Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 4138 del 27 gennaio 1993 - Resoconto

OGGETTO N. 4138/IX Stato dei lavori del raccordo autostradale del Gran San Bernardo. (Interpellanza)

Interpellanza Ricordato che i lavori di costruzione del raccordo autostradale del Gran San Bernardo dovevano essere ultimati entro il 30 agosto 1992 e che la mancata ultimazione dei lavori nei termini di legge ha determinato la decadenza delle autorizzazioni;

Ricordato altresì che è dovere delle competenti autorità assumere gli opportuni provvedimenti per impedire la prosecuzione di un'opera priva di regolari autorizzazioni;

Rilevato che né al Consiglio regionale né alle competenti Commissioni è stata illustrata la proposta di variante al progetto preannunciata da molti mesi;

il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo Verde Alternativo

Interpella

l'Assessore regionale ai Lavori Pubblici per sapere:

1) in che data i Sindaci dei comuni di Aosta, St. Christophe e Quart hanno provveduto a verificare lo stato dei lavori del citato raccordo autostradale;

2) quali esiti ha dato tale accertamento, a chi è stato trasmesso ed in quale data;

3) quali rapporti sono intercorsi fra Regione Valle d'Aosta e Ministero dei Lavori Pubblici in merito alla prosecuzione dei lavori del raccordo autostradale del Gran San Bernardo ben oltre le scadenze di legge e quali decisioni sono state assunte o si intendono assumere;

4) quando si intende illustrare al Consiglio regionale o alla competente Commissione consiliare la variante al progetto per salvaguardare Plan Signayes ed evitare l'abbattimento della Casa Faverge.

F.to: Riccarand.

Presidente Ha chiesto d'illustrare l'interpellanza il Consigliere Riccarand.

Riccarand (VA)L'ultima volta che avevamo affrontato in Consiglio, con una interpellanza, questo argomento avevamo sollevato la questione del termine previsto dalla legge sulle Colombiadi per la ultimazione dei lavori. Questo termine era stato fissato inizialmente al 27 febbraio 92 e poi prorogato al 30 agosto 92.

Non essendo ultimati, come chiunque può constatare, i lavori del raccordo del Gran San Bernardo entro tale data, decadono le autorizzazioni che stanno alla base di questi lavori, e devono essere rinnovate.

In questo senso avevamo chiesto un intervento dei sindaci e della Giunta regionale, perché assumessero provvedimenti conseguenti a questa situazione, al mancato rispetto di questo termine dei lavori.

La Giunta ha acquisito un parere legale, ha fatto delle riunioni, ha scelto una linea morbida nel senso di dire che la competenza decisionale spettava al Ministro dei Lavori Pubblici, per cui ha scaricato tutto sul Ministro dei Lavori Pubblici, gli ha fatto pervenire il quadro della situazione, una relazione comune per comune che riferiva sullo stato dei lavori, in modo che il Ministro decidesse cosa fare.

Questa era la posizione, quindi una parte di questa interpellanza è dedicata a sapere cosa è stato trasmesso da parte delle varie amministrazioni comunali di Aosta, Saint-Christophe e Quart, al Ministro dei Lavori Pubblici, quali trattative, quali rapporti sono intercorsi fra la Regione Valle d'Aosta ed il Ministero dei Lavori Pubblici, e quali decisioni sono state assunte su questo problema di lavori che vanno avanti al di fuori della scadenza di legge.

Voglio sottolineare che questo discorso della scadenza di legge non è semplicemente una volontà peregrina di puntualizzare burocraticamente un dato di un periodo che non è stato rispettato. È invece un discorso fondamentale, perché il progetto è stato approvato in quella forma ed è stato appaltato e si sta eseguendo in quella forma, perché quelle opere dovevano essere concluse entro tale data. Non essendosi verificato quello, ci troviamo in una situazione che è del tutto fuori da ogni norma, per cui sarebbe opportuno un intervento.

Questa è la prima parte della interpellanza, per sapere a che punto siamo rispetto alla regolarità di quelle cose che si stanno facendo.

L'altra questione rilevante riguarda le varianti al progetto. Varianti che sono state richieste da tutto il Consiglio, dal comune di Aosta, dalle comunità montane eccetera, e che riguardavano Plan Signayes e Casa Faverge.

Su questo punto non c'è stata finora una posizione chiara da parte della Giunta regionale; le cose sono arrivate ad un punto tale per cui non ci può più essere ambiguità di posizioni, bisogna dire chiaramente cosa si vuol fare e da che parte si vuole stare.

