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Oggetto del Consiglio n. 1107 del 26 gennaio 2005 - Resoconto

OGGETTO N. 1107/XII - Realizzazione di un eventuale collegamento funiviario tra gli impianti sciistici di Valtournenche-Cervinia e di Ayas-Champoluc. (Interpellanza)

Interpellanza

Premesso che la realizzazione di un collegamento funiviario tra gli impianti sciistici di Valtournenche-Cervinia e di Ayas-Champoluc, idea già emersa alcuni anni fa, permetterebbe la creazione di una connessione intervalliva che, per vastità e per varietà, sarebbe in grado di offrire una notevole gamma di soluzioni turistiche, sportive, ricettive e di svago;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore delegato per conoscere:

1) se esiste uno studio preliminare o di fattibilità in merito: in caso affermativo, quali sono i contenuti e se lo ritiene attuabile;

2) se condivide l'ipotesi di cui in premessa e se intende promuoverne il rilancio: in caso affermativo, secondo quali modalità e tempistiche.

F.to: Tibaldi - Frassy

Président - La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Il comprensorio di Valtournenche, in particolare la società "Cime Bianche S.p.a." che lo gestisce, è sovente beneficiata di notevoli "iniezioni di liquidità" per non solo ripianare i debiti societari, ma anche per realizzare degli investimenti, che vanno dalla sostituzione di impianti di arroccamento alla creazione di impianti di innevamento artificiale da 0 a 3.000 metri. Sono investimenti importanti, che tendono a qualificare il comprensorio e sui quali ci troviamo d'accordo.

C'è però da dire che si sta sviluppando, in un'ottica di offerta sempre più ampia e globale, il concetto di interconnessione fra i vari "domaines skiables": lo testimonia uno degli ultimi che è stato effettuato, quello fra Champoluc e Alagna; c'è in previsione anche un altro collegamento con il Piemonte fra Champorcher e gli impianti di Valprato Soana; da anni si sta parlando di un collegamento importante fra gli impianti del Monte Rosa con gli impianti di Breuil-Cervinia, un sogno, oppure una suggestione alberga nella mente di diverse persone da anni e che potrebbe realizzare - oggi che il comprensorio si estende fino alle valli piemontesi di Alagna - un perimetro che qualcuno definisce il più grande del mondo a livello di offerta sciistica.

Questa interpellanza mira a capire se, al di là delle suggestioni o delle idee, c'è qualche fattibilità in merito, se esiste uno studio preliminare da parte della Regione o dello stesso Comune, visto che la Regione con "Finaosta" partecipa in maniera massiccia nella "Cime Bianche S.p.a.", se l'ipotesi è condivisa da questa Giunta e, in caso affermativo, se c'è intenzione di promuoverne il rilancio; qualora l'intenzione sia in senso positivo, se, oltre agli annunci, ci sono anche modalità e tempi più o meno definiti.

Président - La parole à l'Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce, aux transports et aux affaires européennes, Caveri.

Caveri (UV) - Credo che si debba distinguere la realtà dalla fantasia e in questo caso la distinzione sta nel fatto che ci troviamo di fronte a 2 comprensori sciistici, attualmente interconnessi fra di loro: il sistema del Breuil-Cervinia e quello di Valtournenche, che necessitano di enormi investimenti nei prossimi anni per la modernizzazione degli impianti e per l'innevamento artificiale, a fronte anche della difficoltà che lei conosce ad ottenere dei finanziamenti per il comprensorio del Breuil, dovuto al fatto che si tratta di comprensorio di interesse internazionale. Peraltro il comprensorio viciniore, quello del "Monterosa Ski", è in questo momento impegnato in investimenti colossali che sono la conseguenza di una scelta politica che risale all'inizio degli anni '80, quando attraverso il Colle della Bettaforca gli impianti di Ayas-Champoluc si sono espansi verso la Valle di Gressoney e successivamente verso la Valsesia e con il prossimo anno, con il completamento del nuovo "Funifor" si completa un grande sogno, che è quello del "Monterosa Ski"; quindi, grandi investimenti necessari al Breuil-Cervinia-Valtournenche sugli attuali impianti e innevamenti, grandi investimenti ancora in corso per il legame all'interno del Monte Rosa.

