Oggetto del Consiglio n. 393 del 11 dicembre 1975 - Verbale

OGGETTO N. 393/75 - Approvazione ed impegno di spesa per la costruzione di una pista di fondo in Val di Bionaz.

Dai competenti uffici dell'Assessorato al Turismo è stata prospettata l'opportunità, ai sensi della legge regionale 28/8/1971, n. 14 e successive modificazioni, di provvedere al finanziamento delle spese per la realizzazione di una "pista di fondo", di particolare interesse turistico, in località Lexert, in Comune di Bionaz.

Si fa presente che il Comune di Bionaz è attualmente privo di qualunque significativa infrastruttura turistica e che d'altra parte l'opera in questione non potrebbe essere realizzata da parte di alcuna società privata in quanto non suscettibile di fornire alcun provento di una certa rilevanza.

Va sottolineato che la località prescelta, in considerazione dei suoi caratteri morfologici e paesaggistici, è particolarmente adatta alla realizzazione di una pista di fondo.

Precisato che il Comune di Bionaz non è in grado di partecipare, neppure in parte, alla costruzione dell'opera, si rappresenta l'opportunità che, per tutti i motivi sopraelencati, la "pista di fondo" di Bionaz venga dichiarata "opera di interesse regionale".

Si comunica che i lavori consisteranno principalmente nelle seguenti operazioni:

a) lavori di estirpamento dei cespugli;

b) spostamento dei massi con sistemazione del suolo per la larghezza richiesta;

c) sistemazione del fondo con piccoli movimenti di terra eseguiti a mano;

d) uso di compressore e sparo mine per massi di notevoli dimensioni;

e) uso di pala meccanica per spostamenti di terra di una certa consistenza.

Il costo totale dell'opera, come risulta dall'apposito computo metrico estimativo, è di:

Lire

9.600.000

- I.V.A. 12%

Lire

1.152.000

- Imprevisti

Lire

748.000

Importo lavori a base d'asta

Lire

11.500.000

Inoltre allo scopo di mantenere in efficienza la pista, si renderà necessario procedere all'acquisto di un battiscopa il cui costo, I.V.A. compresa, è di Lire 3.500.000.

Pertanto, per la realizzazione dei lavori sopramenzionati, è necessario approvare una spesa di L. 15.000.000.

Le modalità di aggiudicazione dei lavori sopradescritti potranno essere demandate alla Giunta regionale.

In relazione a quanto sopra si propone che il Consiglio regionale

Deliberi

1°) di dichiarare, ai sensi della legge regionale 28/8/1971, n. 14, la pista di fondo da realizzare nel Comune di Bionaz, secondo le modalità e per i motivi in premessa indicati, "opera di interesse regionale";

2°) di approvare ed impegnare la relativa spesa di L. 15.000.000 (quindicimilioni) sul capitolo 844 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1975 ("Spese per il potenziamento delle attrezzature turistiche e sportive"), che presenta la necessaria disponibilità;

3°) di delegare la Giunta regionale a stabilire le modalità di aggiudicazione dei lavori necessari alla realizzazione della pista stessa.

Chabod (D.C.) - Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - Come lor Signori avranno notato, le delibere che vanno dal punto n. 28 al punto n. 31 dell'ordine del giorno riguardano la creazione di piste di fondo, che in tre casi - e cioè nei casi di Bionaz, Etroubles e Valsavaranche - costituiscono l'unica possibilità di sviluppo di un'attività turistico-sportiva in quelle zone, mentre nel caso del Comune di Ayas rappresenta un tipo di investimento totalmente differente.

Per quanto riguarda i suddetti tre piccoli Comuni, si tratta di una scelta voluta per evitare squilibri troppo pesanti e concentrazioni di spesa soltanto in alcuni Comuni. Per questi tipi di interventi non solo vi è il parere favorevole, ma vi è una grossa pressione da parte dei Comuni interessati, che sanno che con lo sviluppo dello sci di fondo, che si sta sempre più sviluppando e dove si ricercano abbastanza le zone non troppo battute, vi è possibilità di lavoro e di incremento economico per questi Comuni.

Per quanto riguarda invece il Comune di Ayas, la questione è totalmente differente, in quanto si tratta della creazione di una pista di gran fondo, cioè di una pista che risponda a certi requisiti internazionali di capacità competitiva e, d'altra parte, vista la capienza di circa 16 mila posti letto della località, per ora fornita soltanto dalla Funivia del Crest, assolutamente insufficiente ad assorbire l'enorme pressione che si esercita su Ayas stesso, con sotto utilizzazione delle possibilità dei differenti villaggi, costituisce una valida alternativa e integrazione di un complesso che merita, anche se in un certo senso premia una vallata già secolarmente privilegiata dal turismo estivo. È doveroso dire che con questo intervento, anche per il Comune di Ayas, così come avviene per i centri del Breuil e di Courmayeur, vogliamo cercare di saldare stagione estiva e stagione invernale, in maniera da dare un'economia più armoniosa all'intero complesso delle attività del Comune. In ultima analisi, e io spero che questo argomento perda entro breve tempo valore grazie agli interventi regionali specifici in materia, la creazione di questa pista di fondo ha un grosso valore paesaggistico e di protezione di numerosi terreni, i quali, ripeto - e probabilmente è un discorso inutile -, se non utilizzati, rischierebbero di prestarsi facilmente a certi tipi di lottizzazione che, almeno per quanto riguarda questa Giunta, vorremmo assolutamente scoraggiare, ivi compreso l'intervento di denaro regionale.

Ho fatto questa breve introduzione ai quattro punti in questione all'ordine del giorno per manifestare quanto sostiene questa Giunta: che è indispensabile diversificare l'offerta turistica, e cercare non soltanto di specializzarsi in qualche plateau di discesa particolarmente valido, ma di fornire tutta una gamma di attività sportive e turistiche in località differenti, in maniera da avere un equilibrio il più bilanciato possibile nell'intera Valle.

Chabod (D.C.) - Prima di dare la parola a qualcun altro, vorrei chiedere se si possono abbinare questi quattro punti all'ordine del giorno (i numeri 28, 29, 30 e 31), perché trattano un po' tutti le stesse cose. L'abbinamento è solo per la discussione generale, perché poi in fase di votazione le deliberazioni non si possono votare tutte assieme, si deve votare una delibera alla volta. Il Consiglio è d'accordo? Va bene, allora abbiniamo per la discussione e poi facciamo la votazione singolarmente, delibera per delibera.

La parola al Consigliere Manganoni.

Manganoni (P.C.I.) - Il Presidente ha accennato alla pressione dei Comuni interessati. Io capisco molto bene ed ha accennato anche ad un altro fatto: che in questo modo noi verremmo ad attenuare l'accentuarsi dello squilibrio fra i poli di sviluppo che scoppiano - parlo di poli di sviluppo turistici - e le zone depresse, il cui divario, anziché diminuire, continua ad aumentare. Qui succede quello che succede nel resto del territorio della Repubblica: Nord e Sud. Ora questo può valere per Bionaz, Etroubles e Valsavaranche, ma per Ayas può valere un pochino meno, perché Ayas non rientra nelle zone sottosviluppate, nelle zone depresse; a me pare che rientri, se non proprio nei poli di sviluppo che scoppiano, in quelli che stanno avvicinandosi allo scoppio.

Mi sia permesso fare due osservazioni. Prima di tutto, una spiegazione riguardo all'allegato n. 28, laddove si parla di "acquisto di battiscopa", perché nell'allegato n. 29 si parla di "acquisto di battipista". Confesso che ne capisco poco di queste cose, "battiscopa" potrebbe essere un errore, comunque è bene che si facciano anche le piste di fondo e non soltanto quelle di discesa, perché così si ritorna a fare dello sci, non solamente facendosi trainare, ma avvalendosi dei muscoli delle proprie gambe.

Vi è però un fatto ed è il primo che voglio centrare: qui si parla di interesse regionale. Cosa significa "di interesse regionale"? In secondo luogo, la realtà dei preventivi. Io ho sollevato prima il problema dei progetti e dei preventivi riferendomi a Morgex, dove da 90 milioni siamo passati a 230, e non vorrei che la stessa cosa si verificasse per questi, dove noi stanziamo una cifra... diciamolo pure, relativamente modesta, e che poi, quando i lavori sono ultimati, la si debba moltiplicare per due, per tre o per quattro come si è fatto per Morgex.

Ritornando sulla questione dell'interesse regionale, questo significa, se ho ben capito, che paga tutto la Regione: la costruzione, e fin qui può anche andare, ma il problema è un altro, è quello che viene dopo, le spese di gestione e di manutenzione, perché lì, essendo di proprietà regionale, naturalmente io penso che faranno carico interamente alla Regione che se ne dovrà interessare. Ora quale sarà la spesa annua? Si ripeterà quanto si sta ripetendo per i mezzi di risalita? Ho l'impressione che se qui interverrà interamente la Regione sarà ancora peggio, perché facciamo attenzione: fra le piste di bob (che sono più di 100 milioni di gestione e di deficit, di manutenzione e di tutto quello che ne consegue all'anno), gli slittini (quelli almeno non sono stati costruiti nei poli di sviluppo, però anche qui non so quanto grava annualmente), non parliamo della costruzione, sul bilancio della Regione mi pare che l'anno scorso ci siamo aggirati sui 60-70 milioni. Non parliamo poi del solito campo di aviazione e dei mezzi di risalita, poi adesso quando avremo le piscine coperte... non vorrei che, a forza di costruire mezzi e attrezzature di proprietà regionale di cui ci si accolla la gestione e la manutenzione, ad un certo punto i bilanci della Regione serviranno solamente a coprire dei deficit.