Fin dall'inizio avevamo sempre sostenuto che il progetto degli svincoli non andava bene, che bisognava eliminare gli svincoli a Plan Signayes, che bisognava realizzare gli svincoli a nord della zona della Faverge, sostanzialmente ai confini fra il comune di Valpelline, il comune di Gignod e il comune di Aosta, più o meno all'altezza di dove sbocca attualmente la strada che scende dalla frazione di (?).

La SAV aveva sempre contestato questa impostazione, dicendo che era impossibile fare gli svincoli a nord, che bisognava farli per forza a Plan Signayes, che c'era tutta una serie di problemi. A questo riguardo mi ricordo che anche durante le audizioni in com-missione era stato detto che degli svincoli al massimo si poteva eliminare un braccio, il resto però doveva rimanere eccetera.

Poi questa posizione si è modificata, adesso sembra che gli svincoli a Plan Signayes non si facciano più e si facciano nella zona della Casa Faverge, però senza modificare l'uscita della galleria e quindi comportando comunque l'abbattimento della Casa Faverge e una interferenza pesante con tutto il gruppo di abitazioni della zona.

Questa è la situazione. Ho visto una lettera della SAV in data 21 gennaio, indirizzata al Presidente della Giunta, all'Assessore ai Lavori Pubblici, al Sindaco di Aosta, all'Assessore ai Lavori Pub-blici del Comune di Aosta, in cui la SAV riferisce di aver mandato il 12 novembre un progetto che prevede quelle variazioni, rispetto al quale non ha avuto ulteriori informazioni.

Continua poi la SAV: "Adesso il nostro consiglio di am-ministrazione nella riunione del 21 dicembre 92 ha dato mandato alla presidenza della direzione generale di dar corso ai lavori senza ulteriori indugi". Il che significa seguire questa strada.

Non condividiamo questa impostazione, riteniamo che c'è una soluzione diversa, alternativa, più razionale, che è quella che è stata indicata dal comitato degli abitanti di Signayes.

Vorrei ricordare, per quanto riguarda uno spostamento più a nord della Casa Faverge e della galleria, che questo era poi il progetto che era stato illustrato dalla stessa SAV alla commissione, perché la prima volta che siamo andati a fare un sopralluogo a Signayes, l'ing. Allocco ci fece vedere un disegno in cui la galleria passava in modo da non comportare l'abbattimento della Casa Faverge.

Poi quel disegno è scomparso, la SAV si è rimangiata tutto, ha detto che non si poteva fare per i problemi delle frane, per i problemi dell'assetto geologico, eccetera, con tutte le vicende che conosciamo.

Riteniamo che invece non solo sia necessario confermare la scelta di eliminare gli svincoli a Plan Signayes e di farli a nord, ma che sia possibile ancora oggi confermare una impostazione che permetta di salvaguardare la zona di Signayes e la Casa Faverge, spostando di un centinaio di metri più a nord l'uscita dalla galleria e i relativi svincoli.

Tutto questo si può fare, secondo noi si deve fare; non ci sembra che da parte della Giunta regionale ci sia stata la necessaria determinazione su queste cose.

A nostro avviso si è subito una impostazione della SAV e adesso siamo arrivati ad un punto in cui bisogna dire cosa si vuol fare, perché i lavori in galleria stanno procedendo e se non si interviene adesso, successivamente nasceranno problemi di pendenze, di variazioni di tracciati anche della galleria, per cui siamo agli ultimi giorni per poter prendere una decisione se si vuol fare una variante che vada nel senso delle cose richieste dagli abitanti della zona di Signayes.

Continuiamo ad essere convinti che questa sia una soluzione fattibile sul piano tecnico e sia la soluzione migliore da realizzare; vorremmo sapere la Giunta a quali conclusioni è arrivata.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore ai Lavori Pubblici, Vallet.

Vallet (UV) En répondant au Conseiller Riccarand, au mois de décembre j'avais dit que la Junte pensait procéder dans la question de la validité des autorisations ou non sur la base des réponses et de l'avis que M. Siniscalco avait donnés.

En ce sens les Syndics des communes d'Aoste, Quart et Saint-Christophe ont reçu une lettre de la part de la Présidence de la Junte, qui leur demandait de faire le point de la situation et des travaux.

Les Administrations communales ont chargé un technicien de rédiger ces expertises; les expertises ont été transmises au Ministère des Travaux Publics et à la Présidence de la Junte respectivement le 29 décembre 1992 en ce qui concerne la Commune d'Aoste, le 31 décembre en ce qui concerne les communes de Quart et de Saint-Christophe.