Esiste qualcosa nella memoria storica dell'Amministrazione? Certamente sì. La società "Funivie di Champoluc" aveva presentato, nel febbraio 1992, uno studio preliminare per il collegamento dei due comprensori sciistici, per inserirli nel piano di bacino di traffico di allora, che prevedeva la realizzazione di un sistema misto funicolare-telecabina. Con una lettera del 1995 l'Assessore all'ambiente Riccarand aveva scritto alle "Funivie di Champoluc" che questo collegamento intervallivo non rientrava in nessuno degli atti programmatori in materia di trasporto e diceva che l'impatto ambientale era assolutamente inaccettabile, oltre ad esprimere forti dubbi sull'economicità dell'opera dal costo assai considerevole. Credo che rispetto alla risposta di allora non ci siano elementi nuovi, quindi condivido la risposta del 1995, anzi devo dire che oggi ci troviamo di fronte a un quadro legislativo ancora più complesso, perché l'attuale legislazione regionale, pur con le piccole varianti che sono contenute nell'"Omnibus", non consente un collegamento funiviario di questo genere in un'area che oltretutto presenta grandi complessità dal punto di vista ambientalistico. Poi alla fine vi dirò su cosa si può riflettere per vedere se realtà e fantasia si possano connettere.

Noi siamo fermi, per la proposta del 1992, all'evoluzione della legge regionale che non consente l'apertura di nuovi "domaines skiables" di questo genere; devo dire che un altro elemento fu il fatto che, con INTERREG II, siamo nel 2001, si definì uno studio, chiamato "Espace Mont Cervin-Mont Rose", che è un tomo di considerevole spessore, dove si riprende in esame questo collegamento facendone anche un po' di storia. Leggo il passaggio di questo studio, che immagino si possa ascrivere all'ing. Andrea Marocchi, molto noto nel settore degli impianti a fune: "Il collegamento intervallivo tramite il Courtod è in dibattito dalla fine degli anni '60, quando si pensava di unire Saint-Jacques al Colle di "Cime Bianche" mediante una serie di funivie bifuni, capaci di saltare i tratti soggetti a valanghe e il lungo pianoro che porta all'Alpe Mase. Il progetto di allora pensava di accedere direttamente allo sci estivo portando una funivia sulla Gobba di Rollin, di collegarsi con Zermatt tramite il Klein Matterhorn e infine di unirsi al comprensorio della Valle del Lys tramite la Bettaforca, come effettivamente poi si è fatto anche se con tecnologie e funzionalità diverse" (cioè non si è fatto nell'ambito di questo grande disegno, ma si è fatto per collegare la Valle di Ayas con la Valle di Gressoney). Il costo dell'impresa tradotto in termini attuali si potrebbe valutare vicino ai 150 miliardi. Negli anni '90 un nuovo progetto riprendeva in parte i concetti di allora ed è quello delle funivie di Champoluc, ma sfruttava la nuova tecnologia delle funicolari in tunnel per partire da Frachey presso la stazione di valle della nuova funicolare, quindi a Frachey c'è un impianto che porta verso la Valle del Lys anziché da Saint-Jacques, con due funicolari si sale l'Alpe Mase e poi il Colle delle Cime Bianche, e via così, costo: 140 miliardi.

Dice il tecnico che il vallone del Courtod è bellissimo, se percorso con lo spirito dello sciatore alpinista, che scende quando le condizioni di stabilità del manto nevoso lo permettono, accoglie la neve dei versanti sud come la polverosa di quelli nord, e non si lamenta se qualche tratto è troppo piatto e deve spingere un po'. Poi il tecnico dice di avere studiato una serie di soluzioni di tipo leggero, cioè 4 seggiovie biposto con la particolarità che queste sarebbero partite da Saint-Jacques e quindi si sarebbe dovuto immaginare da Frachey fino a Saint-Jacques un collegamento via pullman. Morale della favola: "non parlando dell'innevamento programmato..." - dice il tecnico - "... e tenuto conto dell'esposizione, il coefficiente di utilizzo degli impianti sarebbe basso e neppure in questa ipotesi riduttiva sarebbe possibile coprire i costi di esercizio".

