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OGGETTO N. 3815/IX Abrogazione delle modifiche alla
legislazione sulle armi. (Interpellanza)
Presidente Do lettura dell'interpellanza presentata
dal Consigliere Gremmo:
Interpellanza Il Decreto legge 8 giugno 1992, n. 306 (GU n.
133), con il disposto contenuto nell'articolo 12, ha apportato
numerose ed improponibili modifiche alla legislazione sulle armi,
modifiche che, oltre ad essere assolutamente improduttive di quegli
effetti avverso la criminalità organizzata che la stessa norma
voleva ottenere, creano, da un lato insormontabili difficoltà di
ordine burocratico a carico della pubblica amministrazione ed in
particolare dell'autorità di polizia, dall'altro una intollerabile
incertezza del diritto a sfavore dei cittadini, e, quel che è
peggio, un potenziale stato di illiceità e di attualità di reato da
parte di migliaia di cacciatori delle zona Alpi e di tutti i
comparti ove sono cacciabili gli ungulati.
In particolare, si è stabilito che il titolo di acquisto (porto
d'armi o nullaosta) debba indicare il numero massimo di munizioni
acquistabili da parte del cittadino: in considerazione che le norme
attualmente in vigore già prevedono il limite massimo di munizioni
detenibili, non si riesce a comprendere né quale sia il criterio
logico della nuova disposizione, né come possa la stessa
conciliarsi con esso.
Ancora, ciò comporta una pratica impossibilità di proseguire
legittimamente ogni attività sportiva connessa con le armi, sia
venatoria che di tiro, stante l'impossibilità, una volta esaurito,
il quantitativo acquisito, da parte del soggetto non solo di
esplicare lo sport preferito, ma anche di fruire della concessione
conferitagli dallo Stato (v. articolo n. 12, I' e II' comma).
Ulteriormente, il VII, VIII, IX, X comma dello stesso articolo
12 revocano quanto stabilito dall'articolo 37 della legge 157/92
che, con lungimiranza, aveva abolito il limite massimo di armi da
caccia utilizzabili dal cittadino: in tal modo, costringendosi lo
stesso ad alienare o distruggere quei beni che aveva legittimamente
acquisito in pendenza della norma del febbraio scorso, si violano i
più elementari principi sulla proprietà e sulla certezza del
diritto.
E' assolutamente inammissibile che l'Amministrazione Statale
colpisca il legittimo esercizio di diritti costituzionalmente
tutelati con atti intempestivi e meramente emozionali del potere
esecutivo.
Ma ciò che è più grave, è quanto disposto dal II comma del
medesimo articolo 12.
Modificandosi l'articolo 2, IV comma della legge 110/75, si
dispone il divieto di uso e di detenzione di munizionamento a palla
di tipo espansivo.
Poiché i decreti legge entrano in vigore il giorno successivo a
quello della loro pubblicazione, fin dal 9 giugno 1992 tutti i
legittimi possessori di tali munizioni hanno già, allo stato,
commesso il delitto previsto in violazione articolo 2 della legge
110/75.
Come è noto per la caccia agli ungulati è obbligatorio
l'utilizzo di munizionamento a palla.
Visto che però lo scopo dell'attività venatoria, oltre ad essere
quello della cattura del selvatico è di risparmiare allo stesso
inutili sofferenze, la ricerca si è rivolta allo studio di
proiettili massimamente invalidanti, e che cedano l'energia
cinetica posseduta completamente sul bersaglio.
Da qui ne consegue che, di fatto, l'unico munizionamento
utilizzabile sia quello di tipo espansivo, che abbia cioè un
bassissimo coefficiente di penetrazione.
E' evidente in tal senso che, nella distribuzione commerciale,
sia quello pressoché l'unico reperibile.
Con il vietarlo, da un lato si impedisce di fatto la caccia agli
ungulati, dall'altro si criminalizza di diritto una categoria
costituzionalmente protetta.
Non vale neppure la pena di soffermarsi sul fatto che il
munizionamento espansivo, ai fini della tutela dell'ordine
pubblico, è il meno pericoloso, non potendo, per sua struttura
intrinseca, superare le difese passive, attualmente in uso
(blindature di automezzi e personali) e non essendo soggetto, a
causa della predisposizione alla frammentazione, a pericolosi
rimbalzi.
Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere regionale del
Gruppo dell'Union Autonomiste Pensionati
interpella
il Presidente della Giunta regionale per conoscere:
- quali iniziative intende assumere il Governo di Roma per
chiedere di ovviare ai macroscopici errori ed alle assurdità
contenute nella norma de qua, abrogandola in toto con effetto
immediato e retroattivo.
Presidente Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il
Consigliere Gremmo, ne ha facoltà.
Gremmo (UAP) Questa è una delle tante conseguenze nazionali del
tentativo, da un lato, di criminalizzare i cacciatori e,
dall'altro, di salassare gli onesti, perché questa poi è la logica:
il tentativo di far passare un fucile da caccia come oggetto di
attenzione fiscale e con relative conseguenze di tipo penale e non
solo penale.
