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Oggetto del Consiglio n. 914 del 11 dicembre 1989 - Resoconto

OGGETTO N. 914/IX - APPROVAZIONE DEL PIANO REGIONALE DELLE ATTIVITA' ESTRATTIVE.

PRESIDENTE:Do lettura della proposta di deliberazione iscritta al punto 21 dell'ordine del giorno.

IL CONSIGLIO

Richiamata la legge regionale 22 dicembre 1987, n. 108.

Atteso che la Giunta regionale ha incaricato, con deliberazione di Giunta n° 5537 in data 26.6.1987, l'Ing. Ravet Sergio, di Aosta, delle determinazioni di cui sopra nell'ambito del piano regionale delle attività estrattive e che questi ha provveduto alla stesura di una prima parte del sopraccitato piano, così articolata:

1) censimento delle cave abbandonate e indicazione per il loro riassetto ambientale;

2) censimento delle cave attualmente in esercizio;

3) censimento degli impianti di trattamento sia attivi, sia dismessi;

e, limitatamente ai soli materiali inerti:

4) verifica delle possibilità di ampliamento delle cave attualmente in esercizio;

5) individuazione delle aree di potenziale destinazione estrattiva;

6) indicazioni tecniche in ordine alla coltivazione ed al successivo recupero ambientale.

Considerato che le cave di cui al punto 4 consistono nelle seguenti diciassette:

cava in località Brenva - Comune di Courmayeur;

cava in località Champagne - Comune di Villeneuve;

cava in località Champagnolle - Comune di Villeneuve;

cava in località Colombier - Comune di Gressan;

cava in località Les Iles - Comune di Gressan;

cava in località Bî mes - Comune di Pollein;

cava in località Volget - Comune di Brissogne;

cava in località Clapey - Comune di Brissogne;

cava in località Chétoz - Comuni di Quart e Nus;

cava in località Les Iles - Comune di Nus;

cava in località Valloille - Comune di Pontey;

cava in località Vallerod - Comune di Pontey;

cava in località Molinaz - Comune di Pontey;

cava in località Lésin - Comune di Pontey;

cava in località Ventoux - Comune di Châtillon;

cava in località Mure - Comune di Issogne;

cava in località Echallod - Comune di Arnad;

che le aree di cui al punto 5) si identificano nelle seguenti sedici:

area 1) località Equilivaz - Comune di La Salle;

area 2) località Champagnolle - Comuni di Villeneuve e Aymavilles;

area 3) località Tornettaz - Comune di Charvensod;

area 4) località Bîmes - Comune di Pollein;

area 5) località Petit Ban - Comune di Brissogne;

area 6) località Chétoz - Comune di Quart;

area 7) località Champagne - Comuni di Fénis e Chambave;

area 8) località Ussel - Comune di Châtillon;

area 9) località Fabrique - Comune di Champdepraz;

area 10) località Fleuran - Comune di Issogne;

area 11) località Echallod - Comune di Arnad;

area 12) località Moralley - Comune di Nus;

area 13) località Préfleur - Comune di Pollein;

area 14) località Crétaz - Comune di Gressan;

area 15) località Palatiau - Comune di Gressan;

area 16) località Derby - Comune di La Salle;

e che il competente ufficio Tecnico dell'Assessorato dei Lavori Pubblici ha stimato in circa 1.800.000 metri cubi il quantitativo di inerti necessario al fabbisogno regionale per il biennio 1990/1991;

DELIBERA

1) di approvare il piano generale regionale delle attività estrattive redatto dall'Ing. Ravet Sergio, di Aosta;

2) di determinare, per il biennio 1990/91 e relativamente ai materiali inerti, in mc. 1.800.000 i quantitativi utilizzabili direttamente per le opere e gli interventi di cui all'art. 1 della legge regionale 22 dicembre 1987, n. 108;

3) di approvare l'ampliamento, secondo i risultati del relativo studio di fattibilità, delle seguenti quattordici cave attualmente in esercizio:

cava in località Champagne - Comune di Villeneuve;

cava in località Champagnolle - Comune di Villeneuve;

cava in località Colombier - Comune di Gressan;

cava in località Bîmes - Comune di Pollein;

cava in località Volget - Comune di Brissogne;

cava in località Clapey - Comune di Brissogne;

cava in località Les Iles - Comune di Nus;

cava in località Valloille - Comune di Pontey;

cava in località Vallerod - Comune di Pontey;

cava in località Molinaz - Comune di Pontey;

cava in località Lésin - Comune di Pontey;

cava in località Ventoux - Comune di Châtillon;

cava in località Mure - Comune di Issogne;

cava in località Echallod - Comune di Arnad;

4) di individuare, per il biennio 1990/91, relativamente ai materiali inerti, le seguenti otto aree estrattive del piano generale di cui al punto 1°), facendo salve le superfici ivi ricadenti connesse alle eventuali future opere di interesse regionale:

area 2) località Champagnolle - Comune di Villeneuve e Aymavilles;

area 3) località Tornettaz - Comune di Charvensod;

area 4) località Bîmes - Comune di Brissogne;

area 5) località Petit Ban - Comune di Brissogne;

area 11) località Echallod - Comune di Arnad;

area 13) località Préfleur - Comune di Pollein;

area 14) località Crétaz - Comune di Gressan;

area 16) località Derby - Comune di La Salle;

5) di limitare, per il biennio 1990/91, il numero di impianti fissi e delle opere a servizio della coltivazione delle cave a quelli già attualmente esistenti sul territorio regionale;

6) di riservare le rimanenti aree estrattive del piano regionale di cui al punto 1°) per i bienni susseguenti;

7) di rinviare a successivi provvedimenti deliberativi la individuazione dei quantitativi e delle aree di prelievo degli altri materiali utilizzabili per la realizzazione di opere pubbliche.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l'Assessore ai Lavori Pubblici, Fosson; ne ha facoltà.

FOSSON (DC):Il provvedimento di approvazione del piano regionale delle attività estrattive costituisce un ulteriore passo verso il riordino del territorio e delle attività estrattive in generale. Esso fa seguito ai passi già compiuti con la legge quadro generale n. 108 del 1987 e con la legge n. 67 del 19 ottobre concernente le autorizzazioni per le estrazioni, e precede quello che sarà il successivo studio delle attività estrattive che riguardano i massi naturali per le arginature e le murature.

Il piano regionale che è stato discusso in sede di commissione nei giorni e nelle settimane scorsi e che oggi viene portato all'attenzione del Consiglio riguarda unicamente gli inerti, siano essi sabbia o ghiaia.