Ora, cosa si prevede come spese di manutenzione e di gestione? Non sarebbe il caso di affidarsi se non ai Comuni, agli Sci Club, alle Associazioni sportive, magari con un contributo "x", affinché si interessino loro della manutenzione e della gestione e non gravi tutto su "Mamma Regione"? Anche perché - purtroppo l'esperienza insegna - quando una Regione si mette a gestire direttamente, sappiamo cosa succede. Non dico che qui sulle piste succederà lo stesso, ma comunque molto più in piccolo: Direttori, Presidenti, Contabili, Dattilografe da sedere sulle ginocchia, Dattilografe per battere a macchina e tutto quello che ne viene fuori... tanto è la Regione che paga, no? Ora io non penso che qui ci sia bisogno di grandi Direttori; comunque, fatte le dovute proporzioni, non vorremmo che qui succedesse la stessa cosa, perché l'esperienza purtroppo insegna qualcosa.

Secondo (e vengo alla conclusione): con quali criteri sono state scelte le dislocazioni delle piste? Si parlava questa mattina di un fatto circa i mezzi di risalita, di un Sindaco, un Pinco Pallino qualsiasi che la mattina si sveglia e dice: "Qui ci faccio un mezzo di risalita, lo costruisco, tanto poi la Regione paga come è sempre avvenuto fino adesso, no?". Ora qui, siccome succede la stessa cosa, io capisco la preoccupazione degli Amministratori di questi poveri Comuni, di costruire un qualcosa dal punto di vista turistico affinché si eviti il continuo spopolamento, è vero, magari un domani c'è l'abbandono, come sta avvenendo per Rhêmes - purtroppo, nel Comune di Rhêmes sono 15 o 20 abitanti -, però ci dovrebbe essere un piano per le attrezzature turistiche in Valle d'Aosta, perché noi continuiamo ad andare avanti alla giornata, senza piani, senza prospettive. Magari domani vengono fuori altri quattro Comuni... non so, Les Druges a St. Marcel, St. Pantaléon a Torgnon, magari Sainte Marguerite a Lillianes, che dicono: "Vogliamo anche noi una pista di fondo" e noi costruiamo le piste di fondo. Poi ne avremo un numero tale per cui nessuno vi potrà vivere, perché le attrezzature ci vogliono, sì, ma prima di tutto in numero limitato, sufficiente per le richieste, però tale da avere continuamente la clientela, naturalmente se nevica, in primo luogo. In secondo luogo, noi abbiamo accettato tre richieste di queste piste, ma l'Amministrazione regionale cosa prevede come piste di fondo per tutta la Valle, per evitare questi inconvenienti che poi si stanno verificando?

La conclusione è quindi questa: secondo noi qui ci voleva un piano, almeno una prospettiva, di quante saranno in Valle - e dovranno essere quelle e non il doppio! - la loro dislocazione, un piccolo piano di previsione circa le spese di manutenzione e di gestione che, ripeto, non dovrebbero far carico direttamente alla Regione, o eventualmente indirettamente, però con la gestione delle Associazioni sportive o altro della zona. Qui, invece, e concludo, siamo al solito: come per tutti gli impianti di risalita si va avanti secondo le richieste, salvo poi dire, come giustamente ha detto l'Assessore stamattina: "Abbiamo commesso un mucchio di errori, però adesso ci sono e non possiamo abolirli". Allora, per evitare che anche in questo campo, quello delle piste di fondo, si vada avanti e poi ad un certo momento si debba dire: "Abbiamo commesso un mucchio di errori", vediamolo in tempo! Qui siamo ancora in tempo per non commettere un mucchio di errori, per fare un minimo di programmazione di queste piste, stabilendo dove e come, studiando anche il terreno, la zona, la quantità di neve, in modo da evitare un domani di doverci poi auto-accusare e riconoscere di avere sbagliato.

Si dà atto che dalle ore 18,46 assume la Presidenza il Vice Presidente Perruchon Maria Celeste.

Perruchon M. Celeste (U.V.P.) - La parola al Consigliere Lustrissy.

Lustrissy (D.P.) - Le proposte che ci vengono fatte dalla Giunta - sulle quali concordiamo in linea di massima, perché da alcuni anni questa disciplina sportiva sta invadendo le masse e sta appassionando un sempre maggior numero di addetti - almeno, così come sono state impostate le deliberazioni, lasciano alcune perplessità. Intanto dalle deliberazioni proposte non si capisce chi ha proposto l'iniziativa, cioè se questa scelta, questo tipo di localizzazione è stato stabilito dalla Giunta regionale, su richiesta del competente ufficio dell'Assessorato del Turismo, oppure se queste richieste sono state portate come istanze dai Comuni o dalle popolazioni locali. Non è chiaro tutto questo, del perché queste piste sono localizzate in quei determinati Comuni e chi sono gli Enti, le Società, gli Organismi che ne hanno sollecitato l'attuazione.

Condivido anch'io le preoccupazioni del Consigliere Manganoni, perché qua, una volta costruite queste piste... parlo per esperienza diretta: noi, a Morgex, ne abbiamo costruita una ad Arpy che viene gestita direttamente dalla Polisportiva Morgex e dalla Sezione Sci, ognuno ha messo un po' di denaro, si è trovato il mezzo, si è costruita la pista... il problema grosso diventa poi la gestione, poiché non si fa più il fondo come si faceva un tempo, quando si calzavano gli sci da fondo e si partiva, si andava a esplorare. Oggi fare del fondo vuol dire trovare la pista bella tracciata, sempre in ordine e tutto questo richiede una certa manutenzione. A chi saranno affidate le manutenzioni di queste piste? O perlomeno chi si accollerà la gestione di queste piste? Perché un minimo di manutenzione ci dovrà comunque essere! Questa è una domanda alla quale bisogna dare una risposta, perché altrimenti la proposta che ci viene fatta sarebbe incompleta e creerebbe poi, con le questioni già sollevate dal Consigliere Manganoni, delle grosse preoccupazioni sul piano della gestione. Inoltre, è forse anche una conseguenza dell'impostazione: manca il proponente, la dichiarazione di utilità regionale dei lavori proposti, è poco chiara la parte finale dispositiva della deliberazione per quanto riguarda la costruzione delle piste, non si capisce se si demanderà il tutto all'Assessorato competente degli appalti (l'Assessorato dei Lavori Pubblici), il quale dovrebbe provvedere o mediante appalti - e sarebbe preferibile - o mediante trattativa privata ad assegnare i lavori per la costruzione delle piste. Questa successione logica di momenti di attuazione delle piste la deliberazione non la propone, si dà solo un mandato generico alla Giunta di provvedere alla realizzazione. Forse sarebbe stato meglio interessare i Comuni, dare il corrispettivo ai Comuni affinché provvedessero loro alla realizzazione, direttamente sul posto, conoscendo la situazione delle singole zone, anche mediante trattativa privata, con delle imprese, dando inoltre opportunità di lavoro alla manodopera locale, visto che in questo momento è particolarmente sentito anche tale problema.

Pertanto sono d'accordo sull'iniziativa, però è necessario che si chiariscano tali aspetti, affinché non rimangano sospesi e, un domani, ci si accorga forse di avere assunto, per la fretta, delle deliberazioni non chiare al riguardo di queste proposte.

Perruchon M. Celeste (U.V.P.) - La parola all'Assessore Milanesio.

Fosson (U.V.) - Avevo chiesto prima...

Perruchon M. Celeste (U.V.P.) - Allora la parola all'Assessore Fosson. Scusi, non l'avevo vista.

Fosson (U.V.) - Premetto subito che sono d'accordo per queste piste, anche perché lo sci di fondo l'ho praticato e quindi un certo sentimento mi collega ancora a questo.

Voglio però approfittare dell'occasione per rifare qui alcune osservazioni che ho esternato in Giunta e che desidero siano ben presenti anche in Consiglio. Non discuterò della pista di Bionaz, di quella di Etroubles o di quella di Valsavaranche, anche se penso che bisognerebbe vedere gli elaborati per giustificare la completezza della spesa, ma ad ogni modo siamo in un ordine di spesa... perché di queste, almeno in due, è anche compreso un battipista e, siccome non hanno mezzi di risalita, il battipista lì è necessario. Per quella di Ayas, invece, probabilmente c'è il battipista per le altre piste di discesa e quindi non si è messo.

Ora, riguardo ad Ayas - conosco molto bene la zona -, l'osservazione su quella pista è che è certamente molto più lunga, perché si vuole congiungere Champoluc e arrivare quasi fino a Brusson. Va benissimo fare una pista di questo genere, però ho sottolineato - prima in Giunta e adesso lo sottolineo qui - che certi progettisti alle volte si lasciano prendere la mano. Mi permetto anche di dire che per una pista, checché la si voglia abbastanza larga, si dovrebbe rimanere in costi più modesti, perché in una spesa di 51 milioni per una pista di fondo, in quella località, dove in molti punti si può sfruttare un terreno molto bello e senza bisogno di fare dei lavori, o anche se in alcuni punti certamente ce ne sono, non ritengo giustificati 21 milioni o 22 milioni di sbancamento. Arrivare a 22 milioni per lo sbancamento vorrebbe dire trasformare un po' la questione paesaggistica per fare una pista in Valle d'Ayas, come d'altra parte non ci vogliono 8 milioni per delle passerelle che passano sopra i canali di irrigazione, citando solo due voci, perché praticamente abbiamo altri 5 milioni o quasi per l'attraversamento dell'Evançon, e quello comporta certamente delle passerelle di maggiore consistenza.