Pour ce qui concerne les détails de ces expertises, je peux faire avoir à M. Riccarand copie de la même expertise, de laquelle je dirai synthétiquement que l'analyse est faite sur les différents lots et pour les mêmes on a établi le pourcentage des réalisations par rapport à l'oeuvre entière.

Pour ce qui concerne les rapports avec le Ministère des Travaux Publics, j'avais déjà dit que la Présidence de la Junte a envoyé au Ministère une requête d'éclaircissement et un télégramme dans la date du 17 novembre 1992, et qu'on n'a pas eu, à tout aujourd'hui, des réponses en ce sens.

Nous n'avons pas retenu faire d'autres pas, étant donné que l'avis de M. Siniscalco en ce sens est clair: la compétence pour prendre dans ce cas des différentes déterminations est du Ministre aux Travaux Publics, en accord avec l'Administration régionale.

Pour ce qui concerne le quatrième point de l'interpellation, j'ai déjà demandé au Président de la III Commission de bien vouloir prévoir au cours d'une prochaine réunion de la III Commission ce point à l'ordre du jour; le Président m'a dit que mardi on pourra discuter en III Commission de ce problème.

En ce temps j'ai illustré le projet aux chefs de groupe de la commune d'Aoste, qui en avaient fait requête par le biais du Syndic, aux Syndics de la Communauté de Montagne du Grand Combin, qui dans le temps avait exprimé toute une série des perplexités quant au problème de la viabilité. Donc je pense que dans la séance de mardi on pourra examiner le problème aussi dans la commission du Conseil.

Quel est le projet qu'on ira illustrer? On ira illustrer le projet qui est ressorti du travail qui a été fait par la commission technique, qui avait été formée suite à la rencontre au mois de juillet avec les responsables de l'ANAS.

Je n'entre pas dans les détails de ce projet, étant donné qu'on aura l'occasion de le faire dans la réunion de la Commission.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand.

Riccarand (VA)Non sono soddisfatto della risposta dell'Assessore ai Lavori Pubblici.

Ripeto che la valutazione del nostro Gruppo è che la Giunta regionale e l'Assessore non abbiano voluto utilizzare le possibilità che c'erano, per costringere la SAV a modificare le sue intenzioni, che erano non accettabili. Fin dall'inizio la SAV ha avuto un comportamento estremamente scorretto, e la Giunta regionale ha (soprattutto in questi ultimi mesi) gli strumenti per costringerla a modificare le sue posizioni.

Il fatto che non sia stata rispettata la scadenza del 30 agosto per la ultimazione dei lavori, è un'arma in mano dell'Amministrazione che però non si vuole usare; il fatto che abbiano presentato determinate previsioni di progetti che poi non hanno rispettato, non lo si vuole utilizzare.

Il progetto di cui parla l'Assessore è un progetto che il comitato degli abitanti della zona di Signayes non ha accettato, che non condivide, su cui dà una valutazione negativa.

Nello stesso tempo non si sono mai messe in atto le procedure necessarie per verificare la possibile realizzazione della alternativa che proponevano, perché era una alternativa che doveva essere studiata tecnicamente fino in fondo, però questo non lo si è voluto fare.

Vedremo in commissione la settimana prossima che tipo di progetto verrà presentato e che tipo di argomentazioni verranno svolte, però preannuncio che se il progetto è quello della SAV del novembre scorso, da parte nostra il giudizio non può che essere negativo.

Mi auguro che questa inchiesta che è stata aperta a livello nazionale sull'ANAS e che coinvolge anche tutto il filone delle opere che hanno attinenza con le Colombiadi, dedichi un momento di attenzione a questa nostra vicenda valdostana.

Questa è una cosa che riguarda il modo di operare proprio della SAV, il modo in cui è stata impostata questa cosa, il fatto che è inaccettabile che si utilizzino dei pretesti, come quello rappresentato dalle Colombiadi di Genova per farsi approvare un'opera che si sa fin dall'inizio che non potrà mai essere realizzata in tempo per quel tipo di scadenza.

Questo è un reato di tipo penale, con un nome preciso: falso ideologico; spero che chi ha delle responsabilità su questa vicenda sia chiamato a risponderne proprio nell'ambito di questa inchiesta, che si sta sviluppando in diverse procure e che credo riguardi direttamente anche la nostra Regione.

Presidente Si conclude la seduta mattutina. Il Consiglio è riconvocato per oggi pomeriggio alle 16.

La seduta è tolta.