Il lavoro che è stato svolto riguarda:

- il censimento delle cave abbandonate e l'indicazione per il loro riassetto ambientale (i Consiglieri avranno potuto vedere gli elaborati depositati presso la Presidenza del Consiglio);

- il censimento delle cave attualmente in esercizio;

- il censimento degli impianti di trattamento, sia attivi sia dismessi;

- la verifica delle possibilità di ampliamento delle cave attualmente in esercizio.

Quest'ultimo punto viene ripreso nella deliberazione proposta, nella quale vengono indicate sedici cave in esercizio, rispetto ad una prima proposta dalla quale è stata cancellata la cave in località Brenva, in Comune di Courmayeur, proprio perché si tratta di una cava che è stata in esercizio per un certo periodo, ma che oggi viene del tutto cancellata anche per i noti motivi ambientali. L'elenco delle cave è annesso alla proposta di deliberazione e non sto a rileggerlo.

Le aree di potenziale destinazione estrattiva sono quattordici e sono state studiate da un punto di vista teorico relativamente alla possibilità di estrarre ghiaia e sabbia. Rispetto ad una prima versione è stata eliminata la possibilità di predisporre delle cave in località Tornetta in Comune di Charvensod ed in località Palatiau in Comune di Gressan, proprio per evitare che in zone che sono o possono essere di particolare pregio ambientale qualcuno pensi di esercitare l'attività di cava.

Rispetto a questa valutazione preliminare delle cave in esercizio delle quali è possibile l'ampliamento e alla valutazione dei siti nei quali è possibile cavare, sono state fatte successive valutazioni ed operate delle scelte. Più precisamente sono state individuate, e si propone al Consiglio di approvarle, delle cave delle quali è possibile l'ampliamento. Si tratta di quindici cave attualmente in esercizio: località Champagne e Champagnolle di Villeneuve, Colombier di Gressan, Bî mes di Pollein, Volget e Clapey di Brissogne, Chétoz di Quart, Les Iles di Nus, Valloille, Vallerod, Molinaz e Lesin di Pontey, Ventoux di Châtillon, Mure di Issogne ed Echallod di Arnad. Di queste cave è possibile un ampliamento.

Vengono poi indicate le seguenti nuove zone in cui è possibile fare attività di cava: Champagnolle nei Comuni di Villeneuve ed Aymavilles, Bî mes di Pollein, Petit Ban di Brissogne, Chétoz di Quart e Nus, Echallod di Arnad, Préfleur di Pollein, Crétaz di Gressan e Derby di La Salle.

Nella previsione di questa deliberazione restano invariati gli impianti per il trattamento di materiale inerte, nel senso che non è previsto che si possano o si debbano aprire nuovi impianti.

La legge prevede che il piano abbia una validità biennale e venga poi rivisto almeno biennalmente. Voglio ancora precisare che c'è una valutazione di fabbisogno per il biennio 1990/91: viene prevista la possibilità di estrarre 1.800.000 metri cubi di inerti o meglio di materiale grezzo, perché il materiale lavorato da immettere sul mercato si aggira intorno ai due terzi, nel senso che è pari a circa 600.000 metri cubi, che sono grosso modo il fabbisogno attuale della nostra Regione.

E' ovvio che le cave, così come sono individuate, nella loro potenzialità totale hanno naturalmente una capacità superiore al 1.800.000 metri cubi. Ricordo però che la legge sulle autorizzazioni approvata da questo Consiglio prevede che tutti coloro che fanno attività di cavatori debbano presentare nelle zone individuate dal piano delle cave dei progetti di escavazione, che verranno esaminati dalla commissione tecnica competente istituita dalla stessa legge, nei quali dovranno essere indicate le modalità di escavazione ed anche le quantità. Pertanto, la commissione, nel valutare i progetti, terrà naturalmente conto che il quantitativo biennale sia di 1.800.000 metri cubi e non oltre.

Penso che la discussione sia già stata sufficientemente ampia e, per quanto mi riguarda, anche esaustiva in Commissione, la quale tra l'altro ha presentato una serie di emendamenti che costituiscono la deliberazione emendata, cioè esattamente quella che ho letto, perché la Giunta ha fatto propri quegli emendamenti, per cui penso che non ci sia da aggiungere altro, se non lasciare la discussione al Consiglio.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mostacchi; ne ha facoltà.

MOSTACCHI (UV):Vedo che la Giunta, dando corso alla legge del 1987, con la deliberazione n. 5537 del 26 giugno 1987 ha incaricato l'ing. Ravet di redigere un piano per le attività estrattive. Io vorrei sapere chi ha dato le indicazioni per la redazione di questo piano, se è stata la Regione o se sono stati i Comuni, i proprietari dei fondi o gli operatori del settore. Perché? Perché questo piano si può tranquillamente chiamare "un blitz al territorio" e perciò vorrei avere il piacere di sapere chi l'ha ordinato.

Noi andiamo a vincolare circa 1,5 milioni di metri quadrati, con la possibilità, indicata per difetto, di prelevare circa 10 milioni di metri cubi, ma io non ne vedo la necessità, né tantomeno l'urgenza. Tuttavia facciamo ciò in virtù del quinto comma dell'articolo 3 della legge, che autorizza all'esproprio anche contro la volontà dei privati. Nel comma citato, infatti, si dice che se un proprietario non è d'accordo, in virtù di non so quale pubblica utilità o di interesse di pubblica utilità, noi possiamo andare ad espropriare questi terreni.

Eppure mi sembra che gli impianti oggi esistenti siano più che sufficienti a soddisfare le richieste di consumo di inerti in Valle d'Aosta. Visto che su tutto il territorio regionale noi vediamo delle grosse montagne di scorte di inerti, che ammontano a diversi milioni di metri cubi, ecco che non vedo la necessità di imporre questo piano, quando c’è la possibilità di usufruire di queste scorte. Direi, semmai, che prima di approvare un piano del genere, sarebbe opportuno valutare la possibilità di utilizzare le scorte già esistenti sul territorio.

Adesso è molto di moda parlare del buco nell'ozono, ma non vorrei che i buchi che noi autorizziamo ci facessero poi uscire da qualche altra parte.

Dopo aver attentamente esaminato il piano generale delle attività estrattive, vorrei far presente una cosa che ritengo di particolare importanza e coerenza.