L'atmosfera del Courtod - e qui andiamo in poesia, ma è la realtà scritta dal tecnico - è mirabile, sia percorrendo la valle in salita fino ad aprirsi sul Cervino, sia in discesa su Ayas, tenendosi a sinistra verso Fiery, per evitare la stretta gola che chiude la valle verso destra. Resta la cattiva esposizione con poca neve di cattiva qualità nella parte soleggiata e vi è una valanga che scarica pericolosamente. Alcuni anni fa lì purtroppo morì il ben noto esperto di federalismo, il prof. Levi, quindi una esposizione tutt'altro che ideale. Bisogna poi guardare - dice il tecnico - alle note ambientali e paesistiche, le quali sono - per chi eventualmente volesse costruire - assai dolorose, nel senso che il PTP indica quell'area come un'area per il tempo libero, ma legata ad un tour sci alpinistico, escludendo la realizzazione di impianti. Devo dire che la realizzazione degli impianti è resa ancor più difficile dal fatto che molte delle zone attraversate dagli impianti e da eventuali piste sono classificate di "importanza comunitaria", in base alla direttiva CE n. 43/1992, quindi l'Habitat 2000, dove sappiamo che questi tipi di zone particolarmente sensibili sono intoccabili.

Cosa ha previsto, invece, lo studio Espace Mont Cervin-Mont Rose? In coerenza con alcuni aspetti del PTP ci si è spinti più in là. Capisco che le tribolazioni del trenino di Cogne rendono le cose che fra breve dirò particolarmente complesse, ma l'idea che hanno perseguito questi progettisti, naturalmente non si tratta di progetti neanche di fattibilità, siamo di fronte a delle ipotesi estremamente sintetiche, prevede una serie di tunnel intervallivi. Se ne prevede uno di base tra Châtillon e Brusson, si immagina un secondo tunnel intervallivo fra Gressoney-La-Trinité e Ayas, si immagina - e i costi sarebbero comunque inferiori alla costruzione di un complicato sistema - un collegamento fra Ayas e Valtournenche, che qui viene descritto in maniera sintetica, immaginando un sistema di tipo ferroviario complesso che potrebbe ricordare alcuni collegamenti con treni che già esistono sulle Alpi.

Ritengo che ci sia qualche approfondimento da fare nei prossimi anni, vista la grande difficoltà che oggi abbiamo per la mancanza di collegamenti intervallivi che abbiano intanto una valenza di tipo annuale e non stagionale, perché nel caso di un collegamento come quello funiviario ha caratteristiche stagionali, come dimostra il collegamento fra Gressoney e Alagna che ha carattere di stagionalità invernale.

L'insieme di ragioni tecniche, ambientali e paesistiche, che ho descritto per quanto riguarda il collegamento come immaginato, ci porta a dire che oggi quel collegamento realisticamente non è fattibile. L'ostacolo più grande sono proprio i siti comunitari e l'assoluta scarsa attrattività della zona di rientro, quindi sarebbero degli impianti fini a sé stessi, solo di collegamento, e con i costi attuali non ci sarebbe una ripetitività, cioè ci sarebbero degli impianti di solo spostamento. Credo invece che l'ipotesi di riflettere su soluzioni di tipo tecnico, che possano consentire dei collegamenti intervallivi attraverso tunnel, possa essere affascinante - e credo che potrebbe anche essere oggetto di un approfondimento sulla base di fondi comunitari -, se la logica di fondo è quella di avere un collegamento intelligente fra le valli, sapendo che anche immaginare qualche formula diversa potrebbe essere interessante. Si tratta però di una pista da seguire, rispetto alla quale abbiamo solo ipotesi progettuali di larghissima massima; oggi, con molta concretezza, immaginare dei collegamenti di tipo funiviario, cozza - come già era stato detto a metà anni '90 - contro una realtà legislativa che non lo consente e contro una redditività di tipo economico che sarebbe assolutamente dubbia.

