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Oggetti del Consiglio

Dal 1/1/2013 gli allegati dei resoconti sono reperibili nel link "Iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 3815 del 8 ottobre 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 3815/IX Abrogazione delle modifiche alla legislazione sulle armi. (Interpellanza)

Presidente Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Gremmo:

Interpellanza Il Decreto legge 8 giugno 1992, n. 306 (GU n. 133), con il disposto contenuto nell'articolo 12, ha apportato numerose ed improponibili modifiche alla legislazione sulle armi, modifiche che, oltre ad essere assolutamente improduttive di quegli effetti avverso la criminalità organizzata che la stessa norma voleva ottenere, creano, da un lato insormontabili difficoltà di ordine burocratico a carico della pubblica amministrazione ed in particolare dell'autorità di polizia, dall'altro una intollerabile incertezza del diritto a sfavore dei cittadini, e, quel che è peggio, un potenziale stato di illiceità e di attualità di reato da parte di migliaia di cacciatori delle zona Alpi e di tutti i comparti ove sono cacciabili gli ungulati.

In particolare, si è stabilito che il titolo di acquisto (porto d'armi o nullaosta) debba indicare il numero massimo di munizioni acquistabili da parte del cittadino: in considerazione che le norme attualmente in vigore già prevedono il limite massimo di munizioni detenibili, non si riesce a comprendere né quale sia il criterio logico della nuova disposizione, né come possa la stessa conciliarsi con esso.

Ancora, ciò comporta una pratica impossibilità di proseguire legittimamente ogni attività sportiva connessa con le armi, sia venatoria che di tiro, stante l'impossibilità, una volta esaurito, il quantitativo acquisito, da parte del soggetto non solo di esplicare lo sport preferito, ma anche di fruire della concessione conferitagli dallo Stato (v. articolo n. 12, I' e II' comma).

Ulteriormente, il VII, VIII, IX, X comma dello stesso articolo 12 revocano quanto stabilito dall'articolo 37 della legge 157/92 che, con lungimiranza, aveva abolito il limite massimo di armi da caccia utilizzabili dal cittadino: in tal modo, costringendosi lo stesso ad alienare o distruggere quei beni che aveva legittimamente acquisito in pendenza della norma del febbraio scorso, si violano i più elementari principi sulla proprietà e sulla certezza del diritto.

E' assolutamente inammissibile che l'Amministrazione Statale colpisca il legittimo esercizio di diritti costituzionalmente tutelati con atti intempestivi e meramente emozionali del potere esecutivo.

Ma ciò che è più grave, è quanto disposto dal II comma del medesimo articolo 12.

Modificandosi l'articolo 2, IV comma della legge 110/75, si dispone il divieto di uso e di detenzione di munizionamento a palla di tipo espansivo.

Poiché i decreti legge entrano in vigore il giorno successivo a quello della loro pubblicazione, fin dal 9 giugno 1992 tutti i legittimi possessori di tali munizioni hanno già, allo stato, commesso il delitto previsto in violazione articolo 2 della legge 110/75.

Come è noto per la caccia agli ungulati è obbligatorio l'utilizzo di munizionamento a palla.

Visto che però lo scopo dell'attività venatoria, oltre ad essere quello della cattura del selvatico è di risparmiare allo stesso inutili sofferenze, la ricerca si è rivolta allo studio di proiettili massimamente invalidanti, e che cedano l'energia cinetica posseduta completamente sul bersaglio.

Da qui ne consegue che, di fatto, l'unico munizionamento utilizzabile sia quello di tipo espansivo, che abbia cioè un bassissimo coefficiente di penetrazione.

E' evidente in tal senso che, nella distribuzione commerciale, sia quello pressoché l'unico reperibile.

Con il vietarlo, da un lato si impedisce di fatto la caccia agli ungulati, dall'altro si criminalizza di diritto una categoria costituzionalmente protetta.

Non vale neppure la pena di soffermarsi sul fatto che il munizionamento espansivo, ai fini della tutela dell'ordine pubblico, è il meno pericoloso, non potendo, per sua struttura intrinseca, superare le difese passive, attualmente in uso (blindature di automezzi e personali) e non essendo soggetto, a causa della predisposizione alla frammentazione, a pericolosi rimbalzi.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo dell'Union Autonomiste Pensionati

interpella

il Presidente della Giunta regionale per conoscere:

- quali iniziative intende assumere il Governo di Roma per chiedere di ovviare ai macroscopici errori ed alle assurdità contenute nella norma de qua, abrogandola in toto con effetto immediato e retroattivo.

Presidente Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Gremmo, ne ha facoltà.

