Dal 1/1/2013 gli allegati dei resoconti sono reperibili nel link "Iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 832 del 4 novembre 2009 - Resoconto

OGGETTO N. 832/XIII - Interrogazione: "Problematiche relative all'introduzione del reato di immigrazione clandestina".

Interrogazione

Premesso che:

- nel mese di luglio 2009 il Parlamento Italiano ha approvato nuove norme in materia di sicurezza, le quali, in particolare, hanno previsto l'introduzione del reato di clandestinità;

- durante tutto il mese di settembre sono state effettuate regolarizzazioni in favore di immigrati irregolari impiegati come colf e badanti presso le famiglie;

Considerato che il Presidente della Regione riveste le funzioni prefettizie e in una realtà piccola come quella regionale occorre monitorare con attenzione il fenomeno immigratorio;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interroga

il Presidente della Regione per sapere:

1) quanti sono i reati di immigrazione clandestina scoperti fino ad ora in Valle d'Aosta;

2) qual è l'incidenza dei reati commessi nella regione da immigrati clandestini sul totale di quelli commessi nel 2008 e, se vi sono dati disponibili, nel 2009;

3) quante regolarizzazioni di colf e badanti sono state effettuate nel mese di settembre in Valle d'Aosta.

F.to: Zucchi

Président - La parole au Président de la Région, Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie, Presidente. Cercherò di rispondere puntualmente alle varie domande.

Per quanto riguarda la prima domanda: "quanti sono i reati di immigrazione clandestina scoperti fino ad ora in Valle d'Aosta", ad oggi risultano 18 segnalazioni per il reato di immigrazione clandestina pervenute alla Procura della Repubblica, di cui tre sono state iscritte al ruolo di udienza presso il Giudice di Pace, mentre per i restanti 15 casi non è ancora stata presa una decisione da parte del Pubblico Ministero.

Seconda domanda: "qual è l'incidenza dei reati commessi nella regione da immigrati clandestini sul totale di quelli commessi nel 2008 e, se vi sono dati disponibili, nel 2009"... per quanto riguarda questa domanda, rapporto fra stranieri e criminalità, vi sono da fare due considerazioni. Gli ultimi dati disponibili sono di fonte ISTAT e sono riferiti all'anno 2005 (spiegherò poi perché); questi dati non registrano però se il cittadino extracomunitario sia titolare di permesso di soggiorno o irregolare (anche questa è un'anomalia, ma oggi la registrazione è semplicemente "straniero" senza distinzione). Questa variabile è dovuta all'alta mutabilità della situazione dello stato di regolare o irregolare, nel senso che tra questi due stati vi sono flussi e interscambi continui; è quindi impossibile dire con precisione quanti siano gli irregolari e gli immigrati regolari che possono diventare irregolari quando scade il permesso di soggiorno. Dall'altro lato, molti irregolari sono diventati regolari in virtù di diversi provvedimenti che conosciamo di regolarizzazione.

Il tasso di criminalità degli immigrati in Italia viene quindi desunto dai dati generali, secondo il recente dossier statistico 2008 Caritas/Migrantes, elaborazione dei dati disponibili - ovvero i dati ISTAT del 2005 - attesta che il tasso di criminalità degli italiani è complessivamente pari allo 0,75 percento, mentre il tasso di criminalità degli stranieri è 1,41 percento. Gli immigrati irregolari, secondo i rapporti disponibili ad oggi, incidono fino all'80 percento sulle denunce riguardanti gli stranieri, in particolare per i reati di furto.

Fatte queste precisazioni, venendo ai dati disponibili per la Valle d'Aosta, ho voluto solo inquadrare questo tema per dire che abbiamo anche difficoltà nel rapportarci con le statistiche ad oggi, i dati forniti dalla Questura di Aosta relativi al 2008 registrano 4.777 delitti, di cui 144 commessi da stranieri, pari a 3,01 percento. Occorre ricordare che nel totale dei delitti commessi sono compresi anche quelli a carico di ignoti e che comunque nei delitti commessi da stranieri - ripeto - non si distingue fra regolari e irregolari. Per quanto riguarda il primo semestre 2009 risultano commessi 2.306 delitti, di cui 49 commessi da stranieri, pari a 2,12 percento.

"Quante regolarizzazioni di colf e badanti sono state effettuate nel mese di settembre in Valle d'Aosta": nell'ambito della procedura di emersione del lavoro irregolare relativo a cittadini stranieri, prevista dall'articolo 1ter del decreto legge del 1° luglio 2009, n. 78 convertito poi nella legge 102, allo Sportello unico per l'immigrazione di Aosta sono state presentate 178 domande di emersione riguardanti colf e badanti straniere. In particolare, sono state presentate 74 domande concernenti lavoratori adibiti a mansioni di badante e 104 domande relative a collaboratori familiari (anche qui il "distinguo" è molto labile); sono 134 i datori di lavoro di nazionalità italiana che hanno presentato la dichiarazione di emersione, i restanti 44 datori di lavoro provengono da altri 11 paesi, la maggioranza - 21 - dal Marocco.