Siamo sempre allo stesso punto: i progettisti, siccome sono pagati a percentuale, e in questo caso hanno avuto l'incarico di fare la pista della Valle d'Ayas, praticamente hanno alzato i prezzi. Questo lo dico anche in relazione ad un'altra cosa, poiché avevo fatto due osservazioni per quanto riguarda la Valle d'Ayas: la prima perché ritengo sproporzionata la spesa data anche la situazione del terreno e la seconda perché dobbiamo fare attenzione a non effettuare sbancamenti troppo vistosi. Teniamo presente che è una pista di fondo, e quello effettivamente rovinerebbe il paesaggio.

Io ho percorso tutta la pista di fondo di Cogne e dobbiamo dare merito... ho seguito anche la manifestazione dell'anno scorso, erano 700 concorrenti, quindi non erano pochi, e in certe zone era un po' più difficile il passaggio perché la pista era contenuta nella larghezza. L'unica osservazione che ho fatto anche a quelli di Cogne è che in certi punti, di fronte a Epinel, potevano benissimo sfruttare le pendenze del terreno e, invece di fare un pezzo retto, di seguire l'andamento del torrente salendo leggermente. Invece hanno trovato più comodo - probabilmente sarà stato il mezzo dell'Amministrazione regionale che era stato mandato ad aprire questa pista a trovarlo più comodo - tagliare diritto ed è passato proprio al margine del bosco, buttando giù diverse piante, lasciando una ferita nel terreno che non fa certamente piacere vedere. Tra qualche anno sarà inaridita, però si vede che è un qualche cosa che poteva essere tranquillamente evitato e con una spesa inferiore. Sono queste le direttive che devono essere praticate e seguite se si vogliono attuare tali piste e invece, proprio grazie a queste cifre che sono state citate per gli sbancamenti, ho paura che oltre ad una spesa maggiore si finisca anche per avere questi inconvenienti.

Mi sono permesso di fare questa raccomandazione in Giunta e la rifaccio ora al Consiglio perché - scusatemi se lo ripeto - sono perfettamente favorevole all'attuazione di queste piste, ma queste devono essere contenute nella spesa e devono salvaguardare specialmente il paesaggio. In una pista di fondo ci vuole il piano, ci vuole la leggera salita, ci vuole la leggera discesa, e quindi si sfrutta il terreno com'è. D'altra parte mi ricordo che nel passato abbiamo fatto grandi manifestazioni di fondo in Valle d'Aosta, c'era ancora la "Valligiani" e via dicendo, e si percorrevano piste di 30 chilometri. Probabilmente allora non si era comodi come adesso, ora vogliono andare a fare lo sci di fondo e vogliono trovare forse tutto assolutamente in piano per non fare neanche una piccola salita. Allora non si faceva né sbancamento, né altro, e andava benissimo. Oggi adeguiamoci pure ai tempi, facciamo delle passerelle se è necessario per attraversare dei torrenti o dei canali, facciamo pure qualche muretto di sostegno se c'è qualche zona che è troppo a mezza costa, ma non andiamo veramente a spendere questo per fare delle piste di fondo, sarebbe sprecato! Dico "sprecato" non per le spese normali che si devono fare, ma per quelle che oltrepassano il giusto. Ritengo pertanto necessario fare queste raccomandazioni.

Per quanto concerne la gestione, io non penso che l'Amministrazione regionale se ne prenda poi carico, perché sarebbe un assurdo. Intendiamoci, anche questo bisogna dirlo chiaramente: per queste piste non abbiamo mezzi di risalita. Queste piste in qualche posto possono essere battute con mezzi meccanici, ma io mi permetto di dire che le piste di fondo, salvo se c'è proprio un raduno tipo la Marcialonga o tipo la Marcia Gran Paradiso, non vanno battute col battipista, perché è sufficiente che passi un certo numero di sciatori e la pista è fatta; quindi, praticamente, se c'è una di quelle manifestazioni si va a battere la pista, altrimenti no, perché altrimenti non si fa più dello sport. Intendiamoci, tutte queste cose vanno tenute presenti e queste piste, che non costano un granché, devono essere gestite dai sodalizi locali. Le gestioni di queste piste non devono essere accollate all'Amministrazione regionale, perché sarebbe veramente un assurdo.

Perruchon M. Celeste (U.V.P.) - Prima di dare la parola all'Assessore, c'è il Consigliere Segretario Mappelli che ha chiesto la parola. La parola al Segretario Mappelli.

Mappelli (D.C.) - Je voulais dire au Conseil - qui peut-être n'est pas au courant - qu'à Cogne ils ont fait une piste de 45 kilomètres et ils ont enlevé seulement quelques dizaines de plantes, parce qu'à partir du Chef-lieu jusqu'en haut, vers le Grand Paradis et le retour sur la droite de la Grand Eyvia, on passe sur un vieux sentier, très vieux, une voie piétonne, tandis que pour descendre on descend par la route jusqu'à Cogne. La même chose se vérifie si on descend du côté d'Epinel, c'est près de la route nationale, tandis que par d'autres côtés on est passés à l'intérieur des hameaux et, dans certains lieux - et ce qui vient de dire l'ami Fosson est donc vrai - on aurait pu peut-être faire un peu différemment dans ce domaine. Il faut en tout cas relever qu'on parle d'une très charmante piste de 45 kilomètres. D'ailleurs il a bien été reconnu, même au niveau national, que c'était la plus belle piste italienne de grand fond. Tout cela a apporté un grand tourisme, et on n'y croyait pas. On a vu, par exemple, différents Clubs de Ski - et pas seulement du Val d'Aoste - qui font leurs entraînements à Cogne. Cette année on a eu de la chance, parce qu'il y a eu beaucoup de neige, assez bonne et assez vite.

Je sais, et c'est ça que je voudrais demander au Président et même à l'Assesseur au Tourisme, que les amis de Cogne ont envoyé une lettre pour demander une contribution dont le montant est environ de 17-18 millions, je crois. Je peux affirmer ici, en ce moment, parce que j'ai eu l'occasion d'en parler avec les amis de Cogne, que pour l'entretien et l'administration ce sera le Club de Ski de Cogne qui s'en occupera, donc il n'y a pas de problèmes, soit pour la Commune de Cogne, soit pour l'Administration régionale. Le Club de Ski de Cogne a un Conseil d'Administration qui a été nommé seulement pour l'entretien de cette piste de grand fond - comme on l'appelle - avec la collaboration du Syndicat d'initiative de Cogne. En ce moment à Cogne nous avons de grands skieurs qu'on appelle les "Azzurri" qui sont en train de s'entraîner. Il y aura des manifestations à partir du mois de décembre jusqu'au mois de mars. Il y aura même des compétitions sur les neiges de Cogne. Cette initiative a été éclatante et elle n'a pas couté grand-chose. Je crois que les pelles mécaniques de l'Administration régionale ont naturellement bien contribué pour certains travaux, donc avec quelques dizaines de millions on est réglés. C'est la plus belle piste de grand fond - je le répète - qu'on a aujourd'hui en Italie, peut-être aussi parce que nous avons aussi la possibilité, comme vous savez, de partir des Prés de St. Ours où il y a plusieurs dizaines d'hectares qui donnent la possibilité de partir à quelques milliers de skieurs. Alors voilà, ce sont des initiatives que les gens ont bien étudiées. Celle-ci est une initiative privée: en effet c'est un groupe de skieurs de Cogne - d'ailleurs c'est Monsieur Cavagnet, Monsieur Noussan (qui est le Président), un géomètre (que je crois être de Charvensod et qui a épousé une dame de Cogne), l'ami Celesia - qui se sont mis ensemble; sur cette initiative ils ont eu la collaboration, comme je disais, soit du Club de Ski de Cogne, soit du Syndicat d'initiative. Ils ont eu la compréhension et la disponibilité du terrain de la part de certaines personnes privées de la communauté de Cogne et cela donné un très bon résultat. Voilà.

À cette occasion je voulais aussi solliciter les amis de la Junte de regarder avec un bon œil cette initiative, parce que, comme je disais, pour l'entretien et même après pour l'administration de cette initiative, ce sont les amis de la direction du Club de Ski qui vont se prendre en charge tous les frais et l'organisation de toutes les manifestations en ce domaine. Ce serait bien aussi, je me permets de le dire, que la Junte - et en tout cas l'Assessorat compétent - fasse des recommandations afin d'avoir un programme annuel de ce qu'ont fait dans ce domaine, parce que ce n'est pas suffisant que l'Administration régionale donne ces contributions et puis après, ça y est, on envoie quelqu'un dans les Conseils d'Administration! Pas toujours on peut être au courant de ce qu'on fait dans ce domaine. Par exemple, ce serait beaucoup mieux qu'on leur donne la responsabilité de s'organiser, d'avoir l'entretien, et puis, une fois dans l'année, ou si vous voulez chaque saison, envoyer un rapport dans le détail des manifestations sportives qu'on a faites à l'intérieur de ces organisations et de ces initiatives.

Perruchon M. Celeste (U.V.P.) - La parola al Consigliere Borbey.