Gremmo (UAP) Questa è una delle tante conseguenze nazionali del tentativo, da un lato, di criminalizzare i cacciatori e, dall'altro, di salassare gli onesti, perché questa poi è la logica: il tentativo di far passare un fucile da caccia come oggetto di attenzione fiscale e con relative conseguenze di tipo penale e non solo penale.

Era evidente che un governo anti-popolare come quello che, purtroppo, dobbiamo subire da Roma, se la sarebbe presa anche con i cacciatori, non ci sarebbero stati dubbi in merito, ed ho voluto sollevare dal punto di vista politico una questione che sicuramente interessa molto il mondo venatorio che in Valle d'Aosta ha sicuramente un suo peso, almeno dal mio punto di vista.

Sono curioso di sentire cosa il Presidente, molto attento quando si tratta di problemi occupazionali giovanili, vuole fare e può fare, perché mi rendo conto che il Presidente non può fare miracoli, rispetto ad un problema che sicuramente interessa il mondo venatorio valdostano.

Quando avevo presentato questo documento, si trattava di un decreto legge, mi è stato detto che questo decreto è stato prontamente convertito, quindi purtroppo ce lo troviamo in qualche maniera fra i piedi e bisognerebbe secondo me - forse anche per difendere certi diritti del mondo venatorio - avere il coraggio, o la possibilità o la voglia di prendere posizione.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura, Forestazione e Risorse Naturali Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) Pour une partie je donnerai la réponse qui concerne les chasseurs, c'est-à-dire l'emploi des armes.

Je crois que l'interpellation allait reprendre des aspects sans doute intéressants et qu'il fallait mettre en évidence par rapport à certaines compétences et surtout aux conséquences de certaines interventions.

D'après les renseignements qu'on m'a donnés, la modification du décret du mois de juin, qui a été par la suite approuvée le 7 du mois d'août 1992, a changé la partie concernant les limites pour ce qui est des balles pour les armes, et a enlevé les limites mêmes; par conséquent, la modification a cette partie qui était un des points intolérables pour ce qui était le système comme il avait été présenté, a permis d'enlever ces barèmes qui pas seulement étaient inutiles, mais allaient contre le bon sens par rapport à ce qui était la chasse.

Par rapport à l'autre point, qui est autant important mais sur lequel je crois qu'il y ait encore des doutes interprétatives, c'est-à-dire le munizioni espansive, là c'est un thème qui est encore à régler, car, d'après ce qu'il paraît, il y a la possibilité de dépasser ce système, qui est utilisé pour la chasse aux animaux d'une certaine taille, pour éviter qu'il y ait de la souffrance.

Pour ce qui est de cette partie, les responsables de l'Assessorat m'ont dit que, d'après les dernières informations qui ont été données du point de vue technique, il y aurait quand même la possibilité d'utiliser des balles de ce type; par conséquent, pour l'instant cette deuxième partie devrait être aussi dépassée.

Si par hasard il y a des points qui ne sont pas clairs, je donnerai la réponse écrite qui m'a été réservée de la part des organes compétents.

Presidente Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

Lanivi (GM) Credo che in gran parte le risposte siano state fornite dall'Assessore Rollandin, quindi non sto a ripeterle.

Quello che posso dire è che ho cercato di definire nella interpellanza presentata dal Consigliere Gremmo tre domande fondamentali.

Mi sembra che sulle prime due ci sia stata una risposta, meglio: degli adeguamenti, delle modifiche in sede di conversione, che sono andati nel senso indicato dalle preoccupazioni del Consigliere Gremmo.

Ci rimane la parte terza, quella che occupa metà della pagina n. 2 e poco prima della parte della interpellazione.

Su questa il Ministero degli Interni, che abbiamo interpellato, ha comunicato che sono allo studio ulteriori modifiche alla normativa in esame; ci auguriamo che vadano nel senso indicato ed assicuriamo che per quanto ci riguarda e per quanto riguarda la nostra rappresentanza parlamentare a Roma questo problema verrà seguito con attenzione.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Gremmo, ne ha facoltà.

Gremmo (UAP) Ringrazio l'Assessore se vorrà darmi i dati predisposti dagli uffici. Prendo atto di questo impegno che coinvolge anche i parlamentari.

In effetti ho voluto sollevare il problema, che avevo sollevato quando ancora si trattava del decreto; mi rendo conto che seguendo la questione sarà utile fare in modo che il mondo venatorio non debba subire quelle che sarebbero delle possibili vessazioni, perché è chiaro che la interpretazione che si voleva dare all'inizio sarebbe stata vessatoria; invece, se riusciamo a seguire in qualche maniera, può darsi che vada a buon fine.

Quindi prendo atto di questo impegno e mi dichiaro sicuramente soddisfatto.