Nella zona 1 noi troviamo la località Equilivaz, sita nel Comune di La Salle. Non sto a ricordare tutto quello che aveva chiesto a suo tempo la popolazione di Derby, perché penso che sia ancora nella memoria di tutti, ma ricordo che tra l'altro aveva chiesto lo spostamento del depuratore in quella zona. Nella scheda riepilogativa dell'ing. Ravet possiamo leggere che tutto corrisponde esattamente a quanto era stato a suo tempo indicato dalla perizia geologica e dalla valutazione di impatto ambientale disposte dal Comitato di Derby. Mi limito a leggere solo due passi salienti, in cui c'è scritto:

"Superficie: 30.000 metri quadrati. Impatto ambientale: eliminazione di un'area prevalentemente boschiva di non particolare pregio e di limitati appezzamenti prativi".

A questo punto io vorrei fare all'Assessore ed all'intero Consiglio una proposta: visto che bene o male questo piano passerà, utilizziamo la cava, ma poi spostiamo il depuratore. Come mi è stato riferito, il depuratore occupa una superficie di 10.000/15.000 metri quadrati, per cui penso che possa stare benissimo anche in località Equilivaz, così noi salveremmo dall'assalto delle ruspe un pezzo di territorio che è situato in una zona già fortemente penalizzata e compromessa, come vedremo più avanti.

Esaminando infatti il piano nel dettaglio, scopriamo che nell'area n. 16, sempre del Comune di La Salle, ci sono altre due zone, A) e B), entrambe nel territorio di Derby, che interessano una superficie di 70.000 metri quadrati. Questo cosa vuol dire? 70.000 più 30.000 fanno 100.000 metri quadrati, su una superficie totale del territorio che ammonta sì e no a 150.000 metri quadrati. Lo vogliamo compromettere tutto, visto che siamo ad oltre il 60% di territorio danneggiato?

Per quanto riguarda la zona B), che si trova in un'area golenale, vorrei sapere dall'Assessore se è stato concesso il nulla osta ai fini idraulici, ed eventualmente quando e da chi.

Grazie.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (NS):Questo argomento è molto importante e delicato. Di fatto noi andiamo ad avviare la realizzazione del piano delle cave, che non ha qui il momento ultimativo, perché si tratta solo di adottare un piano che successivamente dovrà comunque tornare in Consiglio per l'approvazione; chiaramente però è molto importante vedere quale atteggiamento, con che piede e con quali proposte si parte, anche perché queste proposte iniziali risultano fortemente condizionanti rispetto all'esito finale.

Ecco allora che io devo esprimere grossi elementi di perplessità rispetto all'impostazione di questo provvedimento, che derivano non tanto e non solo dal lavoro svolto da chi ha predisposto il piano, che è il risultato di un lavoro meticoloso ed abbastanza accurato, anche se c'è da chiedersi, come diceva giustamente anche il Consigliere Mostacchi, chi ha dato le indicazioni, cioè chi sono i soggetti che hanno fatto le proposte su cui poi si sono accentrate le proposte conclusive che abbiamo in questo documento.

Io credo però che il problema più grosso stia proprio alla base, cioè nel tipo di legislazione che noi ci siamo dati, separando in due leggi, quella del 1987 e quella del 1989, due momenti che invece dovevano essere strettamente uniti.

Come ricorderete, la scelta che noi abbiamo fortemente contestato, è stata quella di fare una legge, quella del 1987, che disciplina la formazione del piano, rimandando ad una fase successiva, che poi abbiamo realizzato recentemente, tant'è che è cosa di questi mesi la legge regionale che disciplina le singole autorizzazioni, che comunque devono essere conformi al piano. Ci troviamo quindi di fronte ad una pessima legge sul piano, e ribadirò alcuni elementi che giustificano questo giudizio, ed invece, a mio avviso, abbiamo una buona legge per quanto riguarda il sistema autorizzativo, con il grosso inconveniente, però, che il sistema autorizzativo deve partire dal quadro complessivo posto dal piano, che rischia di essere negativo.

Perché quella del 1987 è una pessima legge e ci porta a documenti di questo tipo? Perché è una legge improntata sostanzialmente ad uno spirito costruttivo, cioè ad uno spirito di pesante utilizzazione del territorio, cosa che, fra l'altro, come ho già detto anche altre volte, è stata rilevata su pubblicazioni e recensioni a livello nazionale da parte di rassegne giuridiche. Tutta la legge del 1987, infatti, è improntata a favorire al massimo l'espansione dell'attività estrattiva.

Da qui discende anche quel provvedimento, che noi riteniamo un’aberrazione giuridica, di poter espropriare le aree interessate all'attività di cava. E' una norma che, io credo, bisognerà rivedere al più presto, per espellere dal nostro ordinamento giuridico un principio che è sicuramente inaccettabile. Considerare di pubblica utilità queste cave e porre il vincolo, prevedendo l'esproprio, su questi terreni, secondo me è inaccettabile come principio generale, ma è inaccettabile soprattutto in una realtà come quella della Valle d'Aosta.

Io credo, quindi, che il primo elemento di difficoltà stia proprio nella presenza di due leggi, una delle quali buona e l'altra pessima.

Questo piano delle cave evidentemente risente di questa impostazione, per cui, come è stato già detto dal Consigliere che mi ha preceduto, prevede un notevole ampliamento delle cave già esistenti ed individua numerose aree in cui creare nuove cave. Questo elemento ci preoccupa e non possiamo che esprimere il nostro dissenso nei suoi confronti.

Prendiamo anche atto che questo piano regionale delle attività estrattive non prevede nulla, se non la parte di censimento, relativamente alle cave del pietrame. Evidentemente io vorrei avere un chiarimento rispetto a questo aspetto: se questa assenza significa che, per quanto riguarda il pietrame, non ci saranno ampliamenti e non ci saranno nuove cave nei prossimi anni, noi siamo d'accordissimo; ma se invece si pensa di procedere con provvedimenti a parte per quanto riguarda il pietrame, allora non siamo assolutamente d'accordo.

E' una circostanza che vogliamo capire, perché qui si fa il censimento di tutto, ma poi, fortunatamente, per quanto riguarda l'ampliamento e le nuove cave si parla soltanto di inerti.

L'ultimo punto che vorrei affrontare è quello dei rapporti con i Comuni. La legge del 1987, pur con tutti i suoi aspetti fondamentalmente negativi, prevedeva però una consultazione dei Comuni nella fase di predisposizione del piano, cioè prima ancora della sua adozione. Non mi risulta che finora, almeno in questa fase, lo studio della Regione sia stato sufficientemente raccordato con le iniziative dei Comuni, per cui io presento un ordine del giorno che ha lo scopo di sollecitare una informazione rivolta ai Comuni su quello che stiamo facendo.