L'effetto della regolarizzazione in Valle d'Aosta è stato inferiore alle aspettative. Nei mesi precedenti l'avvio della procedura molte erano state le richieste di informazioni concernenti l'emersione, attivate sia presso lo Sportello unico per l'immigrazione, sia presso le strutture convenzionate per l'inoltro delle istanze. Questo, pur in assenza di date certe sulla presenza di stranieri clandestini in Valle d'Aosta, aveva fatto pensare ad un possibile numero di istanze superiori a 500. L'interesse manifestato, invece, in molti casi non si è tradotto nell'effettiva presentazione della domanda di emersione.

La ragione per la quale la regolarizzazione non ha avuto l'atteso riscontro è da addebitare, con tutta probabilità, al fatto che la domanda di emersione presentata dal datore di lavoro costituiva di fatto un'autodenuncia, in particolare per il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e di sfruttamento di lavoro irregolare. È vero che l'articolo 1ter della legge ha previsto, nelle more della definizione della pratica di emersione, la sospensione dei procedimenti penali e amministrativi sia nei confronti del datore di lavoro che nei confronti del lavoratore, e che tale sospensione si tramuta in estinzione dei reati al momento della sottoscrizione del contratto di soggiorno, qualora il procedimento di emersione abbia esito positivo, ma tutto questo ha sicuramente raffreddato una disponibilità a regolarizzare le posizioni. Questo è sicuramente un male, perché il fatto di avere come possibilità questo tipo di procedura ha frenato - ripeto - molte delle situazioni che dovrebbero essere ancora regolarizzate, ma è pur vero che l'effetto estintivo non si verifica in caso di esito negativo della pratica, per cui molti, avendo il dubbio sulla positività o negatività dell'esito della pratica, non hanno proceduto nel senso auspicato, con la conseguente cessazione degli effetti sospensivi e - nel caso negativo - l'apertura di un procedimento penale o amministrativo, cosa che comprensibilmente può avere contribuito come deterrente per i datori di lavoro.

Questi sono i dati; semmai do una copia per comodità con allegati tutti i dati nel dettaglio, se il collega vuole averli, per ogni situazione. Le do la copia della lista concernente tutte le situazioni.

Président - La parole au Conseiller Zucchi.

Zucchi (PdL) - Questa interrogazione "splitta" i problemi in due fasi: quello relativo alla regolarizzazione delle colf e badanti, di cui adesso abbiamo sentito i dati, e anche le motivazioni su cui sarebbe bene porre delle riflessioni, pur tenendo conto che si tratta di una norma nazionale e che, come tale, riveste una competenza da parte nostra sicuramente marginale. Ciò non toglie che possa essere utile su questo punto, oltre a ricevere i dati - quindi certamente sarà utile avere i dati - anche capire, delle pratiche che sono state richieste per la regolarizzazione, quante non sono andate a buon fine. Questo è essenziale, perché conoscere qual è la percentuale delle pratiche che sono state avviate e, di queste, quante sono state portate a buon fine e quante, invece, hanno avuto esito negativo, con le conseguenze che il Presidente ha evidenziato e che costituiscono indubbiamente un deterrente... però, qualora fossero spiegate ai cittadini, potrebbero incentivare quello che è lo scopo che la legge ha voluto, cioè quello di fare in modo che emergano delle situazioni per scopi sociali: sappiamo tutti quanto sia importante far emergere questi casi, che sono utili ai nostri concittadini e agli stessi lavoratori che sono presenti qui, e che si prestano a fare dei lavori che i nostri concittadini non sono più intenzionati a svolgere.

Al di là di questo, che sarebbe importante capire e magari sarà oggetto di sviluppi successivi, devo dire che questa iniziativa, sul punto dei reati di immigrazione clandestina, è nata dalla visita che io, insieme ad altri colleghi, abbiamo fatto circa 20 giorni fa nel carcere di Brissogne, dove con mia grande sorpresa è stato evidenziato che i "clienti" (chiamiamoli così) della casa circondariale erano per quasi l'80 percento non italiani. Allora lo scopo era quello di capire se anche sul nostro territorio, tenuto conto della competenza e della territorialità, di scontare la pena nel posto dove si svolgono i reati... capire qual era il nesso dell'incidenza dei reati commessi sul nostro territorio rispetto a quella che è la quasi totalità degli occupanti della casa circondariale.

Dai dati che mi è sembrato di intendere c'è un'esigua percentuale, ho sentito il 2-3 percento, dei reati commessi anche nel 2009, questo trend sembra essere confermato, non superiamo il 3 percento, per cui questo ci conforta dal punto di vista della situazione dei reati, perché cittadini non italiani - non uso più il termine extracomunitari, perché si rischia di fare confusione con le nuove norme - commettono evidentemente più reati di quello che fanno le altre persone ed era importante capire qual era la percentuale, che adesso abbiamo sentito, e su cui per il momento esprimo un certo tipo di soddisfazione, pur tenendo conto - anche alla luce della domanda appena fatta dal collega Cerise e dagli sviluppi che si sono succeduti in questi ultimi giorni nella Bassa Valle - che occorre mantenere alta la guardia, perché la recrudescenza di questi fatti delittuosi propriamente riferiti ai furti impongono a lei, Presidente, in qualità di Prefetto e anche di responsabile del Comitato dell'ordine e della sicurezza, di vigilare altamente soprattutto in quella zona della Valle che, per morfologia, è più facile da aggredire in questi tipi di reati, affinché si possa contrastare in maniera adeguata il manifestarsi di questi ulteriori piccoli reati.