Borbey (D.C.) - Come Consigliere Democristiano devo chiedere scusa alla Giunta, perché forse non ho messo al corrente l'amico Mappelli relativamente alla Marcialonga - dato che io faccio parte della Consulta Sportiva - che l'Assessore Milanesio, dopo la richiesta del Segretario di questa manifestazione, ha accettato assieme al Presidente di stanziare 1 milione e mezzo per il 1975 e che con questo milione e mezzo sembra che l'organizzazione della Marcialonga sia soddisfatta, con l'impegno da parte della Giunta per la futura manifestazione della Marcialonga... Marcia Gran Paradiso... vabbè, è lunga 45 chilometri, per noi è sempre lunga! E per la prossima manifestazione c'era appunto l'impegno della Giunta di vedere, sempre in base al preventivo. Chiedo quindi scusa alla Giunta per non aver messo al corrente il Consigliere Mappelli.

Vorrei ritornare ai quattro punti all'ordine del giorno. Anche noi siamo favorevolissimi all'attuazione di queste piste di fondo, ma vorrei soltanto puntualizzare alcune cose. Una questione che mi sta a cuore è quella della pista di fondo di Bionaz, di cui conosco molto bene il tracciato, dove l'importo io ritengo sia minimo - è di 11 milioni -, perché la Giunta richiede al Consiglio per tutte e quattro le delibere la trattativa privata. Conosco bene il tracciato della pista di Bionaz, quello della pista di Etroubles e un po' quello della pista di Valsavaranche. Visto che gli importi non sono eccessivi, 11 milioni o diciamo da 10 a 15 milioni, dato che è più un lavoro di spostamento - almeno per Bionaz - di massi, di taglio di poche piante, ad ogni modo è un terreno molto accidentato ed è più un lavoro diciamo di manovalanza, di impiego di compressore e non di pale meccaniche, bensì di manovali e di muratori, ritengo che sia logica una trattativa privata.

Ciò che mi lascia invece un po' perplesso è la delibera inerente alla pista di Ayas. So che questa pista ha circa 23 chilometri di lunghezza, quindi diciamo un tracciato molto lungo, ma l'importo di 51 milioni, pur non conoscendo perfettamente la zona... ho preso visione degli elaborati del progetto ed ho visto che le pendenze sono minime, al massimo si arriva al 4, 5 o 6% di pendenza e attraversa dei terreni non eccessivamente accidentati. Mi stupisce che sul progetto si preveda un importo di 19 milioni di scavo a mano, mi ha lasciato stupito. Non posso dire che conosco il luogo, ma mi sembra impossibile che non si possa andare in quelle zone, visto il profilo e visto che il progetto prevede determinate sezioni che sono in prossimità della strada regionale, dove si prevede lo scavo a mano. Questo mi ha lasciato con moltissimi dubbi.

Prego pertanto la Giunta di accettare il mio invito a non affidare con trattativa privata questo lavoro, ma di eseguire un regolare appalto, perché ritengo logicamente che gli impresari del posto, o altri che si recheranno sul luogo, senz'altro non riscontreranno 19 milioni di scavo a mano, ma riscontreranno questa superficie, questa cubatura di scavo a mezzo meccanico. Questo è quanto volevo dire. Ringrazio la Giunta per queste iniziative, perché fanno del bene a chi è ancora amante dello sport puro.

Perruchon M. Celeste (U.V.P.) - La parola al Vicepresidente Chanu.

Chanu (D.P.) - Indubbiamente siamo favorevoli allo sviluppo di questa antica ma rinnovata disciplina sportiva, che ha il pregio di essere meno stressante e meno alienante forse della discesa e, soprattutto, ha il pregio, per i fortunati che sanno calzare gli sci - ed io non sono fra quelli -, di permettere anche a persone di una certa età, che non possono più sopportare tanto agevolmente certi stress di discesa, di continuare in una pratica salutare.

Quello che mi ha lasciato un po' perplesso è stato l'intervento dell'Assessore Fosson, per quello che riguarda il problema clou del punto di vista finanziario, che è la pista di gran fondo di Ayas. Ora, oggi il Segretario Mappelli è particolarmente glissant: quando si parla della Chiesa di Sant'Orso scivola a St. Léger, quando si parla della pista di Ayas scivola a quella di Cogne. Benissimo, però il problema effettivamente che ha messo in evidenza il Consigliere Fosson deve essere affrontato con una certa serietà e questo sotto il suo duplice aspetto: l'aspetto strettamente finanziario, dove l'Assessore Fosson, come Assessore alle Finanze, certamente è molto più al corrente di questi fatti e di queste vicende di quanto non possano esserlo i semplici Consiglieri; e poi può essere possibile una dilatazione istintiva, che rende faraonica o semi faraonica un'opera proprio a carattere progettuale. Certo, se io metto in collegamento la preoccupazione iniziale dell'Assessore Fosson che dice: "Effettivamente questa spesa mi sembra di per sé eccessiva" con quanto diceva prima Manganoni, che i progetti, per quanto possano apparire eccessivi, poi nella realtà, vengono addirittura superati con le perizie suppletive, eccetera, ho la sensazione che questa pista di gran fondo non solo venga a costare quello che costa in progetto, ma possa anche venire a costare di più. Mi permetta l'Assessore Fosson: non credo che un problema del genere possa essere risolto con una semplice raccomandazione di attenzione.

Se passa la delibera - e la delibera probabilmente passerà, anche per la pista di Ayas - quelli sono i prezzi, quelli saranno i costi, e per conto mio non avranno una contrazione, ma molto probabilmente potranno essere suscettibili di aumento. Pertanto o si ha il coraggio di far ridimensionare preventivamente il progetto oppure, se si accetta il progetto che è alla base della delibera che stiamo per assumere, dobbiamo rassegnarci ad affrontare quella e forse anche le spese superiori che si incontreranno fatalmente dal periodo di approvazione al periodo di esecuzione e di ultimazione dell'opera. Forse io non ho ben capito l'intervento di Mappelli, ma rassegniamoci già che, tanto più l'opera sarà impegnativa dal punto di vista della sua costruzione, tanto più sarà impegnativa come manutenzione. Poiché le possibilità delle Amministrazioni comunali sono quelle che sono, io credo che se l'Amministrazione regionale parte - e giustamente deve partire - con l'idea che le spese, gli oneri di gestione dovranno far carico unicamente non dico alle Amministrazioni comunali, ma agli Enti che potranno essere interessati - a vari club sportivi, eccetera -, in definitiva ci troveremo poi come per la pista di bob, dove si dovrà arrivare ad interventi in sede di Giunta, certamente di dimensioni e di incidenza di spesa minori.

Teniamo ben presente che, forse, per una pista che viene sistemata ed anche impostata nel modo razionale - perché se si vuole una pista di gran fondo evidentemente non può essere una pista qualunque -, molto probabilmente se non tutti gli oneri di manutenzione o di gestione ordinaria, comunque oneri ve ne saranno, gli oneri di manutenzione straordinaria dovranno poi fatalmente essere a carico della Regione. Comunque è una scelta sulla quale noi ci troviamo in linea di massima d'accordo, sotto questo profilo, pur potendo dire che forse sarebbe stato il caso, prima di pensare alla pista di Ayas, di fornire di altre piste altre zone della Valle d'Aosta che hanno bisogno del minimo vitale con impianti e con attrezzature del genere assai meno costose, ma che potrebbero dare quella spinta iniziale per poterle fare sviluppare.

Concordo anche con quello che ha detto il Presidente della Giunta: Ayas è un domaine skiable nel quale anche una pista di gran fondo ci può stare. Forse il problema può essere questo, che quello di Ayas viene prima rispetto ad altri interventi, ma comunque in linea di principio e in linea di massima sotto questo profilo siamo anche d'accordo.

Volevo appunto sottolineare questo: non stiamo a fare dei piagnistei o delle raccomandazioni, Assessore Fosson, quelli sono i costi, e saranno certamente superati poi dall'esecuzione materiale dell'opera. Se accettiamo la delibera, se accettiamo il progetto, accettiamo i costi, e speriamo che l'opera effettivamente possa dare quei frutti che dicevo all'inizio, cioè di realizzare un qualche cosa che serva per la zona e per gli sportivi che la vogliono praticare.

Perruchon M. Celeste (U.V.P.) - La parola al Consigliere Lanivi. Chincheré prima? Allora la parola al Consigliere Chincheré.

Chincheré (P.C.I.) - Molto brevemente, solo per una domanda, anche se la tentazione di entrare più nel merito della questione è forte.

Indubbiamente le cose rilevate da alcuni interventi, tra cui quello dell'Assessore Fosson, che mi sembra molto azzeccato in quanto Assessore alle Finanze, e alcune perplessità su queste voci le abbiamo anche noi. Credo che valga la pena di rivedere il progetto, che non significa necessariamente ridimensionare la lunghezza della pista, ma facciamoci un momento un pensierino sopra, perché quando vedo, ad esempio, "disboscamento... - a parte anche il fatto che sono contro, ma questa è un'opinione - taglio rami, estirpamento cespugli: 4 milioni", io credo che con 4 milioni si spiani quasi una foresta di dimensioni valdostane! Sì, quasi una foresta di dimensioni valdostane! Credo che alcune cose sia necessario ripeterle! "Passerelle per canali irrigui: 8 milioni. Passerelle per torrente Evançon: 5 milioni", altri milioni! Ecco, alcune cose sono da rivedere, anche perché indubbiamente più un'opera di questo genere costa, più è cara dal punto di vista economico e dal punto di vista sentimentale, e più costa; di conseguenza, più è la voglia di mantenerla in efficienza e più costa la manutenzione.