L'ordine del giorno impegna l'Assessore ai Lavori Pubblici perché ci sia una comunicazione urgente, accompagnata dalla documentazione necessaria, a tutti i Sindaci dei Comuni interessati ad un ampliamento o ad una localizzazione di nuove cave sul loro territorio, affinché siano informati di questo e possano e debbano esprimere, nei termini abbastanza ristretti previsti dalla legge, un loro parere, in modo che poi noi ne possiamo tenere debito conto nel momento in cui dovremo approvare in via definitiva con votazione del Consiglio questo piano.

L'ordine del giorno, quindi, vuole semplicemente innescare un meccanismo per cui siamo sicuri che comunque i Comuni vengono tempestivamente informati, anzi sono sollecitati a prendere e ad esprimere un parere, del quale noi veniamo poi a conoscenza prima di prendere le nostre decisioni definitive.

Per quanto riguarda altre cose specifiche, faccio notare che il Consigliere Mostacchi ha sollevato una questione relativa alla zona di Derby, che secondo me è più che giustificata e legittima. In particolare, leggendo queste schede ed esaminando la documentazione, ho visto che nella zona di Derby, oltre che dell'Equilivaz, si parla anche di una zona A) e di una zona B). Se capisco bene, questo significa che si parla di due cave. Aggiungo ancora che si parla di cave potenziali, cioè da realizzare, ma mi sembra che si tratti in realtà di due attività già avviate e su cui, tempo fa, avevo presentato un'interpellanza, anche se qui sono presentate come attività ancora da avviare.

Mi sembra quindi che anche sotto questo aspetto ci siano dei problemi, perché, come in questo caso, i numeri che sono qui contenuti non corrispondono ad una, ma a due attività estrattive.

Queste sono le osservazioni che volevo fare sul provvedimento, mentre l'ordine del giorno che volevo presentare è il seguente:

"Esaminato il Piano delle attività estrattive;

Rilevato che tale Piano prevede l'ampliamento di numerose cave già esistenti e la localizzazione di nuove cave per inerti;

Sottolineata l'importanza di un reale coinvolgimento dei Comuni nella formulazione del Piano;

il Consiglio regionale impegna

l'Assessore ai Lavori Pubblici

1 - a trasmettere con urgenza a tutti i Sindaci dei Comuni interessati le proposte riguardanti l'apertura di nuove cave e l'ampliamento di cave già esistenti;

2 - a sollecitare un formale parere su tali proposte da parte dei Consigli comunali;

3 - a trasmettere alla competente Commissione consiliare i pareri che saranno pervenuti dai Comuni".

Si dà atto che alle ore 11,50 riassume la Presidenza il Presidente Bich.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Trione; ne ha facoltà.

TRIONE (DC):Ho chiesto la parola per dire che, oltre a proporre gli emendamenti già ricordati dall'Assessore ai Lavori Pubblici, Fosson, la Commissione ha fatto due raccomandazioni alla Giunta.

La prima sollecita l'Esecutivo regionale a voler istituire al più presto una nostra pianta organica del personale che dovrebbe poi occuparsi delle competenze attualmente demandate all'Ufficio Miniere e Cave di Torino.

La seconda prevede che la stessa normativa sia estesa quanto prima anche alle cave di marmo, perché ci era sembrato che anche queste potessero e dovessero essere interessate, ed in modo anche sollecito, dalla stessa normativa.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO (PCI):Come già è stato detto, la filosofia della Giunta regionale che ha portato a questa scelta, non è stata quella del contenimento e del ripristino dell'attenzione alla salvaguardia ambientale, ma è stata quella di dare il via ad una vera e propria nuova apertura di cave sul territorio regionale, prevedendo un dimensionamento complessivo dei metri cubici estraibili che non ha nessun riferimento con la realtà dei bisogni.

Una prima questione che salta all'occhio concerne il fatto che il piano individua una prima serie di cave che sono attualmente in funzione e che devono e possono essere utilizzate ancora. Per meglio intenderci, preciso che mi sto riferendo al punto 4) della deliberazione.

Nel punto 5), poi, questo piano individua le aree nuove che sono potenzialmente suscettibili di attività estrattiva. Ma osservando le scelte delle cave su cui agire immediatamente nel biennio 1990/1991, si scopre che, su otto cave che vengono autorizzate, ben cinque concernono località nuove. Se l'elenco che ci è stato inviato corrisponde al vero, abbiamo una nuova cava in località Tornettaz del Comune di Charvensod..

(... Interruzione ...)

Ah sì, è vero, quella è stata stralciata. Abbiamo la cava in località Petit Ban in Comune di Brissogne, quella in località Préfleur in Comune di Pollein, quella in località Crétaz in Comune di Gressan e poi c'è l'ultima, quella di Derby, sulla quale hanno già parlato altri Consiglieri, in Comune di La Salle.

Questa scelta è discutibile. La logica che doveva presiedere alla predisposizione del piano doveva essere quella di una massima utilizzazione delle cave esistenti, finalizzando quella estrazione ad un progetto complessivo di ripristino ambientale.

Qui, a fronte di potenzialità che esistono in aree già destinate a quello scopo, si è fatta invece la scelta di andare massicciamente verso l'apertura di nuove cave.

Anche l’osservazione che già è stata fatta, per la quale sono già potenzialmente utilizzabili 8 o 10 milioni di metri cubici, mentre noi ne autorizziamo 1,8 milioni nel biennio, mi permette di dire, Assessore, che si fa una non scelta, perché si consente di estrarre in un arco così ampio di cave quella quantità di inerti in modo molto frazionato, aprendo nuove ferite sul territorio regionale, mentre la si poteva e doveva autorizzare guardando prevalente mente alle cave esistenti e, al limite, concentrando in poche aree il prelievo degli inerti.

Sarebbe opportuna una ulteriore riflessione su questo argomento ed in questo senso noi condividiamo l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Riccarand: è assolutamente necessario che su una decisione di questo tipo ci sia il massimo coinvolgimento dei Sindaci ed io mi auguro che, anche sulla base delle osservazioni che perverranno dai Comuni, si proceda ad una revisione delle scelte che oggi vengono proposte.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l'Assessore ai Lavori Pubblici, Fosson; ne ha facoltà.

FOSSON (DC):Mi pare che tutti siamo assolutamente convinti che il tema che stiamo trattando sia particolarmente delicato, perché ha delle grandi connessioni con l'ambiente.