Président - La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Nel ringraziare l'Assessore Caveri per la risposta dettagliata che ha fornito in merito ai quesiti proposti, facciamo alcune considerazioni.

Realtà e fantasia sono due cose completamente diverse, siamo concordi; talvolta, però, bisogna fantasticare per inventare qualcosa, altrimenti si rischia di implodere su sé stessi, e direi che come c'è stato un guizzo di fantasia per l'Aosta-Martigny, un'impresa alquanto ardua peraltro caldeggiata dall'Assessore Caveri da anni a questa parte e non solo da lui, non riteniamo che sia scandaloso fantasticare anche per quanto riguarda un collegamento come quello intervallivo fra Breuil-Cervinia/Ayas-Champoluc. Un collegamento che, peraltro, se ha dei vincoli di carattere legislativo, come evidenzia quello studio del 2001, sappiamo che i vincoli di carattere legislativi o pianificatorio come il PBT (piano di bacino di traffico) o il PTP (piano territoriale paesistico) sono suscettibili di modificazioni, cioè nulla è immutabile, tutto può essere modificato compatibilmente con le esigenze di una comunità.

Mi risulta che questa esigenza, definita "fantastica", sia condivisa anche da una discreta parte della popolazione di Valtournenche, che la vedrebbe come uno sbocco naturale rispetto ad collegamento che viene azionato solo nei confronti di Zermatt. In un mondo in cui si cerca di guardare verso orizzonti sempre più vasti, crediamo che il pensare più in grande non guasti. Le cito solo quello che stanno facendo a livello di Dolomiti...

(interruzione dell'Assessore Caveri, fuori microfono)

... bisogna vedere l'orografia, però non mi sembra che l'assetto orografico esistente fra le zone che lei ha indicato e Ayas sia di totale impedimento a un collegamento di questo tipo. Ci sono degli impedimenti di carattere valanghivo che però possono essere aggirati o superati, ma non voglio essere il sostenitore di un progetto che merita ulteriori approfondimenti. Direi però che bisogna entrare in un ordine di idee più ampio - le stavo citando l'esempio delle Dolomiti - che stanno arrivando a forme non solo di connessione intervalliva su più fronti, ma anche di promozione unica fra regioni. Le Province autonome di Trento e Bolzano stanno studiando con il Veneto forme sempre più coordinate e unitarie, per attirare clientela in maniera massiccia e qualitativamente più elevata verso i loro territori.

Lei ha citato il trenino di Cogne: su questo trenino sono stati investiti 100 miliardi...

(nuova interruzione dell'Assessore Caveri, fuori microfono)

... sulla base di risposte che abbiamo avuto ad interpellanze ce n'erano almeno 70 di cui 30 ancora in previsione, evidentemente non c'è coerenza di dati fra quello che dice lei e il suo predecessore! Comunque, a fronte di un investimento economico massiccio, il trenino di Cogne ha un impatto economico turistico inferiore rispetto a questo possibile collegamento intervallivo fra Breuil-Cervinia e Ayas-Champoluc, quindi penso che molti di voi se ne renderanno conto.

Apprendiamo con interesse che stiamo pensando a collegare trasversalmente le varie valli laterali, come la Val d'Ayas, la Valtournenche e la Val di Gressoney; anche noi, con forse un guizzo di fantasia all'Assessore Vallet, avevamo proposto di fare un collegamento intervallivo fra le valli del Biellese e la Valle di Gressoney, che con un tunnel di soli 4 km potrebbe captare un bacino di utenza ricco di turismo. Auspichiamo che si cominci a riflettere in questa direzione, con la stessa concretezza che è stata utilizzata per progetti sui quali più volte abbiamo espresso la nostra perplessità, come il trenino di Cogne.

La ringraziamo per le informazioni di carattere storico che ha fornito alle domande che le abbiamo proposto, e auspichiamo che ci sia un ravvedimento nel pensiero congelato forse da principi eccessivamente fondamentalisti da un punto di vista ambientalistico, che hanno ispirato la lettera del 1995 a firma dell'allora Assessore Riccarand, alla quale oggi l'Assessore Caveri dice di richiamarsi "in toto".