Il discorso sulla manutenzione deve essere fatto in modo molto chiaro, direi, non voglio dire: "Vincoliamo l'approvazione come Regione e il Comune si impegna a mantenerla", ma studiamo comunque una formula. Dobbiamo avere chiarezza sul problema della manutenzione, perché poi c'è anche un'altra questione, che forse è del tutto teorica, ma che in linea teorica può esserci: se un domani qualcuno chiede una licenza edilizia per costruirsi un condominio in mezzo alla pista, io credo che nessuno glielo possa negare. La deviazione della pista poi chi la paga? ...(voce)... Ecco, ma in concreto cosa vuol dire? Confesso la mia ignoranza... vuol dire che ci sono dei vincoli? Io su questo ho dei dubbi, dei grossi dubbi, mi sia consentito di dire che ho dei grossi dubbi. Non voglio parlare di vincoli di tipo autostradale lungo tutta la pista, ma credo che il fatto che non sarà realizzabile non sia detto esplicitamente, perché, ad esempio, leggevo prima nella relazione tecnica del Geometra progettista della pista di fondo di Bionaz, in cui nella sua analisi dei costi dice: "Non si considera il terreno, in quanto, non venendo mutata la destinazione, non costa niente". Ecco, poi ci troviamo di fronte a problemi di questo genere, per cui anche qui dobbiamo avere la certezza di non correre questi rischi.

Perruchon M. Celeste (U.V.P.) - La parola al Consigliere Lanivi.

Lanivi (D.P.) - Primo rilievo. Giustamente, ed è un'abitudine del Consiglio, anche per la dimensione della nostra Regione, c'è un particolare gusto di scendere nei dettagli e addirittura di elencare i nominativi delle frazioni interessate ai vari episodi. Secondo me dobbiamo stare attenti a questo vizio, perché nella misura in cui il Consiglio regionale agisce da Consiglio comunale non può svolgere quelle funzioni reali di coordinamento, d'indirizzo, di guida che sono proprie di un Consiglio regionale, quindi è bene evitare certi richiami possibili per dimensioni molto ristrette.

Stavo guardando le cifre totali di quattro provvedimenti singoli, anzi, le cifre singole di quattro provvedimenti analoghi - 11 milioni, 6 milioni, 43 milioni, eccetera - e abbiamo un Consiglio regionale che si impegna a discutere su particolari di questo tipo. Prima affermazione: non credo che sia un lusso consentito ad un Consiglio regionale. In questo senso: o il Consiglio regionale dà, fornisce e discute sugli indirizzi generali e allora queste cose le deve trasferire a livelli istituzionali inferiori - Comunità Montane o Comuni - oppure faremo delle grosse discussioni per investimenti veramente modesti. È una certa politica questa ed è una scelta politica.

Io prendo motivo da queste deliberazioni per dire che queste cose vanno trasferite a livello di Comunità Montana e di Comuni. La Regione dia gli indirizzi generali, stabilisca piuttosto le qualità delle piste, la possibilità di localizzarle in questa piuttosto che in un'altra zona, ma per il futuro sarebbe bene che tutta una serie di compiti, soprattutto esecutivi, vadano trasferiti a livelli istituzionali inferiori e che non sia il destino della Regione quello di trasformarsi in un corpo sempre più grande con un cervello sempre più piccolo. Credo che attualmente la Regione abbia bisogno di invertire questa tendenza, di potenziare le sue capacità programmatorie e di guida, piuttosto che non quelle di andare ad eseguire un'opera del valore di 6 milioni.

L'appunto dell'Assessore Fosson è puntuale, è vero, perché discute sulla conseguenza di questo procedimento. In effetti, la pista di Ayas potrebbe essere un grosso affare, secondo me, e potrebbe essere anche la pista che può fare risparmiare di più rispetto al tipo di pista che si vuole realizzare. La Regione qui, secondo me, più che andare a preoccuparsi di costruire in prima persona, cioè di attuare le opere, dovrebbe indicare dei livelli di pista per cui sia possibile un raffronto. Sotto questo profilo, per esempio, come possiamo dire che la pista di Ayas è più cara o meno? È come discutere di una piscina da 250 milioni che potrebbe costituire spreco e una piscina da 1 miliardo che potrebbe essere un vantaggio: dipende dalla lunghezza della vasca, dalle misure, dalla capienza, dalla possibilità e da tutto quello che ci vogliamo mettere dietro. Dalle quattro delibere presentate, questo giudizio non è possibile. Io mi limito a sottolineare questo fatto.

L'alternativa, oggi, per la Regione è o di potenziarsi come Ente esecutivo e allora deve rinunciare ad ogni sua politica di guida e di indirizzo dello sviluppo della Regione o queste cose vanno trasferite agli Enti di livello istituzionale inferiori.

Ribadiamo invece l'altro aspetto, quello che secondo me è una scelta politicamente qualificante, ovvero la funzione di guida, di indirizzo e di programmazione dell'Ente regionale, che ci evita poi di discutere sulle conseguenze della mancanza di una Regione che sappia indirizzare lo sviluppo della Regione.

Si dà atto che dalle ore 19,30 riassume la Presidenza il Vice Presidente Chabod Guido.

Chabod (D.C.) - Consigliere Dolchi.

Dolchi (P.C.I.) - Sarò anch'io telegrafico. Non ripeto quanto ha già detto il collega Lanivi, concordo pienamente, quindi sottoscrivo le sue osservazioni per quanto riguarda il trasferimento dei poteri, delle deleghe e quindi eventualmente il trasferimento di spesa. Se vogliamo evitare di essere sempre un grosso Comune o di comportarci come tale, dobbiamo fare questo passo.

Forse un piccolo rimedio possiamo già metterlo, cioè far lavorare di più le Commissioni. Se la Commissione competente avesse potuto prendere in esame o avesse preso in esame, per volontà dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio o per la stessa volontà del Presidente della Commissione, penso che avremmo forse evitato di scendere nei dettagli in cui siamo scesi oggi per questi quattro oggetti. Confermo una certa preoccupazione per le osservazioni fatte per quanto riguarda il costo e anche per quanto riguarda la possibilità di raccomandare variazioni di tracciato che evitino il taglio delle piante. È una manifestazione che ha espresso l'Assessore Fosson e che condividiamo pienamente.

La nostra preoccupazione è che questa rimanga una manifestazione di buona volontà chiusa nell'ambito di questa sala, perché, una volta approvate le deliberazioni così come sono state presentate, certamente non spenderemo meno, non modificheremo tracciati e, anzi, l'esperienza ce lo insegna, avremo forse maggiori oneri. Non voglio rimettere in discussione... è uno sfogo, perché può servire per l'avvenire se vogliamo modificare il nostro metodo di lavoro, proprio perché se poi, malgrado che noi facciamo questi appelli a noi stessi, ai progettisti, agli esecutori dell'opera affinché le piante non siano tagliate o siano fatte delle economie, il risultato sarà molto dubbio, in quanto ci sarà una deliberazione che stabilisce quel plafond di spesa e certamente arriveremo al plafond di spesa, se non lo avremo superato. Questo lo dico solo così, come una riflessione ad alta voce, per casi che possono ripresentarsi in avvenire.

Concludo dicendo che ho partecipato a dei Convegni, che ho seguito altri casi in altre Regioni e mi sembra che quanto è stato detto circa la possibilità dell'occupazione delle proprietà private e la tracciatura delle piste debba avere, da parte nostra, una particolare attenzione e anche una legislazione. Questo è stato richiesto in occasione di molti Convegni ed è stato dibattuto soprattutto nel Trentino-Alto Adige. Se noi non facciamo una legislazione a monte che regolamenta le piste e la possibilità di fare dello sci durante la stagione invernale in determinate zone, potremmo sempre trovare poi di fronte - gli Avvocati me lo insegnano - il Codice Civile o la difesa della proprietà che rende forse vane alcune iniziative da noi considerate valide.

Pertanto la Giunta dovrebbe porre particolare attenzione sulla possibilità di una legislazione globale o, perlomeno, di norme che a monte regolino la vita dello sport invernale in Valle d'Aosta. Questo per quanto ho avuto occasione di leggere per cose successe in altre Regioni e per Convegni a cui ho avuto la ventura di partecipare.

Chabod (D.C.) - La parola all'Assessore al Turismo, Milanesio.

Milanesio (P.S.I.) - Le domande e le osservazioni sono state tante, quindi un certo numero di cose devo dirle anch'io.

Intanto, i progetti sono stati presentati e i preventivi di spesa evidentemente si riferiscono ad un tipo di progettazione che possiamo definire "di massima". Noi non siamo di fronte al progetto di una strada, quindi io sostengo già fin dall'inizio che questo tipo di lavori devono essere fatti in economia, cioè non appaltando a corpo i manufatti o il tracciato, perché questo progetto non esiste così specificato, così dettagliato. Devono essere fatti in economia, con la direzione dei lavori della Regione, la quale potrà avvalersi di prestazioni, per esempio, di pale meccaniche a ore - non so se mi spiego -, di operai a ore. Questo discorso non può che essere fatto in economia diretta, perché altrimenti un appalto sarebbe difficilmente identificabile e quantificabile, quindi a mio avviso possiamo scegliere questa strada.