Era evidente che un governo anti-popolare come quello che,
purtroppo, dobbiamo subire da Roma, se la sarebbe presa anche con i
cacciatori, non ci sarebbero stati dubbi in merito, ed ho voluto
sollevare dal punto di vista politico una questione che sicuramente
interessa molto il mondo venatorio che in Valle d'Aosta ha
sicuramente un suo peso, almeno dal mio punto di vista.
Sono curioso di sentire cosa il Presidente, molto attento quando
si tratta di problemi occupazionali giovanili, vuole fare e può
fare, perché mi rendo conto che il Presidente non può fare
miracoli, rispetto ad un problema che sicuramente interessa il
mondo venatorio valdostano.
Quando avevo presentato questo documento, si trattava di un
decreto legge, mi è stato detto che questo decreto è stato
prontamente convertito, quindi purtroppo ce lo troviamo in qualche
maniera fra i piedi e bisognerebbe secondo me - forse anche per
difendere certi diritti del mondo venatorio - avere il coraggio, o
la possibilità o la voglia di prendere posizione.
Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore
all'Agricoltura, Forestazione e Risorse Naturali Rollandin, ne ha
facoltà.
Rollandin (UV) Pour une partie je donnerai la réponse
qui concerne les chasseurs, c'est-à-dire l'emploi des
armes.
Je crois que l'interpellation allait reprendre des aspects sans
doute intéressants et qu'il fallait mettre en évidence par rapport
à certaines compétences et surtout aux conséquences de certaines
interventions.
D'après les renseignements qu'on m'a donnés, la modification du
décret du mois de juin, qui a été par la suite approuvée le 7 du
mois d'août 1992, a changé la partie concernant les limites pour ce
qui est des balles pour les armes, et a enlevé les limites mêmes;
par conséquent, la modification a cette partie qui était un des
points intolérables pour ce qui était le système comme il avait été
présenté, a permis d'enlever ces barèmes qui pas seulement étaient
inutiles, mais allaient contre le bon sens par rapport à ce qui
était la chasse.
Par rapport à l'autre point, qui est autant important mais sur
lequel je crois qu'il y ait encore des doutes interprétatives,
c'est-à-dire le munizioni espansive, là c'est un thème qui est
encore à régler, car, d'après ce qu'il paraît, il y a la
possibilité de dépasser ce système, qui est utilisé pour la chasse
aux animaux d'une certaine taille, pour éviter qu'il y ait de la
souffrance.
Pour ce qui est de cette partie, les responsables de
l'Assessorat m'ont dit que, d'après les dernières informations qui
ont été données du point de vue technique, il y aurait quand même
la possibilité d'utiliser des balles de ce type; par conséquent,
pour l'instant cette deuxième partie devrait être aussi
dépassée.
Si par hasard il y a des points qui ne sont pas clairs, je
donnerai la réponse écrite qui m'a été réservée de la part des
organes compétents.
Presidente Ha chiesto di parlare il Presidente della
Giunta, ne ha facoltà.
Lanivi (GM) Credo che in gran parte le risposte siano
state fornite dall'Assessore Rollandin, quindi non sto a
ripeterle.
Quello che posso dire è che ho cercato di definire nella
interpellanza presentata dal Consigliere Gremmo tre domande
fondamentali.
Mi sembra che sulle prime due ci sia stata una risposta, meglio:
degli adeguamenti, delle modifiche in sede di conversione, che sono
andati nel senso indicato dalle preoccupazioni del Consigliere
Gremmo.
Ci rimane la parte terza, quella che occupa metà della pagina n.
2 e poco prima della parte della interpellazione.
Su questa il Ministero degli Interni, che abbiamo interpellato,
ha comunicato che sono allo studio ulteriori modifiche alla
normativa in esame; ci auguriamo che vadano nel senso indicato ed
assicuriamo che per quanto ci riguarda e per quanto riguarda la
nostra rappresentanza parlamentare a Roma questo problema verrà
seguito con attenzione.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere
Gremmo, ne ha facoltà.
Gremmo (UAP) Ringrazio l'Assessore se vorrà darmi i
dati predisposti dagli uffici. Prendo atto di questo impegno che
coinvolge anche i parlamentari.
In effetti ho voluto sollevare il problema, che avevo sollevato
quando ancora si trattava del decreto; mi rendo conto che seguendo
la questione sarà utile fare in modo che il mondo venatorio non
debba subire quelle che sarebbero delle possibili vessazioni,
perché è chiaro che la interpretazione che si voleva dare
all'inizio sarebbe stata vessatoria; invece, se riusciamo a seguire
in qualche maniera, può darsi che vada a buon fine.
Quindi prendo atto di questo impegno e mi dichiaro sicuramente
soddisfatto.
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