Voglio dire che l'incarico dato all'ing. Ravet nel 1987, grossomodo nel momento in cui stava partendo l'iter di quella che poi sarebbe diventata la legge n. 108, ha portato a dei risultati globalmente positivi per la ricerca meticolosa, come è già stato riconosciuto anche da altri, di tutte le cave esistenti, di qualsiasi tipo esse siano, abbandonate, in funzione o meno.

Per quanto riguarda le indicazioni sul nuovo, date dall'ing. Ravet, devo dire che egli, da tecnico, ha cercato le zone di potenziale attività estrattiva ed ha individuato le zone dove potevano esserci degli inerti (sabbia e ghiaia), in collegamento con gli uffici della Regione e con le associazioni di categoria. Le scelte invece sono state operate dalla Giunta regionale. Possono essere delle scelte opinabili, come qualcuno ha detto, ma sono scelte comunque che noi sosteniamo.

Sul fatto che noi vincoliamo 1,5 milioni di metri quadrati, col rischio che possano anche essere espropriati, tengo a precisare che questo è previsto dalla legge nazionale sulle miniere, la quale prevede che quando uno sia titolare e proprietario di un sito nel quale è possibile fare attività di cava o di miniera, qualora non lo utilizzi o lo utilizzi in maniera non soddisfacente, questo suo sito o sedime possa passare a far parte del demanio, nel caso nostro della Regione, e che poi sia la Regione a darlo in concessione.

Io ritengo che sia un estremo al quale non arriveremo ed al quale comunque non intendiamo arrivare. Ci può essere addirittura la spinta contraria a quanto dicevano prima alcuni Consiglieri, cioè a far inserire dei terreni e delle zone nel piano delle cave, piuttosto che non il contrario.

Ci sono, è vero, delle scorte, ma sono delle scorte che sono state accantonate dai vari cavatori anche in funzione dei lavori dell'autostrada e costituiscono quindi un momento eccezionale della nostra vita, mentre noi ci riferiamo ai momenti ordinari.

Per quanto riguarda il depuratore di Derby e la zona dell'Equilivaz, io non vorrei riaprire tutta una lunga serie di ampie discussioni che abbiamo già avuto non solo in questo Consiglio regionale, per cui preciso solo che quella zona è stata individuata come sito di possibile escavazione, nel senso che si tratta di una zona in cui è possibile trovare degli inerti, ma non è stata poi recepita nell'ultimo elenco che indica le cave in cui si può iniziare l'attività estrattiva già nel prossimo biennio. Al momento, quindi, nella zona dell'Equilivaz c’è solo una possibilità estrattiva teorica ed in cui è stata rilevata l’esistenza di ghiaia e di sabbia, ma che la Giunta regionale ha ritenuto di non dover proporre al Consiglio per l'escavazione nel prossimo biennio.

Nel merito del benestare idraulico relativo all'inizio dell'escavazione nelle zone A) e B) di Derby, mi riferisco alla risposta che ho dato all'interpellanza del Consigliere Riccarand, per cui prego il Consigliere Mostacchi di volersi riferire alle risposte che ho dato in quella sede. Non ho difficoltà a fargliele pervenire nuovamente, ma in questo momento lo pregherei di riferirsi a quella risposta.

Commentando l'intervento del Consigliere Mostacchi, penso di aver risposto già in parte anche ad alcune osservazioni del Consigliere Riccarand, al quale voglio anche dire che io non ritengo che l'aver separato in due leggi l'ordinamento della materia sia stato un errore. C'è già stata un'ampia discussione in proposito al momento dell'approvazione della legge n. 108, quando sostenevo i motivi di validità della separazione delle due leggi, nel senso che noi abbiamo ritenuto di dover ovviare ad alcuni dubbi sulle competenze della Regione nel settore delle cave facendo appunto due leggi.

Non voglio tuttavia riprendere le ampie discussioni che ci hanno impegnati per diverse settimane nell'autunno del 1987 con il Consigliere Sandri.

Voglio ancora dire che la legge del 1987 non è per favorire le escavazioni, checché ne dice il prof. Cassese o perlomeno la rivista o l'annuario da lui diretto. Ho già provveduto a suo tempo a scrivergli per sostenere le nostre tesi e non ho difficoltà a far pervenire al Consigliere Riccarand la stessa lettera.

Per quello che riguarda le cave di pietrame, la Giunta regionale ha già provveduto in una delle ultime sue sedute ad incaricare lo stesso ing. Ravet di predisporre un piano analogo a questo, che sarà quindi oggetto di discussione in un prossimo futuro in seno al Consiglio regionale.

Nel merito dei rapporti con i Comuni, la legge sulle autorizzazioni, ma non solo quella, prevede che il piano delle cave, così come è adottato dal Consiglio regionale, venga poi trasmesso ai Comuni che ne devono tenere conto e sul quale devono esprimere il loro parere.

A questo riguardo io posso accettare, come accetto, il contenuto dell'ordine del giorno del Consigliere Riccarand, pur dovendo dire che sfonda una porta aperta, perché ho già provveduto a far predisporre una circolare esplicativa, direi anche piuttosto ampia, da inviare a tutti i Comuni in modo che questi ultimi non si ritrovino solo con la deliberazione e null'altro. Allegata quindi alla deliberazione che invieremo, ci sarà una circolare piuttosto ampia che dà notizia delle leggi n. 108 e 67, che non ho ancora spedito perché aspettavo che il Consiglio regionale procedesse all'approvazione della deliberazione.

Non lo so con certezza, ma credo di poter dire che, a questo punto, l'ordine del giorno del Consigliere Riccarand possa essere un sovrappiù. Comunque non ho difficoltà a fargli avere, oggi stesso, copia della circolare che prevediamo di inviare ai Comuni.

Per quanto riguarda l'altro ragionamento che traspare un pochino da tutti gli interventi, cioè la critica che il piano delle cave è fatto non per contenere o ripristinare, ma per incentivare ulteriormente l'attività di cave, ebbene, noi ci sentiamo di dire esattamente il contrario: con le leggi che il Consiglio ha approvato, con questo piano delle cave, noi costringiamo i cavatori e tutti quelli che esercitano attività di cave a farlo all'interno di un piano ben preciso e quindi non a cavare comunque e dovunque.