Si parlava del fatto che la Giunta adotterà poi i provvedimenti necessari. Io credo che il provvedimento necessario, che si imponga, non possa essere che questo e non si possa ricorrere ad altri provvedimenti. Questo potrà comportare possibilmente delle riduzioni dei costi sul tracciato, per esempio, previsto per la pista di Ayas, così come diceva l'Assessore Fosson, se certe opere che sono state indicate in questa progettazione di massima verranno ritenute superflue o comunque non necessarie, o se si potranno fare con le modifiche di tracciato che si vedano in loco. Comunque è stata fatta una progettazione che, ovviamente, non poteva che essere di massima. Sono state fatte delle previsioni di certi attraversamenti che sono stati quantificati con una indicazione di spesa. La Regione non cercherà di evitare di buttare via dei soldi, certamente, farà lo stretto indispensabile. Non dimentichiamo che si tratta di piste di fondo che non modificano la destinazione del suolo su cui passano, perché dove la destinazione agricola permane tale, evidentemente si devono operare a volte delle sistemazioni, si possono anche operare dei piccoli sbancamenti, ma non si modifica la natura e la destinazione del suolo che si attraversa. Questo, intanto, perché si passa su queste piste quando c'è la neve e quindi non si altera la destinazione della zona. Ora questo naturalmente fa sì che tra l'altro queste opere non siano costose sotto il profilo dell'agibilità.

Qui si parla di "manutenzione", ma è quasi improprio parlare di manutenzione. Si potrà parlare di manutenzione delle passerelle dove ci saranno le passerelle, ma per il resto è la battitura, è l'agibilità della pista quella che si può definire "gestione". In questo caso, però - ovviamente queste pratiche non sono state trattate dal sottoscritto, ho solo parlato col Presidente della Giunta, che aveva l'interim, e so come sono state definite e trattate con i vari Comuni e con le Amministrazioni - è chiaro che alla Regione non deve competere nessun onere di gestione. Queste attrezzature vengono costruite a cura e spese della Regione e poi verranno consegnate. Però, anche qui, direi che è una consegna formale più che reale, perché non siamo proprietari dei suoli che attraversiamo, cerchiamo di capire anche questo aspetto! Qui non si tratta di realizzare la pista di bob che poi consegniamo al Comune di Valtournanche, perché la pista di bob, bene o male, è costruita su un terreno acquisito dalla Regione - non tutto, una parte deve essere ancora acquisita, ma una piccola parte, no? - è un manufatto, come può essere una strada, non è la piscina che noi costruiamo e poi cediamo al Comune. Questa è una pista, è un qualcosa che esiste e non esiste: esiste d'inverno e non esiste d'estate, per intenderci. Però è chiaro che saranno le Amministrazioni comunali, gli Sci Club, i maestri di sci della zona... perché questo diventa uno strumento di lavoro, è un'attrezzatura produttiva in qualche modo.

Lo sci di fondo sta andando forte, come si dice, c'è una ripresa massiccia di questo sport. La gente vuole il contatto con la natura. Tra l'altro, non vuole fare un'ora e mezza di coda la domenica per pigliare la funivia, no? E quindi questo sport sta riprendendo un certo spazio. È un modo di sciare ecologicamente - passatemi la battuta - ed è chiaro che questi inserimenti devono essere i più modesti possibili, non devono alterare, non devono spaccare tutto, non devono spaccare un bel niente, devono essere un completamento, un modo di poter rivisitare certi luoghi d'inverno con gli sci ai piedi. Devono consentire di poter passeggiare con gli sci ai piedi in certe nostre zone che, altrimenti, non avrebbero nessuna possibilità di utilizzo e, direi, di fruizione nella stagione invernale, perché se non c'è una pista di fondo che le attraversa, certamente non ci si può andare con nessun altro mezzo.

Ora è chiaro che, allo stato attuale dell'organizzazione dei pubblici poteri in Valle d'Aosta, non vi era possibilità diversa di intervento. Condivido il discorso di Lanivi, che è stato ripreso da Dolchi. Lo condivido, perché è chiaro che la Regione non può fare tutto, non può essere un Ente che programma, un Ente che esegue e poi interviene anche a livello comunale per interventi relativamente modesti. È chiaro che questo discorso non può essere accettato in avvenire, in prospettiva, però dobbiamo definire i ruoli - che stiamo definendo - delle Comunità Montane, dei Comuni, dei Consorzi, e anche che cosa la Regione deve delegare in termini di poteri, di competenze e di denaro. Però nel frattempo qualcosa bisogna pur fare.

Questi problemi sono maturati in questi ultimi anni in relazione anche al boom dello sci di fondo. Le ubicazioni di queste attrezzature non sono casuali, vero è che c'è tutto un lavoro di preparazione che è stato fatto dall'Amministrazione comunale, perché noi abbiamo posto fin dall'inizio il problema dei suoli, cioè la Regione non vuole avere nessuna grana sull'attraversamento e sull'utilizzo di questi suoli ai fini di questa pista. Pertanto il Comune, lo Sci Club, il Consorzio dei Comuni si devono cautelare nell'avere le dichiarazioni dei proprietari dei suoli che lascino attraversare i loro suoli. È chiaro che questi hanno chiesto una contropartita, e dicono: "Va beh, ma allora se mi passate lì mi dovete sistemare quel muretto, perché altrimenti mi muovete la terra, questa terra mi frana...", eccetera. Ecco la giustificazione di alcune opere d'arte previste qui dentro.

Pertanto il passaggio di questa pista deve alterare il meno possibile la natura dei luoghi che attraversa, anzi, nella stagione non innevata deve poter mantenere la destinazione dei suoli, questo è il discorso. Probabilmente ci sarà anche un discorso di inerbimento in certi casi, anzi, sicuramente ci sarà, anche se qui non lo vedo, ma penso che sia riferito alla sistemazione, genericamente. Può anche essere messo negli scavi. Ci sarà il problema dell'inerbimento laddove si altererà in qualche modo il suolo e bisognerà inerbirlo. Lo abbiamo chiesto a tutti quelli che facevano delle piste, quindi dobbiamo pretenderlo da noi stessi in primo luogo. Voglio quindi dire che i problemi che sono stati sollevati trovano soluzione facile in questa proposta o con le spiegazioni che io ho cercato di dare.

Rimane fermo il problema dell'avvenire, di come comportarci in futuro e, ripeto, per ovviare a tutti quegli inconvenienti di realizzazione, credo che il metodo migliore sia quello dell'esecuzione dei lavori in economia diretta, da parte dell'unico Assessorato che in questo momento è attrezzato a fare queste cose in una certa misura e in una certa dimensione, che è l'Assessorato dei Lavori Pubblici, d'intesa con l'Assessorato al Turismo, evidentemente. Si nominerà un Direttore dei lavori per ognuno di questi piccoli lavori. Ovviamente il discorso sarà fatto in stretta collaborazione con la Forestale per quanto riguarda l'attraversamento dei boschi e le foreste e con la Sovraintendenza. Io però non credo che queste piste - ripeto - possano creare dei problemi. Non si tratta di superfici transitabili da veicoli. Insomma, le piste di fondo le conoscete meglio voi di me. Molti di quelli che sono intervenuti sono sciatori, mentre io sono uno sciatore dilettante, scarsissimo. Le piste di fondo d'estate non si vedono, si vedono d'inverno, hanno bisogno in certi casi di opere fisse, ma sono modeste opere fisse: possono essere delle passerelle, magari un muro di sostegno per un certo attraversamento.

La pista della Valle d'Ayas è la più impegnativa, perché deve probabilmente attraversare più volte l'Evançon, deve attraversare dei canali irrigui, lì ci sono grossi problemi. Per le altre piste è molto più facile, sono più piccole, circoscritte in un certo territorio. Quella di Ayas, invece, è una pista con certe ambizioni e con un certo tracciato. Non ricordo esattamente quale sia il numero dei chilometri, però mi pare che siano 23 o 24. Ora evidentemente si tratta di un'opera abbastanza cospicua.

Credo di avere risposto, grosso modo, alle principali preoccupazioni sollevate. Perché è "opera di interesse regionale"? Perché se non la dichiariamo opera di interesse regionale i Comuni non trovano i mezzi per finanziare la loro parte. L'opera di interesse regionale ricade al 100% sulle spalle della Regione. Possono avere un interesse regionale perché in un programma - ancora da fare, questo sia bene chiaro - queste piste con altre possono trovare una collocazione opportuna e possono essere delle utili attrezzature sportive e turistiche al servizio dello sport e del turismo nella nostra Regione, completando quelle che sono delle stazioni invernali oggi modeste o che non hanno ancora, direi così, la possibilità di essere tali.

Questo incomincia a creare il presupposto oppure completa un tipo di offerta turistica che va dalla stagione estiva a quella invernale. Ecco qual è il significato che la Giunta intende dare a queste deliberazioni, sulle quali, pur recependo molte indicazioni che sono scaturite dal dibattito molto nutrito, noi preghiamo il Consiglio regionale di votare a favore. Grazie.

Chabod (D.C.) - La parola al Consigliere Parisi.

Parisi (M.S.I.-D.N.) - Il mio intervento vuole essere anche una dichiarazione di voto.

