono in maniera differenziata i rifiuti in modo da
permetterne il recupero;
3) a sostenere, anche con riduzioni tariffarie, il compostaggio
di materie organiche e verdi tramite il compostaggio domestico, di
vicinato, di frazione, di comune, di comunità montana o di
comprensorio.
______
|