Non dimentichiamo infatti che fino ad oggi, con le leggi esistenti, chiunque voleva intraprendere un’attività di cave, acquisiva i diritti sul terreno oggetto dell'attività di cave, dopodiché, acquisiti gli eventuali pareri o permessi di carattere idraulico, idrogeologico, forestale e ambientale, iniziava a cavare in qualsiasi punto della Regione, dandone poi comunicazione, entro otto giorni dall'inizio del lavoro, al Sindaco ed al Corpo delle Miniere. Con questo piano delle cave, noi, se non altro, cominciamo a restringere le zone in cui si va a cavare, senza lasciarle disseminate in tutta la Regione.

Il ragionamento da fare semmai è il seguente: potevamo restringerle in maniera assoluta, permettendo l'ampliamento solo di alcune cave, senza prevederne di nuove. A questo proposito noi abbiamo ritenuto, invece, che il limitare al massimo le cave attualmente in attività, restringendole soltanto a quelle, poteva generare qualche situazione di monopolio o di restrizione limitata solo a certe zone.

Con questo piano delle cave, quindi, noi riteniamo di aver dato alla Regione la possibilità di intervenire e di controllare i cavatori in maniera precisa, costringendoli, così come è previsto dalla legge, a presentare dei piani di escavazione e, soprattutto, dei piani di ripristino.

La Commissione prevista dalla legge, che quanto prima verrà formalizzata, si preoccuperà di vedere che i progetti presentati rispondano alle norme di salvaguardia del territorio.

Un'ultima osservazione concerne l'intervento del Presidente della 3a Commissione, il Consigliere Trione, e riguarda il personale da immettere in organico. Per la verità, oggi abbiamo un ingegnere, che è preposto al settore delle escavazioni, ed abbiamo previsto almeno quattro geometri o periti minerari da inserire nell'organico. Ciò verrà fatto quando sarà rivista la legge che riguarda l'organico generale della Regione.

Resta naturalmente l'urgenza di avere questi quattro funzionari in più nella Amministrazione regionale, perché ovviamente oggi non è più sostenibile che venga ancora demandata al Corpo delle Miniere la sorveglianza sulle cave.

Noi, come Giunta, prevediamo di realizzare un piano delle cave per il pietrame e di fare la stessa cosa anche per il marmo.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mostacchi; ne ha facoltà.

MOSTACCHI (UV):Voglio dire che le dichiarazioni dell'Assessore mi hanno lasciato abbastanza insoddisfatto. Osservo poi che quel citare a giustificazione e a difesa una legge nazionale mi sembra un’assurdità, perché noi siamo in una Regione Autonoma ed ogni giorno ripetiamo che abbiamo la possibilità di legiferare in materia di cave. Che forse questo Stato accentratore ed avocatore ci fa comodo solo in determinate occasioni e non in altre? Io credo che la Regione abbia ampie possibilità di decidere in merito e ritengo che non fosse il caso di prendere ad esempio una legge nazionale per autorizzare l'esproprio dei terreni anche contro la volontà dei proprietari.

Grazie.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (NS):Vorrei spiegare meglio il significato del mio ordine del giorno, perché, se ho ben capito quello che ha detto l'Assessore ai Lavori Pubblici, esso è un po' diverso dalle iniziative già previste.

Stando alle due leggi attuali, un coinvolgimento regolamentato dei Comuni è previsto soltanto dalla legge sul sistema autorizzativo, il quale sancisce che la domanda deve essere presentata contestualmente all'Assessorato regionale ai Lavori Pubblici ed al Comune interessato; invece, per quanto riguarda l'iter della formazione dei piani, è prevista una generica consultazione, che però non è definita dalla legge nelle sue modalità.

Io credo, quindi, che si tratti di due cose diverse. Se ho capito bene, la circolare di cui parlava l'Assessore è esplicativa dei contenuti della legge n. 108 e di quella del 1989, per spiegare a tutti i Comuni come funziona questa nuova normativa. Ciò mi sembra utile e necessario. Tuttavia, nel mio ordine del giorno proponevo un qualcosa di integrativo rispetto a questo, nel senso che proponevo di mandare solo ai Comuni direttamente interessati da ipotesi di ampliamento di cave esistenti o di nuove cave, sulla base del piano riguardante gli inerti, una comunicazione, dicendo: "Noi, Consiglio regionale, per il momento abbiamo adottato un piano che nel vostro Comune prevede questo ampliamento o questa nuova cava", e chiedendo un pronunciamento da parte del Comune; ecco perché mi sembra una cosa diversa.

La cosa importante, comunque, è che questo si faccia. Per cui, se l'Assessore si impegna comunque a trasmettere questa documentazione ed a garantire che i Comuni verranno informati tempestivamente sulle ipotesi di ampliamento o di realizzazione di nuove cave, io non ho difficoltà a ritirare l'ordine del giorno. Voglio però che sia garantita ai Comuni l'informazione immediata, perché mi sembra che abbiano 60 giorni, non ricordo esattamente il termine, per presentare le loro osservazioni e non vorrei che questi giorni passassero senza un'adeguata informazione. Vorrei invece che ci sia questa informazione, in modo che i Comuni possano esprimere il loro parere, del quale noi potremo tenere conto.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l'Assessore ai Lavori Pubblici, Fosson; ne ha facoltà.

FOSSON (DC):Forse non ci siamo capiti con il Consigliere Riccarand, ma la circolare contiene in effetti notizie esplicative sulle leggi nn. 108 e 67, ma essa è proprio allegata alla lettera con la quale si invia ai Comuni interessati copia di questa deliberazione e nella quale si dice al Sindaco: "Il suo Comune è interessato da ampliamento di cava o da nuova cava e lei deve rispondere, entro trenta o sessanta giorni, sulla base delle due leggi di cui le diamo notizia e spiegazione"

La circolare, quindi, è fatta proprio in questo senso, anche per evitare che al Comune, come sovente accade, arrivi una deliberazione che viene poi messa in un cassetto. La lettera e la circolare, quindi vanno proprio nel senso di sollecitare i Sindaci ed i Consigli comunali a prendere posizione su quanto riguarda il loro territorio e su quanto è stato deliberato da questo Consiglio regionale.

Per quanto riguarda la normativa cui faceva riferimento il Consigliere Mostacchi, devo dire che io non penso che noi, come Regione, possiamo superarla, anche se chiedo a chi è più esperto di me in diritto di correggermi, eventualmente, se sbaglio.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (NS):Io prendo atto delle assicurazioni dell'Assessore e quindi ritiro l'ordine del giorno che ho presentato.

Nel merito della votazione su questo piano, il nostro voto sarà negativo per i motivi che ho illustrato in precedenza.