Evidentemente, chiedo scusa al Signor Presidente della Giunta, ma, saputo che intervenivo, ha suggerito all'Assessore di parlare della questione della Forestale. Non vi è dubbio che queste piste vengono ad essere costruite e vengono ad essere poste in essere in terreni vincolati per scopi idrogeologici. Allora è necessario, prima di presentare una delibera, richiedere l'autorizzazione alla Forestale se vi sono lavori di sbancamento, di taglio piante, di eliminazione cespugli, quando c'è da rimuovere il terreno. Se questo fosse stato richiesto, oggi si farebbe a meno di discutere di tale questione. Qualcuno potrebbe suggerire: "Figuriamoci se non è stato richiesto!", ma intanto non risulta che sia stato chiesto - vero? - e allora non dobbiamo mettere in... la Forestale, che ha specifica competenza in materia.

Voterò a favore dei provvedimenti corrispondenti ai punti n. 28, n. 29 e n. 31 dell'ordine del giorno, ma non posso votare a favore del provvedimento n. 30. Perché non posso votare a favore? Perché, dopo la chiara ed esplicita esposizione fatta dall'Assessore alle Finanze, appare evidente che di fatto c'è una contraddizione: pur sapendo che è una spesa eccessiva e che quel progetto è stato realizzato da progettisti che, pensando ai loro emolumenti, l'hanno innalzata, si porta ugualmente in discussione al Consiglio. Questa per me è una questione che veramente non può essere accettata ed allora voterò contro il provvedimento di cui al punto n. 30.

Chabod (D.C.) - C'è qualcun altro? Consigliere Chanu.

Chanu (D.P.) - Non ho ben capito l'esposizione dell'Assessore al Turismo, quando da una parte mi parla di "opera di interesse regionale" che viene fatta dalla Regione e, dall'altra, mi dice: "Per quello che riguarda l'utilizzazione, chiamiamolo uno strano aspetto di servitù da imporre sui terreni, a quella ci devono pensare le Amministrazioni comunali o ci hanno già pensato". Io questo non lo so. Mi riallaccio però a quanto diceva Dolchi, che effettivamente è un po' superficiale dire: "Si usano solo d'inverno e quindi non succede niente". Se evidentemente non c'è una legislazione a monte, io voglio vedere quale Amministrazione pubblica, in mancanza di strumenti, possa per esempio vietare al proprietario di recintare ad un certo momento il proprio fondo, che è un suo diritto, indipendentemente, o rifiutare per esempio ad un certo punto un maggior indennizzo che il proprietario del fondo può chiedere dicendo: "Ma io devo lasciare il mio fondo non recintato per tutta l'estate, perché l'inverno deve passarci sopra la pista di fondo". Bisogna stare un po' attenti a queste facilonerie, perché effettivamente ci sono degli impegni. E qui, se l'Assessore mi dice che da parte dei privati interessati ci sono già gli impegni per concedere questa sorta di servitù, allora il problema naturalmente può essere superato, salvo che non si tratti poi di impegni a parole. Effettivamente bisogna andarci un po' cauti.

Su questo punto vorrei avere una precisazione.

Chabod (D.C.) - Assessore Milanesio.

Milanesio (P.S.I.) - Volevo rispondere alla questione posta dall'Avvocato Chanu. Noi avevamo a suo tempo chiesto ai proprietari - intesa come dichiarazione - la disponibilità dei suoli che venivano attraversati da questa pista, ed erano d'accordo, disponibili a lasciare eseguire certi lavori e a lasciar passare questa pista. Queste dichiarazioni sono state raccolte dalle Amministrazioni comunali e solo dopo aver rappresentato la disponibilità dei suoli. Il tracciato è stato anche condizionato, in certi casi, dalla disponibilità dei suoli, perché dove non erano disponibili è stato modificato; il lavoro che è stato fatto dai progettisti è stato di questo tipo.

In questo momento non esistono strumenti legislativi che ci consentano di dichiarare una pista né di fondo, né di discesa, né di pubblica utilità. Il Trentino-Alto Adige ha fatto una legge, che però è inapplicata. Voglio dire al Consigliere Dolchi che noi ci siamo interessati da un po' di anni: è praticamente inapplicabile, non è applicata; ha provato ad applicarla, ma gli hanno fatto un sacco di ricorsi e così sono al punto di partenza, perché evidentemente è una legge che modifica il regime di proprietà e quindi, tra l'altro, è una competenza che non può essere affidata alle Regioni né dalla Costituzione, né dagli Statuti, in quanto sono leggi fondamentali dello Stato, che devono essere affrontate dallo Stato. Sostenere che una pista di sci è un'opera di pubblica utilità è un po' un artifizio. Ci si può anche provare a farlo, però di fronte al primo ricorso il Pretore ti boccia, ti butta per aria tutto o vai a finire di fronte alla Corte Costituzionale, nella migliore delle ipotesi. Pertanto questo discorso deve purtroppo essere regolato come lo è stato fino ad oggi: sulla base del consenso dei proprietari. I proprietari, un bel mattino, potrebbero anche svegliarsi e mettere una bellissima recinzione di filo metallico e nessuno potrebbe impedirglielo. È lo spirito di civismo che può agevolare, che può servire in questa vicenda, però, ripeto, io credo che la maturità che sta intervenendo su queste cose impedisca l'avvento di episodi clamorosi.

Le piste di fondo non credo che suscitino interessi come quelli che possono aver suscitato certe piste di discesa in zone dove esistevano aree fabbricabili molto appetibili (vedi il Breuil e vedi altre zone). Le piste di fondo, di solito, attraversano zone agricole o comunque non edificabili. Può anche succedere il caso che ti facciano una casa dove passa la pista, la sposti di 10 metri, ma, ripeto, spostare la pista significa spostare la battitura, poi non significa probabilmente fare delle opere, non credo che ci siano grossi problemi.

Comunque, rispondendo a Chanu, può stare tranquillo sotto quel profilo: le disponibilità dei suoli sono state dichiarate preventivamente; il tracciato è stato fatto anche in funzione delle disponibilità dei suoli.

Chabod (D.C.) - Consigliere Borbey, dichiarazione di voto?

Borbey (D.C.) - A titolo personale. Relativamente ai punti n. 29, n. 30 e n. 31, io rinnovo l'invito alla Giunta riguardo alla parola "trattativa privata". Concordo con l'Assessore Milanesio, il quale dice che questi lavori verranno fatti di comune accordo tra l'Assessorato dei Lavori Pubblici e l'Assessorato del Turismo, ma dato che l'importo non è...

Milanesio (P.S.I.) - Sono d'accordo, si delega la Giunta per i necessari provvedimenti.

Borbey (D.C.) - Appunto, io ritengo che la Giunta potrà prevedere la trattativa privata con una delibera di Giunta che verrà ratificata dal Consiglio.

Andrione (U.V.) - Il 40% del percorso della pista di Ayas... no, chiedo scusa, viene interessata la zona di Vollon, dove c'è per esempio un divieto totale di inedificabilità, che non è stato inventato né dalla Giunta Dujany, né da questa Giunta, ma risale a molto prima. Ci sono gli attraversamenti dell'Evançon che sono un "va e vieni", per cui in realtà le opere si riducono a dei tronconi monchi, perché per esempio si aspetta che il piano di Vollon sia innevato per poter fare del fondo. Potrebbe venire tutto recintato anche il Pré de St. Ours a Cogne, però io vorrei conoscere il Cognein che mette il recinto per impedire di fare passare la pista di fondo! Insomma! Abbiamo per di più il consenso specifico di tutti i proprietari dei terreni interessati.

Sono d'accordo con te: togliamo la trattativa privata e specifichiamo esattamente le cose, garantiamo che faremo un'estrema attenzione e teniamo conto delle raccomandazioni specifiche.

Borbey (D.C.) - Io non sono d'accordo sull'affermazione dell'Assessore Milanesio quando mi dichiara che questi sono progetti di massima, perché, quando è stato dato l'incarico per la progettazione della pista di Ayas, non era nelle intenzioni della Giunta avere un progetto di massima, poiché la stessa ha deliberato 7 milioni e mezzo per la progettazione, quindi deve essere un progetto esecutivo - è chiaro? - con tutto un rilievo. Ora è logico, è chiaro che una strada ha quattro metri di sezione con i muri, mentre questo ha 2 metri di sezione... però abbiamo un profilo longitudinale, una planimetria e una sezione, questo è chiaro. Ecco perché mi sono permesso, dato che avevo forti dubbi che ci dovessero essere scavi per 19 milioni a mano, di invitare la Giunta a rivedere. Grazie.

Chabod (D.C.) - C'è qualcun altro? Lustrissy.

Lustrissy (D.P.) - Riguardo alla domanda posta su chi ha proposto l'esecuzione di queste piste non è stato risposto, e da qui è venuta fuori poi tutta la discussione... d'accordo, allora se erano i Comuni interessati adesso è stato risposto, ma se erano i Comuni interessati allora aveva ragione Lanivi, ancora una volta: era molto più facile dare i soldi ai Comuni per realizzare delle opere che non farle realizzare in questo modo!

Comunque, per ovviare a questi inconvenienti, visto che anche il problema della gestione ormai è stato abbastanza sviscerato, che poi si procederà alla votazione ed è stata chiarita anche la questione della disponibilità dei terreni e tutti gli atti predisposti per l'esecuzione, rimangono due problemi: il primo è - e sono state fatte delle proposte da qualche Consigliere, mi pare anche dall'Assessore Fosson - che per la pista di Ayas non si proceda a trattativa privata, ma ad appalto, considerato l'importo. Una proposta di questo genere è stata proposta da parte di alcuni Consiglieri, allora bisogna anche rispondere a questa domanda ...(voci)... eh no, allora non siamo mica più d'accordo! Allora, no, mi permetta! La proposta che è stata fatta e che io rinnovo è stata questa: si è d'accordo sulla trattativa privata per le altre piste, ma che per la pista del Comune di Ayas si proceda all'appalto. Si dica o sì o no! Poi probabilmente ci sarà una proposta di modifica anche sulla deliberazione, si voterà su una proposta.