Per quanto riguarda poi la normativa della legge n. 108, voglio far presente all'Assessore che la situazione normativa per le miniere è diversa da quella per le cave. E' vero che la normativa per le miniere è più rigida e che consente l'esproprio, ma non mi risulta che il provvedimento di esproprio sia mai stato previsto per le cave. Si tratta di due normative che nell'ambito nazionale sono tenute ben distinte.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione; ne ha facoltà.

ANDRIONE (UV):Je crois qu'on peut dire que ce plan n'a qu'un défaut, celui d'arriver en retard: plusieurs carrières ont été ouvertes avec les vieilles règles, dans le temps qui s'est passé entre l'approbation des lois et la formation du plan, dans l'intention de ne pas tomber sous la rigueur de la loi.

Cela dit, il est important que l'Assesseur établisse, dans le plus bref délai, les cautions que les entrepreneurs doivent verser à garantie du remplissage ou du renouvellement du terrain, une fois la carrière terminée.

Que le lotissement fait, c'est-à-dire la quantité de sable qui peut être extraite, ne soit pas dépassé. Il est absolument nécessaire qu'il y ait une surveillance, parce que avec les moyens mécaniques modernes il est trop facile d'extraire non pas 1,8 million mais 2 ou 3 millions de mètres cubes. Le bureau compétent est très urgent dans sa formation et dans sa préparation.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO (PCI):Faccio una brevissima dichiarazione di voto per motivare il nostro voto contrario essenzialmente per due ragioni.

La prima: nella programmazione degli interventi la Regione poteva operare con maggiore rigore, evitando una eccessiva dispersione degli interventi sul territorio. Da questo punto di vista non mi ha convinto il ragionamento dell'Assessore.

Se è vero infatti che le cave che qui si propone di aprire possono consentire un’estrazione complessiva di 10 milioni di metri cubici, ciò significa che sono localizzate ed individuate in modo tale da rispondere ad un fabbisogno che supera i sei o gli otto anni. La scelta regionale, quindi, poteva essere meno dispersiva sul territorio.

La seconda osservazione, e mi riallaccio ad osservazioni che sono già state fatte, concerne il fatto che a questo punto si impone davvero un controllo rigoroso, perché in sua assenza è del tutto illusoria la garanzia che l'estrazione si mantenga entro i limiti fissati. La scelta operata, quindi, può essere anch'essa causa di un aumento e non di un controllo delle attività estrattive.

Noi vedremmo meglio la parte che riguarda i riflessi sui Comuni e sul territorio nella fase di predisposizione dei progetti delle singole attività estrattive, augurandoci che quella sia la fase in cui il controllo avviene con grande serietà. Tuttavia, in questo momento, ritengo di particolare importanza acquisire il parere dei Comuni e valutarli attentamente, in modo che in quella fase, al limite, possano solo essere riviste alcune scelte fatte oggi.

PRESIDENTE:Do lettura del primo emendamento proposto dalla 3a Commissione regionale alla deliberazione in oggetto:

EMENDAMENTO

Il terzo capoverso delle premesse della deliberazione, dalle parole: "Considerato che le cave..." fino alle parole: "area 16) località Derby - Comune di La Salle;" è sostituito dal seguente:

"Considerato che le cave di cui al punto 4) consistono nelle seguenti sedici:

cava in località Champagne - Comune di Villeneuve;

cava in località Champagnolle - Comune di Villeneuve;

cava in località Colombier - Comune di Gressan;

cava in località Les Iles - Comune di Gressan;

cava in località Bî mes - Comune di Pollein;

cava in località Volget - Comune di Brissogne;

cava in località Clapey - Comune di Brissogne;

cava in località di Chétoz - Comuni di Quart e Nus;

cava in località Les Iles - Comune di Nus;

cava in località Valloille - Comune di Pontey;

cava in località Vallerod - Comune di Pontey;

cava in località Molinaz - Comune di Pontey;

cava in località Lésin - Comune di Pontey;

cava in località Ventoux - Comune di Châtillon;

cava in località Mure - Comune di Issogne;

cava in località Echallod - Comune di Arnad;

che le aree di cui al punto 5) si identificano nelle seguenti quattordici:

area 1) località Equilivaz - Comune di La Salle;

area 2) località Champagnolle - Comuni di Villeneuve e Aymavilles;

area 4) località Bîmes - Comune di Pollein;

area 5) località Petit Ban - Comune di Brissogne;

area 6) località Chétoz - Comune di Quart;

area 7) località Champagne - Comuni di Fénis e Chambave;

area 8) località Ussel - Comune di Châtillon;

area 9) località Fabrique - Comune di Champdepraz;

area 10) località Fleuran - Comune di Issogne;

area 11) località Echallod - Comune di Arnad;

area 12) località Moralley - Comune di Nus;

area 13) località Préfleur - Comune di Pollein;

area 14)località di Crétaz - Comune di Gressan;

area 16)località di Derby - Comune di La Salle;"

PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 32

Votanti: 32

Favorevoli: 26

Contrari: 6

Il Consiglio approva

PRESIDENTE:Do lettura del secondo emendamento sostitutivo proposto dalla 3a Commissione consiliare alla deliberazione in oggetto.

EMENDAMENTO

Il punto 3 del deliberato, dalle parole: "di approvare l'ampliamento..." fino alle parole: "cave in località Echallod - Comune di Arnad, è sostituito dal seguente:

"3) di approvare l'ampliamento, secondo i risultati del relativo studio di fattibilità, delle seguenti quindici cave attualmente in esercizio:

cava in località Champagne - Comune di Villeneuve;

cava in località Champagnolle - Comune di Villeneuve;

cava in località Colombier - Comune di Gressan;

cava in località Bîmes- Comune di Pollein;

cava in località Volget - Comune di Brissogne;

cava in località Clapey - Comune di Brissogne;

cava in località Chétoz - Comuni di Quart e Nus;

cava in località Les Iles - Comune di Nus;

cava in località Valloille - Comune di Pontey;

cava in località Vallerod - Comune di Pontey

cava in località Molinaz - Comune di Pontey;

cava in località Lésin - Comune di Pontey;

cava in località Ventoux - Comune di Châtillon;

cava in località Mure - Comune di Issogne;

cava in località Echallod - Comune di Arnad;".

PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 32

Votanti: 32

Favorevoli: 25

Contrari: 7

Il Consiglio approva

PRESIDENTE:Do lettura di un terzo emendamento proposto dalla 3a Commissione consiliare alla deliberazione in oggetto:

EMENDAMENTO

Il punto 4 del deliberato, dalle parole: "di individuare..." fino alle parole: "area 16) località Derby - Comune di La Salle;", è sostituito dal seguente:

"4) di individuare, per il biennio 1990/91, relativamente ai materiali inerti, le seguenti otto aree estrattive del piano generale al punto 1°), facendo salve le superfici ivi ricadenti connesse alle eventuali future opere di interesse regionale:

area 2) località Champagnolle - Comune di Villeneuve e Aymavilles;

area 4) località Bîmes - Comune di Brissogne;

area 5) località Petit Ban - Comune di Brissogne;

area 6) località Chétoz - Comuni di Quart e Nus;

area 11) località Echallod - Comune di Arnad;

area 13) località Préfleur - Comune di Pollein;

area 14) località Crétaz - Comune di Gressan;

area 16) località Derby - Comune di La Salle;".

PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 31

Votanti: 30

Favorevoli: 23

Contrari: 7

Astenuti: 1 (Gremmo)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE:Do lettura della proposta di deliberazione emendata.

IL CONSIGLIO

Richiamata la legge regionale 22 dicembre 1987, n. 108.

Atteso che la Giunta regionale ha incaricato, con deliberazione di Giunta n° 5537 in data 26.6.1987, l'Ing. Ravet Sergio, di Aosta, delle determinazioni di cui sopra nell'ambito del piano regionale delle attività estrattive e che questi ha provveduto alla stesura di una prima parte del sopraccitato piano, così articolata:

1) censimento delle cave abbandonate e indicazione per il loro riassetto ambientale;

2) censimento delle cave attualmente in esercizio;

3) censimento degli impianti di trattamento sia attivi, sia dismessi;

e, limitatamente ai soli materiali inerti:

4) verifica delle possibilità di ampliamento delle cave attualmente in esercizio;

5) individuazione delle aree di potenziale destinazione estrattiva;

6) indicazioni tecniche in ordine alla coltivazione ed al successivo recupero ambientale.

Considerato che le cave di cui al punto 4 consistono nelle seguenti sedici :

cava in località Champagne - Comune di Villeneuve;

cava in località Champagnolle - Comune di Villeneuve;

cava in località Colombier - Comune di Gressan;

cava in località Les Iles - Comune di Gressan;

cava in località Bîmes - Comune di Pollein;

cava in località Volget - Comune di Brissogne;

cava in località Clapey - Comune di Brissogne;

cava in località Chétoz - Comuni di Quart e Nus;

cava in località Les Iles - Comune di Nus;

cava in località Valloille - Comune di Pontey;

cava in località Vallerod - Comune di Pontey;

cava in località Molinaz - Comune di Pontey;

cava in località Lésin - Comune di Pontey;

cava in località Ventoux - Comune di Châtillon;

cava in località Mure - Comune di Issogne;

cava in località Echallod - Comune di Arnad;

che le aree di cui al punto 5) si identificano nelle seguenti quattordici:

area 1) località Equilivaz - Comune di La Salle;

area 2) località Champagnolle - Comuni di Villeneuve e Aymavilles;

area 4) località Bîmes - Comune di Pollein;

area 5) località Petit Ban - Comune di Brissogne;

area 6) Località Chétoz - Comune di Quart;

area 7) località Champagne - Comuni di Fénis e Chambave;

area 8) località Ussel - Comune di Châtillon;

area 9) località Fabrique - Comune di Champdepraz;

area 10) località Fleuran - Comune di Issogne;

area 11) località Echallod - Comune di Arnad;

area 12) località Moralley - Comune di Nus;

area 13) località Préfleur - Comune di Pollein;

area 14) località Crétaz - Comune di Gressan;

area 16) località Derby - Comune di Salle;

e che il competente ufficio Tecnico dell'Assessorato dei Lavori Pubblici ha stimato in circa 1.800.000 metri cubi il quantitativo di inerti necessario al fabbisogno regionale per il biennio 1990/1991;

DELIBERA

1) di approvare il piano generale regionale delle attività estrattive redatto dall'Ing. Ravet Sergio, di Aosta;

2) di determinare, per il biennio 1990/91 e relativamente ai materiali inerti, in mc. 1.800.000 i quantitativi utilizzabili direttamente per le opere e gli interventi di cui all'art. 1 della legge regionale 22 dicembre 1987, n. 108;

3) di approvare l'ampliamento, secondo i risultati del relativo studio di fattibilità, delle seguenti quindici cave attualmente in esercizio:

cava in località Champagne - Comune di Villeneuve;

cava in località Champagnolle - Comune di Villeneuve;

cava in località Colombier - Comune di Gressan;

cava in località Bîmes - Comune di Pollein;

cava in località Volget - Comune di Brissogne;

cava in località Clapey - Comune di Brissogne;

cava in località Chétoz - Comuni di Quart e Nus;

cava in località Les Iles - Comune di Nus;

cava in località Valloille - Comune di Pontey;

cava in località Vallerod - Comune di Pontey;

cava in località Molinaz - Comune di Pontey;

cava in località Lésin - Comune di Pontey;

cava in località Ventoux - Comune di Châtillon;

cava in località Mure - Comune di Issogne;

cava in località Echallod - Comune di Arnad;

4) di individuare, per il biennio 1990/91, relativamente ai materiali inerti, le seguenti otto aree estrattive del piano generale di cui al punto 1°), facendo salve le superfici ivi ricadenti connesse alle eventuali future opere di interesse regionale:

area 2) località Champagnolle - Comune di Villeneuve e Aymavilles;

area 4) località Bî mes - Comune di Brissogne;

area 5) località Petit Ban - Comune di Brissogne;

area 6) località Chétoz - Comuni di Quart e Nus;

area 11) località Echallod - Comune di Arnad;

area 13) località Préfleur - Comune di Pollein;

area 14) località Crétaz - Comune di Gressan;

area 16) località Derby - Comune di La Salle;

5) di limitare, per il biennio 1990/91, il numero di impianti fissi e delle opere a servizio della coltivazione delle cave a quelli già attualmente esistenti sul territorio regionale;

6) di riservare le rimanenti aree estrattive del piano regionale di cui al punto 1°) per i bienni susseguenti;

7) di rinviare a successivi provvedimenti deliberativi l’individuazione dei quantitativi e delle aree di prelievo degli altri materiali utilizzabili per la realizzazione di opere pubbliche.

PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la deliberazione emendata testé letta.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 31

Votanti: 31

Favorevoli: 23

Contrari: 8

Il Consiglio approva