Per quanto riguarda invece il problema gestionale - ecco perché è venuta fuori anche la discussione -, riteniamo che sia utile riportare nel testo deliberativo anche la definizione di questo problema, cioè una dichiarazione di questo tipo: che la gestione delle piste o della pista - perché sono singole - sarà affidata all'Amministrazione comunale o alle Società sportive operanti nella zona, perché altrimenti non è chiarito questo problema e ce lo ritroveremo di nuovo.

Pertanto le due proposte sono queste: per Ayas c'è una proposta non solo di lasciare la libertà di scegliere l'uno o l'altro sistema, ma di procedere a regolare appalto e, per quanto riguarda questa proposta di emendamento aggiuntivo, che si definisca anche il problema gestionale, perché di fatto, anche se minimo, esiste. L'Amministrazione regionale le segue direttamente, dovrà pur consegnarle a qualcuno e, visto che questo qualcuno non risulta chiaro nel testo della delibera, cioè non risulta chi abbia fatto la proposta - l'Ente, l'Associazione o chi -, dovrà anche essere definito in sede deliberativa che questo tipo di infrastruttura verrà affidato alle Autorità comunali o alle Società che agiscono in quella zona lì. Perlomeno è chiarito il problema.

Chabod (D.C.) - La parola al Consigliere Fosson.

Fosson (U.V.) - Voglio dire al Consigliere Lustrissy che forse non ha capito, perché io non ho parlato di appalto o di trattativa privata, ma ne aveva parlato il Consigliere Borbey. Mi sembra allora che si sia fatto un passo avanti, nel senso di togliere la questione della trattativa privata per quanto concerne... lasciando libera la Giunta sulle disposizioni che si devono prendere. Mi sembra di poter dire questo: che la Giunta, se un domani verrà espressa la volontà di tutto il Consiglio, veda in tutta libertà tutte queste diverse cose e tenga conto delle raccomandazioni e degli inviti fatti, perché in questo momento non siamo nella condizione di dire: "Questo va fatto, questo non va fatto", quindi in base al progetto preventivo la Giunta veda quello che si può fare, mantenendo però presenti le raccomandazioni fatte.

Per quanto concerne la gestione, io non ritengo che ci sia da mettere in ogni delibera a chi sarà affidata la gestione, perché, anche qui, se nella volontà del Consiglio si riafferma che la gestione va data, se ne prende atto, il Consiglio ne prende atto automaticamente.

Borbey (D.C.) - Soltanto per chiarire, perché qui sembra quasi che il Borbey voglia contestare l'impostazione della Giunta e invece è tutt'altro.

Vorrei precisare una cosa a nome del nostro Gruppo - mi permetti, Bordon? -: noi accettiamo questa impostazione di stralciare la trattativa privata, ma mi stupisco dell'impostazione dell'ex Assessore Lustrissy, perché questo incarico di progettazione è stato dato il 26 giugno 1974, quindi se mi permetti, quando si dà un incarico di progettazione si deve anche avere un'impostazione di quello che si vuol fare. È chiaro: si deve preventivamente parlare con l'Amministrazione comunale e con gli Enti di propaganda sportiva che operano nella zona. Io parlo di quella di Ayas, che è la più importante.

Non so se lo sapete, ma è soltanto per dirlo, per chiarezza: qui alcune volte diamo soltanto degli incarichi di progettazione e poi dopo, se cambia la maggioranza, ci divertiamo a fare delle ...(voci)... Avete affidato la progettazione per la strada regionale di Pila, e oggi sento il Consigliere Pollicini dire: "Signori della Giunta, voi dovete dirci, in merito ai trasporti a Pila, cosa vogliamo fare? Vogliamo scegliere la strada o cosa?". Voi cosa avete scelto quando avete dato questo incarico di progettazione che ci è costato 100 milioni circa? Scusatemi!

Chabod (D.C.) - Assessore Milanesio.

Milanesio (P.S.I.) - Brevissimamente, per raccogliere una serie di proposte che ci sono sembrate giuste, legittime, per trasformarle in atti deliberativi, per non perdere tutta la serata a discutere di queste cose, che sono importanti, ma non sono poi neanche tutto.

Allora, intanto la prima deliberazione, cioè l'allegato n. 28, concludeva dicendo: "3°) di delegare la Giunta regionale a stabilire le modalità di aggiudicazione dei lavori necessari alla realizzazione della pista stessa". Mi pare che questa formulazione possa essere ripetuta in tutte le altre deliberazioni, come disposizione finale, quindi io propongo che quanto già previsto al punto n. 28 valga anche per i punti n. 29, n. 30 e n. 31 dell'ordine del giorno, e che pertanto il punto terzo risulti così formulato: "3°) di delegare la Giunta regionale a stabilire le modalità di aggiudicazione dei lavori necessari alla realizzazione dell'opera". Con questo che cosa si vuole dire? Intanto che la Giunta regionale ritiene che alcune di queste opere possano essere realizzate in economia, cioè avvalendosi eventualmente di prestazioni quantificate in numero di ore e non in opere, quindi è un discorso di questo tipo: che per certi pezzi ben definiti può dare anche un appalto, se lo riterrà. C'è da fare una passerella? Per la passerella si fa l'appalto, per esempio, ed evidentemente si escluderebbe in questo tipo di discorso la trattativa privata. Si escluderebbe la trattativa privata, perché del resto la trattativa privata deve essere esplicitamente chiesta in Consiglio.

Per quanto poi afferisce alla questione delle piste, possiamo aggiungere - a scanso delle perplessità e delle preoccupazioni espresse da molti Consiglieri - che sono condivise dalla Giunta, ma visto che non si vuol credere da parte di qualcuno che sono condivise dalla Giunta possiamo aggiungere: "che la gestione delle piste sarà affidata ai Comuni o alle Società sportive operanti nell'ambito del Comune stesso". Va bene? Con questa dizione da mettere alla fine, se siamo d'accordo, direi di passare al voto.

Chanu (D.P.) - Una puntualizzazione sulle quattro delibere, perché su tre addirittura si parlava di "trattativa privata". La cosa non ci interessa, ma quando io leggo: "3°) di delegare la Giunta a stabilire le modalità di aggiudicazione dei lavori necessari alla realizzazione della pista stessa", ed è questo che si vorrebbe poi riportare nelle altre deliberazioni, evidentemente questo non esclude la possibilità di aggiudicazione a trattativa privata. Noi proporremmo questo, tanto per chiudere: questa dizione va bene per le altre tre, ma per quella che riguarda Ayas proporremmo: "di delegare la Giunta a stabilire le modalità di aggiudicazione dei lavori necessari alla realizzazione della pista stessa, esclusa la trattativa privata". Punto e basta.

Chabod (D.C.) - Quindi quelle tre andrebbero bene come sono? Va bene? No.

Andrione (U.V.) - Pregherei il Presidente di mettere in votazione una delibera alla volta partendo dall'allegato n. 28; al n. 28 presentiamo l'emendamento specifico e così via, in maniera che in poco tempo e ordinatamente si arrivi alla conclusione.

Chabod (D.C.) - Allora chiedo all'Assessore al Turismo di leggere l'emendamento.

Milanesio (P.S.I.) - Allora, la delibera di cui al punto n. 28 dell'ordine del giorno viene mantenuta così com'è, si aggiunge solo un quarto punto: "4°) di stabilire che la gestione della pista sarà affidata ai Comuni o alle Società sportive operanti nell'ambito del Comune stesso" ...(voci)... Allora: "... che la gestione della pista sarà affidata al Comune o alle Società sportive operanti..." ...(voci)... Allora: "4°) di stabilire che la gestione della pista sarà affidata al Comune o ai Comuni interessati o alle Società sportive operanti nell'ambito dei Comuni stessi.". Va bene?

Chabod (D.C.) - Mettiamo in votazione il punto n. 28. Chi è favorevole al testo comprensivo dell'emendamento testé letto dall'Assessore al Turismo alzi la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 29

Il Consiglio approva all'unanimità con l'emendamento dell'Assessore.

Si dà atto che viene apposta la correzione formale all'errore materiale segnalato dal Consigliere Manganoni al paragrafo 7 dell'allegato.

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Il Consiglio

delibera

1°) di dichiarare ai sensi della legge regionale 28/8/1971, n. 14, la pista di fondo da realizzare nel Comune di Bionaz, secondo le modalità e per i motivi in premessa indicati, "opera di interesse regionale";

2°) di approvare ed impegnare la relativa spesa di lire 15.000.000 (quindicimilioni) sul capitolo 844 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1975 ("Spese per il potenziamento delle attrezzature turistiche e sportive"), che presenta la necessaria disponibilità;

3°) di delegare la Giunta regionale a stabilire le modalità di aggiudicazione dei lavori necessari alla realizzazione della pista stessa;

4°) di stabilire che la gestione della pista sarà affidata al Comune o ai Comuni interessati o alle Società sportive operanti nell'ambito dei Comuni stessi.

Chabod (D.C.) - Punto n. 29.